lunedì 19 marzo 2012

Il casco panamense Cairns 900 di Colón





La Repubblica di Panamá si trova nel Centro America caraibico: nasce da un contenzioso economico scaturito tra gli Stati Uniti e la Colombia, che possedeva i territori panamensi prima del 1903. In seguito al desiderio del presidente americano Roosevelt di aprire un canale che collegasse l'Atlantico al Pacifico, e in seguito al rifiuto da parte della Colombia di concedere la gestione dell'istmo ad un consorzio nordamericano, gli Stati Uniti inviarono nel territorio panamense la nave da guerra Nashville, che conquistò facilmente il territorio; il 3 novembre 1903, la Repubblica di Panamá dichiarò la propria indipendenza dalla Colombia. Gli Stati Uniti, primo stato a riconoscere la nuova repubblica, inviarono l'esercito a difenderne gli interessi economici legati al canale, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1907, intrapresi dal genio militare statunitense, e si conclusero il 3 agosto 1914, aprendo uno dei principali canali di comunicazione tra gli oceani Atlantico e Pacifico e costituendo uno dei maggiori capolavori di ingegneria al mondo. Questi due oceani oggi sono collegati con un sistema di chiuse in grado di assorbire un dislivello di circa 28 metri in un tempo che va dalle 4 alle 5 ore: ben poca cosa rispetto ai sessanta giorni occorrenti per effettuare la circumnavigazione del continente sudamericano che era obbligatorio compiere prima della sua costruzione. Colón è la seconda città del Panamá, capoluogo della provincia omonima: si trova sull'isola di Manzanillo, all'ingresso del Canale di Panamá, nel Mare delle Antille. Conta 60.000 abitanti ed è un importante centro portuale e industriale del paese; vi hanno sede stabilimenti alimentari, tessili, chimici e meccanici. La città venne fondata nel 1849, come stazione terminale della Ferrovia del Panamá; fu chiamata Aspinwall, dal nome di William H. Aspinwall, uno dei progettisti della ferrovia. L'importanza della città crebbe ulteriormente quando fu aperto il Canale di Panamá fino ad oggi, quando è diventata il secondo porto franco doganale al mondo.


La “Divisione di protezione antincendio” è stata fondata nel 1905, inizialmente composta interamente da volontari; nel 1906 nacque la prima compagnia retribuita, a Cristobal, fino a raggiungere nel 1912 la consistenza di 37 pompieri permanenti con un Capo, un assistente, sei Capitani, sei Tenenti e 15 compagnie volontarie con 252 membri. Buona parte dei mezzi era ippotrainata con l’eccezione di due camion moderni. Oggi permane la compresenza nel CBC - Cuerpo Bomberos Colón - della componente volontaria che affianca in maniera sostanziale quella permanente, che assomma a circa 180 unità: in caso di emergenza c’è il lungo fischio di una sirena di allarme udibile distintamente in tutta la città ed attiva il sopraggiungere di volontari in affiancamento ai permanenti. Il Corpo è sotto l’egida del Ministero dell’Interno e della Giustizia della Repubblica di Panamá e dispone a Colón di otto distaccamenti oltre alla Centrale: Cuartel Central, Cuartel Davis, Cuartel Coco Solo, Cuartel Sherman, Cuartel Coco Solito, Cuartel Mount Hope e Cuartel Sabanitas.

Il casco in collezione, un Cairns and Brothers nel modello “900 Clifton”, risale agli anni ’70 ed è fabbricato in una particolare mescola plastica detta “Flint-flex” per le sue doti di resistenza unita alla grande duttilità. Apparteneva al Capo della 3° stazione dei pompieri di Colòn, come testimonia il suo colore bianco e la grande placca frontale, bianca anch’essa, con caratteri dorati in campo rosso che la fanno appartenere al “Cuerpo de Bomberos Colón”. Intorno al bordo c’è la tipica, spessa banda protettiva in gomma nera, mentre intorno alla base della calotta si trova ancora il nastro adesivo originale che andava a coprire le fettucce di legatura tra interno ed esterno del casco; interno e sottogola sono tessili. Le condizioni in cui si presenta sono ottime, forse dovute al fatto che il ruolo del Capo in certi contesti è quelli di supervisione rispetto alla mera operatività; il suo casco quindi a volte subisce meno attacchi e conseguenti minori danni dovuti al calore, alle fiamme, ai colpi, urti, impatti, compressioni, graffi ed ammaccature che deve fronteggiare il casco del prode Pompiere in vece del suo proprietario.

