La Sicor S.p.A., acronimo di Sicurezza Compagnie Riunite, nasce negli anni ‘80 dalla fusione tra due società La Lombarda Antinfortunistica S.p.A. e Sureco S.p.A. La prima, fondata negli anni ‘60, era uno dei maggiori produttori di dispositivi di protezione individuale in Italia. Le principali linee di prodotto comprendevano indumenti antifiamma, calzature antinfortunistiche, guanti antitaglio e anticalore, visiere, elmi per l’industria e per la protezione dal fuoco. La seconda, inizialmente facente parte del gruppo Fiat, venne acquisita negli anni ‘80, ed operava nel mercato della protezione dielettrica e della strumentazione fissa di analisi gas tossici, esplosivi ed asfissianti. Con l’evolversi di un panorama normativo sempre più specifico e complesso, Sicor si è specializzata nella progettazione e realizzazione di elmi e accessori certificati per l’utilizzo combinato con gli elmi, nella progettazione e realizzazione di strumentazione fissa e nella commercializzazione di strumentazione portatile di analisi gas tossici ed esplosivi, diventando l’azienda leader nel mercato nazionale e una tra le aziende di riferimento e maggiormente conosciute a livello internazionale.
VF1
È il classico casco del Corpo Nazionale, derivato negli anni
’50 dalla foggia a cornucopia del Nazionale 38, prodotto in resine e tessuti
prima dalla Violini, poi dalla Pirelli ed infine, a partire dalla metà degli
anni ’60, dalla ditta Mispa di Torino. A metà anni ’90 l’evolversi delle norme
e le politiche di diversificazione dei fornitori e conseguente emissione di
appalti diversificati portarono ditte alternative a proporre caschi di fornitura
ministeriale, tra i quali annoveriamo la Molajoni di Roma, e la Sureco di
Milano. Negli anni ’90 quest’ultima, divenuta Sicor a seguito della fusione di
cui abbiamo parlato prima, produsse il modello VF1, antesignano della
generazione successiva, nata sulla scia del casco Gallet, arrivato a inizio
anni ’80 sovvertendo il concetto di protezione della testa per i Vigili del
Fuoco. Questo primo discendente del Mispa è stato
prodotto alla metà degli anni ’90 in fibra di vetro e resina; l’esemplare in
collezione porta il raro fregio del Corpo valdostano, che essendo regione
autonoma gestisce in proprio il servizio antincendi, similarmente al
Trentino-Alto Adige. Le caratteristiche sono molto similari al casco Mispa
incluso l'interno in similpelle con sottogola e mentoniera; a differenza di
questo però, essendo la resina di base di colore chiaro e successivamente
verniciato in nero, in caso di urti e sfregamenti apparivano scalfitture
evidenti da correggere con il pennarello indelebile. Rimase in dotazione dal
1997 fino al 2003 (per i permanenti, poi sostituito dal VFR 2000) e dal 2001 al
2006 a tutto il personale volontario.
VF2 “Amber”
Elmo sperimentale inizialmente dotato di visiera
trasparente, in versione rossa e nera è stato dato in prova in alcuni comandi
Italiani alla fine degli anni ‘90 per testarne la funzionalità; questi recavano sul frontale il simbolo in uso prima del ritorno alla fiamma attuale, quella
stilizzata che al posto della granata raffigurava la girante della motopompa. Da questo elmo è poi scaturita la versione definitiva del VFR 2000 che è stata
indossata negli anni successivi dai pompieri italiani. L’esemplare in
collezione è del soppresso e rimpianto Corpo Forestale dello Stato, che tra i
suoi compiti aveva quello dell’antincendio boschivo, e venne dotato del VF2 con
visiera però specchiata. A detta di chi lo ha utilizzato questo tipo di casco
possedeva un interno comodissimo e di grande qualità, stabile e confortevole.
