Il Cile, ufficialmente Repubblica del Cile, è uno Stato situato nell'estremo sud-ovest del continente americano. Si estende su un lungo e stretto lembo di terra tra l'Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande, con una superficie totale di 765.625 km², comprensiva di territori insulari nell'Oceano Pacifico: delle Isole Juan Fernández, Sala y Gómez, Isole Desventuradas e l'Isola di Pasqua. Il Cile reclama inoltre la sovranità anche su una zona dell'Antartide denominata Territorio antartico cileno: per questo motivo, il Cile si considera il "paese dei tre continenti". I suoi 17.910.000 abitanti dispongono di un indice di sviluppo umano (ISU), percentuale di globalizzazione, PIL pro capite, livello di crescita economica e qualità della vita tra i più elevati dell'America Latina. La sua capitale è Santiago del Cile, "San Giacomo del Cile", centro urbano più importante del Paese, la cui area metropolitana è detta “Gran Santiago” e corrisponde al capoluogo della Regione Metropolitana di Santiago. Considerata spesso un'unica città, in realtà è una conurbazione che comprende completamente il territorio di 26 comuni e parte del territorio di altri 11 comuni; gran parte della metropoli è compresa nella provincia di Santiago, alcune parti periferiche fanno parte delle province di Maipo, Cordillera e Talagante. La città è situata a un'altitudine media di 567 m s.l.m. sulle rive del Mapocho al centro del bacino Santiago, una grande valle composta da terre fertilissime circondate da montagne: è affiancata dalla catena principale delle Ande a est e dalla Cordigliera della Costa, mentre a nord è delimitata dal Cordón de Chacabuco, parte delle Ande. Queste, attorno a Santiago, raggiungono picchi elevati, il più alto dei quali, il monte Tupungato, raggiunge i 6570 m s.l.m. Nell'anno 2014 l'estensione della conurbazione era pari a 641,4 km² e la popolazione era pari a 6.158.080 abitanti che equivale a circa il 35,9% della popolazione totale del Paese e secondo le statistiche Santiago è la settima città più popolosa del Sudamerica e la 35ª area metropolitana del mondo.
In Cile il servizio antincendi è unico al mondo poiché
si basa su un'organizzazione interamente volontaria, senza personale
retribuito, ed è strutturato principalmente su due enti principali che operano
in sinergia a seconda della natura dell'emergenza. I primo sono i Bomberos de Chile,
composto da oltre 300 corpi locali e 55.000 volontari distribuiti su tutto il
territorio nazionale. Rispondono a qualsiasi emergenza urbana e industriale,
inclusi gli incendi strutturali, gli incidenti stradali e il soccorso tecnico chiamando
il numero unico 132. A capo c’è l’organo centrale che supervisiona e coordina
le operazioni a livello istituzionale, la Junta Nacional de Cuerpos de
Bomberos. Al loro fianco si trova il CONAF (Corporación Nacional Forestal) che si
occupa della gestione e il contrasto degli incendi boschivi, che colpiscono
frequentemente il centro-sud del paese, e gestisce la prevenzione, la
pianificazione territoriale e il coordinamento delle squadre antincendio
boschivo. La storia del Cile, come molte altre Nazioni, ha una forte componente
migratoria che tra fine ‘800 e primi anni del ‘900 ha portato molti italiani a
cercare fortuna lontano da una casa dove le risorse scarseggiavano: tra questi
c’era mio nonno, che prese la nave per andare in California. Proprio per questo alcune
storiche compagnie di vigili del fuoco portano nomi, uniformi,
veicoli ed equipaggiamenti italiani: questo legame nasce proprio dalle ondate
migratorie del XIX secolo, quando numerosi immigrati italiani si stabilirono
nel Paese sudamericano, contribuendo attivamente alla vita sociale e civile
delle comunità locali. È in questo contesto che vennero fondate alcune delle
compagnie di pompieri più prestigiose del Cile: la più antica è la Sesta
Compagnia “Cristoforo Colombo” di Valparaíso, poi venne la “Ausonia”
Numero 4 di Iquique, successivamente la Quarta Compagnia “Umberto Primo” di
Talcahuano, l’Undicesima Compagnia “Pompa Italia” di Santiago e solo alla
metà degli anni ’50 del secolo scorso venne creata la Seconda Compagnia
“Pompa Italia” di Copiapó. Oltre a rispondere alle emergenze causate da incendi
e calamità naturali, queste istituzioni sono diventate veri e propri punti di
riferimento culturale e sociale per la comunità italiana. La storia dei
pompieri italiani in Cile ha inizio appunto a Valparaíso, dove nel 1858 viene