In ultima posizione si trova una foto di mezzi dei pompieri di ultima generazione in dotazione ai pompieri di Colón, tratta da qui.
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sabato 18 febbraio 2012

Il casco degli Emirati Arabi Uniti Rosenbauer Heros Xtreme di Abu Dhabi






Gli Emirati Arabi Uniti o U.A.E. sono uno stato nel sud-est della penisola araba composto da sette emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. Prima del 1971, erano noti come gli Stati della tregua (Trucial States), con riferimento ad una tregua imposta nel XIX secolo dai britannici ad alcuni sceicchi arabi che non contrastavano, e anzi foraggiavano, attività piratesche miranti a colpire il naviglio transitante nel tratto di mare di loro competenza, danneggiando gli interessi imperiali nel trasporto delle spezie e principalmente del tè, proveniente dall’India. La nazione confina con il sultanato dell'Oman a sud-est, con l'Arabia Saudita a sud-ovest ed è bagnata dal Golfo Persico a nord: Abū Dhabī ne è capitale ed è capoluogo dell'emirato omonimo. Fino alla metà del XX secolo l'economia di Abū Dhabī era basata quasi interamente sull'allevamento di dromedari, la produzione di datteri e verdure nelle oasi dell'interno, sulla pesca e la ricerca delle perle nella costa della città di Abū Dhabī, che allora era abitata principalmente durante i mesi estivi. La maggior parte delle costruzioni degli insediamenti di Abū Dhabī era costituita da foglie di palma, mentre le famiglie ricche vivevano in capanne di fango. Nel 1939 lo Shaykh Shakhbut bin Sultan Al Nahyan rilasciò la prima concessione petrolifera ma il primo rinvenimento di petrolio risale al 1958 ed ha preso il sopravvento sulle altre produzioni negli anni seguenti; le statistiche attuali dicono che Abu Dhabi possiede il 9% delle riserve mondiali di petrolio ed il 5% di quelle di gas naturale. Attualmente la città di Abū Dhabī è una delle città più ricche e moderne del mondo, con una vivace attività edilizia che ha costruito grattacieli sempre più alti richiamando spesso “archistar” di fama mondiale per la loro realizzazione; qui vivono quasi 900.000 persone in regime di sovraffollamento e traffico congestionato.

La Emirates Fire and Rescue Company - EFRC – è una compagnia a totale controllo governativo che gestisce il soccorso tecnico e le squadre di pronto intervento di emergenza della Polizia di Abu Dhabi, Sharjah, Ajman, Ras Al Khaimah and Fujairah sotto il controllo della Civil Defence. Da 13 stazioni dislocate sul territorio 400 vigili del fuoco, composti da personale dhabense delle forze di polizia unitamente a pompieri arrivati dall’Europa, dalla Turchia e dalla Giordania svolgono 3500 interventi all’anno basando l’addestramento sullo standard tedesco. In ogni stazione ci sono da 20 a 25 pompieri con uno o due APS ed altrettante autobotti, una piattaforma tridimensionale ed un carro fiamma con le scorte di bombole d’aria; in alcune stazioni ci sono mezzi per il soccorso pesante e per le emergenze Haz-Mat, che da noi sono le unità NBCR.