VFR 2000
Grande casco a tutti gli effetti, realizzato in Kevlar e
fibre composite, dotato di 2 visiere a comparsa di cui una termoriflettente, di
occhiali retraibili in plastica con bordatura in gomma, dotato di un moderno
interno in tessuto confortevole per la nuca del Vigile ed un comodo e rapido
sottogola in plastica e tessuto, sul retro ha un paracollo in tessuto
antifiamma aramidico, attacco pila laterale e attacchi rapidi laterali per
maschera a pieno facciale. Questo casco fu adottato dal personale permanente
del CNVVF dal febbraio del 2003 in sostituzione dei vecchi modelli VF1, inizialmente distribuito ai comandi di Roma, Firenze, Torino
e Milano, e successivamente a tutti i comandi d'Italia; intorno al 2006 fu adottato
anche da tutto il personale Volontario. Le colorazioni da questo modello in più si sono diversificate in base
al grado: nero per vigili e qualificati, rosso per i graduati (Capo Squadra,
Capo Reparto), grigio per il personale dirigente come quello illustrato qui.
VFR 2009
L’evoluzione normativa nel 2009 ha fatto emergere l'esigenza del primo, importante aggiornamento alla versione 2000: sono state apportate delle modifiche essenzialmente aggiungendo un interno a cuffia, adeguato alle indicazioni di legge ed in grado di andare a coprire anche i padiglioni auricolari;inoltre è stato cambiato il fregio da rilievo a decalcomania con i tre stemmi sulla calotta, una fiamma con granata centrale priva di identificazione alfanumerica come già presente sulla versione 2000, e le due bandiere Italiana ed europea inserite e laccate insieme al colore. La visiera termo schermata appare più chiara al 49% di indice di rifrazione. Questo casco sia nella versione 2000 che 2009 ha trovato molti riconoscimenti anche presso Corpi esteri, ricordo Singapore, la Spagna (Valencia), Brasile (San Paolo), Francia (Service Departimental Incendie et Secours del GARD) nella versione nickelata, in Vaticano, in Cile e Perù presso le varie Pompa Italia diffuse nel territorio delle principali città ed operate dai discendenti degli immigrati arrivati da qui nel secolo scorso.
VFR EVO
Attraverso la trentennale esperienza maturata come produttori e fornitori di molti corpi dei vigili del fuoco tra i più prestigiosi e grazie ai suggerimenti ricevuti da quanti utilizzano quotidianamente i loro prodotti, dal 2010 la Sicor ha sviluppato il modello VFR-EVO, tra i più leggeri (pesa 1540 grammi) e sicuri elmi per Vigili del Fuoco di tipo B, quelli a protezione integrale. Innanzitutto la fiamma sotto vernice, già presente nella versione 2009, ora riporta il monogramma RI che sta per Repubblica Italiana. A livello costruttivo presenta, ai lati della calotta, un sistema universale di collegamento per maschere antigas a due punti, regolabile individualmente, che lo rende compatibile con tutte le maschere presenti sul mercato e crea una combinazione elmo-maschera efficiente e sicura. Gli schermi facciale ed oculare sono certificati secondo le norme EN 14458 ed EN 166, e sono della migliore qualità ottica (Classe ottica1), resistono alle alte temperature e proteggono in modo sicuro gli occhi ed il volto dal calore elevato, dall’elettricità e da particelle e sostanze chimiche liquide. Due leve esterne consentono di manovrare lo schermo oculare indossando guanti da intervento, evitando che gli stessi possano avere contatti con la visiera, il volto e gli occhi dell’operatore. L’interno è comodo e regolabile per coprire dalla taglia 52 alla 64 attraverso un sistema rapido; la calotta è in materiale termoplastico, stampato ad iniezione, estremamente resistente alle alte temperature e alle sollecitazioni meccaniche, mentre la calotta interna è in schiuma poliuretanica con rinforzo costampato alveolare + aramide per assorbire gli urti e le perforazioni, ed il sottogola è a 4 punti, regolabili con fibbia di sgancio. In collezione è presente un esemplare in colore rosso per contraddistinguere i sottufficiali, capi squadra e capi reparto, sicuramente uno dei più belli e rappresentativi caschi tra quelli schierati sugli scaffali.
Qui l'ottimo sito della Sicor con illustrazione dei vari modelli e accessori.






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