fondata la Sesta Compagnia “Cristoforo Colombo”, la più antica istituzione
italiana nel continente americano. In un’epoca in cui Valparaíso era un
porto internazionale, crocevia di commerci e culture, gli immigrati italiani si
organizzarono per rispondere agli incendi, frequenti a causa delle costruzioni
in legno e della topografia complessa della città, con colline ripide e vicoli
intricati. È invece nel 1914 che viene fondata l’Undicesima Compagnia di
Pompieri “Pompa Italia” di Santiago, una delle cinque compagnie straniere
presenti in città, insieme a quelle di origine francese, inglese, spagnola e
tedesca; di questa viene mostrato il casco in collezione ritratto nell’ultima
fotografia, appartenente alla 15° Compania Alemana “Maximo Humbser”: è lo
Schuberth tedesco modello F200 fotoluminescente. L’Undecima è stata appunto
fondata da immigrati italiani, e ancora oggi il 100% dei membri è di
discendenza italiana: questo forte legame con l’Italia si riflette non solo
nella composizione della squadra, ma anche nelle tradizioni, nei registri,
nelle voci di comando e persino nei festeggiamenti, come la Festa della
Repubblica Italiana, celebrata in collaborazione con il Consolato e
l’Ambasciata italiana. L’uniforme della compagnia, quella strutturale per le
operazioni, è identica a quella utilizzata dai vigili del fuoco italiani; anche
nell’uniforme di gala si possono trovare dettagli italiani, in particolare gli elmi, come
quello descritto in questo post. La Pompa Italia opera sotto la stessa
struttura organizzativa del Cuerpo de Bomberos de Santiago, il Corpo Nazionale,
ma con peculiarità che la distinguono. La formazione dei pompieri cileni, è
ispirata agli standard nordamericani, in particolare alla norma NFPA 1001,
che garantisce un’alta preparazione tecnica. Tuttavia, le influenze italiane ed
europee sono evidenti, soprattutto nell’approccio alle emergenze e
nell’utilizzo di attrezzature, oltre che la formazione: purtroppo durante la
pandemia i contatti con l’Italia, come le pasantías (scambi
formativi) presso le Scuole centrali antincendi di Capannelle a Roma sono stati
sospesi, ma dovrebbero riprendere presto, grazie alla collaborazione con
il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
La ditta Mispa di Torino a fine anni ’50 rilevò le linee
produttive della Violini, che aveva chiuso i battenti, per produrre i caschi da
pompiere che fino alla fine degli anni ’90 hanno equipaggiato i Vigili del
Fuoco italiani, la cui storia è descritta qui. Il casco in collezione fa parte
della produzione iniziale, raro per le sue peculiarità costruttive oltre che
per lo stato impeccabile in cui si trova. È caratterizzato dallo stesso
materiale plastico utilizzato dalla Violini, da cui però si differenzia per la
mancanza dei due aeratori sulla calotta, che troviamo anche nel Pirelli. Anche
questo ha il medesimo interno in pelle, si ritiene prodotto dalla Sarchi che
già riforniva le altre due case produttrici con sottogola anch’esso in pelle:
nel decennio successivo, per intenderci la fornitura che riporta punzonato l’anno
1972 e poi la serie successiva del 1982, si opterà per il più economico
similpelle con sottogola a quattro attacchi con mentoniera, in grado di assicurare
migliore adesione al capo del pompiere. Sul frontale il prezioso fregio
in lamierino di ottone, di foggia italiana e che qui da noi riportava inizialmente la
numerazione dei Comandi (ad esempio al Corpo di Torino era stato attribuito l'83) e successivamente la croce dorata in campo rosso, originariamente
attribuita alle Scuole e poi passata ad identificare genericamente il Corpo. Nel casco in collezione c’è il numero 11 della Pompa Italia in campo verde, colore che tradizionalmente si lega la Undecima e che caratterizza anche i mezzi di intervento, molto riconoscibili sul territorio appunto per questa insolita colorazione. Oggi il tipo Mispa viene utilizzato nelle occasioni
formali e nelle parate, sostituito operativamente dai Sicor con gli stessi
colori del Corpo Nazionale, di cui si sono dotati questi Bomberos nostri fratelli di sangue e di
spirito.
Questo è il sito dell’Undecima. Nelle foto in terz’ultima e quart’ultima posizione, tratte dalla pagina Facebook, troviamo una parata ufficiale in cui vengono indossati i caschi tradizionali e il Cuartel con i Bomberos in uniforme operativa indossando i moderni Sicor EVO.



































.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)
.jpeg)