La Rosenbauer è una compagnia austriaca leader mondiale negli equipaggiamenti per i vigili del fuoco, dai mezzi antincendio fino alle attrezzature ed il vestiario. Produttrice dello storico Heros visto nel post sul Parlamento Europeo dal 2010 ha rinnovato la gamma con i due successori di questo ottimo casco, vale a dire l’Heros Xtreme per incendi strutturali e l’Heros Smart per incendi boschivi e attività di soccorso, corto sui lati e con una sola visiera, sulla falsariga degli MSA Gallet F1 ed F2. La calotta esterna è in una nuova fibra di vetro composito con una grande resistenza all’impatto e alla penetrazione, stabile anche alle alte temperature; come il suo predecessore si regola facilmente dall’esterno, anche indossando i guanti, attraverso una ghiera in zona nucale molto utile per adattarlo in funzione delle diverse situazioni di intervento. L’interno ergonomico in tessuto Aramid ha un fissaggio a 3 punti resistente a temperatura e fiamma; la visiera è doppia e unisce l’occhiale da taglio allo schermo in metacrilato per la protezione completa del volto dell’operatore. Sul frontale è possibile installare una pila conforme alla normativa ATEX sulle atmosfere esplosive. Il casco in collezione è nel particolare colore giallo fluorescente in uso a tutto il personale degli Emirati, che utilizza anche il Gallet F1SF sempre nel medesimo colore.
Nella foto personale a bordo di un Hummer in allestimento squadretta è impegnato nello spegnimento con naspetto e acqua nebulizzata di un veicolo in fiamme: l’autista indossa l’F1SF mentre il vigile ha il Rosenbauer.
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giovedì 29 dicembre 2011

Il casco aziendale Hendry di Trinidad e Tobago






Trinidad e Tobago è uno stato insulare a statuto repubblicano dell'America centrale caraibica, popolato da poco più di un milione di abitanti: la sua capitale è Port of Spain. Situata a nord-est del Venezuela nell'arcipelago delle Piccole Antille, è bagnata a nord dal Mar dei Caraibi, a est dall'Oceano Atlantico, a sud il Canale di Colombo la separa dal Venezuela mentre a ovest si affaccia sul golfo di Paria. Le due isole principali sono Trinidad (sulla quale risiede il 96% della popolazione) e Tobago, alle quali si aggiungono una ventina di isole minori; qui si alternano zone pianeggianti con aree più montuose: infatti, il punto più elevato del paese è El Cerro del Aripo, che misura 940 m. s.l.m. Le isole furono scoperte da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio: egli diede il nome spagnolo "Trinidad" all'isola più grande (in omaggio alla Santissima Trinità) mentre probabilmente il nome Tobago viene dalla forma di sigaro dell'isola minore (per cui fu chiamata in spagnolo "tobaco"). Possedimenti spagnoli fino al 1797, le due isole furono occupate dagli Inglesi ai tempi della conquista francese della Spagna e fino al 1962 sono state una colonia dell'Impero Britannico: ancora oggi la lingua parlata è l’inglese.


La manifattura cartiera “John Dickinson Stationery Limited” era una compagnia di primaria importanza fondata nel 1804 da John Dickinson, che brevettò il sistema meccanizzato di produzione continua della carta, progenitrice delle odierne bobine lunghe centinaia di metri. La zona in cui nacque, l’Hertfordshire, era ricca di corsi d’acqua in grado di fornire forza motrice ai mulini destinati alla macerazione e battitura della polpa di cellulosa, ed in seguito alle laminatrici che progressivamente la riducevano allo spessore desiderato. Lo stesso reticolo di canali e fiumi poteva successivamente provvedere al trasporto dei prodotti lavorati fino ai mercati di vendita e ai porti per essere esportati in tutto il mondo. Il mulino di Nash Mill, uno dei primi convertiti a questo utilizzo, in origine era un mulino medievale di cereali: qui i Dickinson stabilirono la loro casa prima che nel 1813 un incendio molto grave lo radesse al suolo; questo episodio fu determinante nella decisione di organizzare in maniera molto efficace il servizio antincendi nelle sedi aziendali da allora in poi. Grazie al rimborso dell’assicurazione antincendi la compagnia poté ulteriormente espandersi ed aumentare la scala di produzione anche grazie alle innovazioni introdotte: nel 1850 venne brevettata la busta gommata, vera rivoluzione nel settore, nel 1929 vennero create le buste con la finestra trasparente. La compagnia nel 1910 cominciò la sua espansione in tutto il mondo, giungendo a possedere sedi in tredici nazioni tra cui Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e altre colonie tra cui appunto Trinidad e Tobago. Nel 1966 giunse ad essere la più grande compagnia al mondo nel settore della cartoleria ed imballaggi; nel 1999 iniziò il suo declino e nel 2007 sono stati pubblicati dei piani per tentare il suo rilancio. La John Dickinson & Co West Indies venne fondata nel 1945 ed oggi è la maggiore dei Caraibi nel settore cancelleria ed articoli da ufficio. La sua sede è a Trinidad ed esporta in tutto il sud e centro America, tra cui Haiti, Repubblica Dominicana, Porto Rico, Panama e Costa Rica; opera in un grande stabilimento in cui vi lavorano oggi circa 300 persone.

Il casco in collezione è un modello “Metro” realizzato in cuoio dalla “James Hendry” di Glasgow, in Scozia; porta sulla fronte il fregio del servizio antincendi aziendale della John Dickinson. La forma molto svasata sui lati lo fa ascrivere ai primi anni ’40, mentre dopo il 1950 le parti laterali si presentavano molto più pronunciate. La fabbrica Hendry, a dimensione familiare, fornì buona parte dei pompieri inglesi dei loro elmi protettivi in cuoio cotto e pressato a partire dalla fine del XIX secolo fino alla metà degli anni ’70; i suoi caschi erano reperibili con la cresta rinforzata in metallo bianco od ottone senza variazione di prezzo. Prima di allora i caschi, della Merryweather, erano in ottone con vistosa cresta; in seguito la Cromwell introdusse i modelli in sughero pressato e ricoperto inizialmente in cuoio e poi in tessuto resinato. I cambiamenti nella normativa sulla sicurezza sul lavoro della fine degli anni ‘60 fecero diventare inadeguato il casco in cuoio, che aveva l’interno collegato al guscio esterno grazie a soli due punti di fissaggio; i modelli in vetroresina che la Hendry cercò di proporre vennero adottati da alcune Brigate ma non in misura sufficiente da giustificare il mantenimento in attività della fabbrica, che chiuse i battenti intorno al 1975. Il casco, nonostante i molti anni, è praticamente nuovo: la sua vita operativa si è svolta in gran parte in qualche armadietto di pompiere di fabbrica al caldo sole dei Tropici.

Ringrazio per le informazioni a proposito del casco Hendry l'autore del blog inglese Barry; invece qui si trova la foto della mitica Land Rover del servizio antincendi aziendale.
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venerdì 25 novembre 2011

Il casco cubano Cairns 770 dell'Avana





Il casco che sto per descrivere viene da un Paese che racchiude in sé molte sfaccettature. Cuba è sole dei tropici, gente sorridente dentro macchine scassate e radio a tutto volume, case diroccate un tempo splendide; Cuba è un sogno, un’utopia, la speranza che tutto sia possibile calata dentro una povertà endemica ed un livello di libertà di opinione purtroppo ridotto, il tutto condito con il sorriso: sempre e comunque. Cuba è il posto dove i bambini studiano da 5 a 16 anni e spesso vanno all’Università; il sistema scolastico è eccellente e richiama studenti dall'estero. A Cuba le persone si ammalano pochissimo: ogni cubano infatti ha accesso gratuito a medici, infermieri, specialisti (chi ha visto il film “Sicko” di Michael Moore ricorderà la parte in cui si parla di questo Paese). A Cuba nessuno soffre la fame: il governo garantisce casa, lavoro e cibo a tutti i cittadini oltre ad un salario sociale minimo. Per alcuni è il rifugio del Demonio, luogo che ospita una dittatura molto severa, dove l'accesso a Internet è ristretto per molti, dove dire che non si è d'accordo con papà Fidel può costare caro, mentre per altri è il Paradiso dove le persone vivono molto bene con molto poco. Io questo non lo posso giudicare, non essendoci purtroppo mai stato: del resto questo blog si occupa di parlare dei caschi dei pompieri e di chi li indossa. Onore quindi ai Bomberos cubani!
La Repubblica di Cuba è un arcipelago che comprende quasi 4200 isole e isolette dette "cayos" che circondano l'isola principale; è posto tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, ad ovest il Messico, a sud le Isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti. Dopo gli anni coloniali alle dipendenze della Spagna Cuba passò di fatto sotto il controllo degli Stati Uniti che durò fino al 1958, quando l'avvocato Fidel Castro riorganizzò dal Messico la lotta contro la dittatura insieme ad alcuni volontari, tra cui il medico argentino Ernesto Guevara, detto 'Che', "piccolino". Nel 1959 assunsero il potere, forti di un alto consenso popolare: in conseguenza della perdita del loro controllo sull’isola nel 1961 gli Stati Uniti per rappresaglia decretarono un embargo totale verso Cuba, costringendo l'isola a dipendere economicamente dall'Unione Sovietica e condannandola, di fatto, a vivere in povertà e ristrettezze. Il fallimento del sistema sovietico nei primi anni novanta ha determinato per Cuba una grave crisi economica di riflesso, ribattezzata “Periodo especial”, che ha richiesto grandissimi sforzi per essere sostenuta e che tuttora non risulta completamente superata.

I Bomberos di Cuba nacquero nel 1696 a Santa Clara e qui iniziarono a controllare ed estinguere gli incendi, primo embrione di un ottimo servizio antincendi che nel corso degli anni si diffuse in tutto il resto del Paese fino a giungere ai primi anni del secolo XIX; nel 1770 si ha il primo editto in cui il governo coloniale spagnolo descrive come impedire il divampare di un incendio, come evitare che si propaghi, come spegnerlo e con quali attrezzature, di cui deve essere dotato il locale Corpo dei pompieri. Queste sono ramponi. corde, asce, scale e pompe: nel 1795 troviamo la prima pompa a mano, spinta da schiavi provenienti dall’Africa. Da allora molto è cambiato, tranne che la sostanza qualitativa d'eccezione, anche visti i pochi mezzi a disposizione. Oggi il Corpo è militare e dipende dal Ministero dell’Interno; pompieri militari svolgono il periodo di ferma pluriennale nel Corpo, uscendone al termine della leva o raffermandosi per scalarne la gerarchia: anche qui vale la sostanziale parità con le donne che fanno questo mestiere senza problemi. Il CBC - Cuerpo Bomberos de Cuba - nel 2010 ha effettuato 2.700 servizi "speciali": il soccorso ad animali, il trasporto di malati molto pesanti, il soccorso ad alienati, l’apertura di porte e la bonifica dai nidi di imenotteri. In totale sono state 24.333 le prestazioni, tutte gratuite, che principalmente riguardano gli incendi e gli incidenti, percentualmente più frequenti nelle province de L’Avana, Santiago di Cuba, Villa Clara e Holguín. Gli effettivi del servizio costiero del Destacamento Especial de Rescate y Salvamento del CBC (Distaccamento Speciale di Soccorso e Salvamento) hanno salvato oltre 10 persone che stavano annegando nelle calde e trasparenti acque cubane. Il servizio di Prevenzione degli incendi del CBC ha parimenti effettuato 47.000 ispezioni in attività ed edifici a rischio di incendio contribuendo ad affrontare in anticipo i rischi pianificandone le soluzioni.

Il casco in collezione è il Cairns modello 770 detto “Philadelphia” dalla prima città che l’ha commissionato nel 1974 ed indossato fino agli anni scorsi; attualmente è fuori produzione soppiantato dai nuovi modelli. Questo è in plastica rossa e porta sul frontale lo stemma adesivo del Minint, Comando Rescate e Salvamento de l’Avana mentre sul retro in lettere adesive verdi c’è scritto “Comando”. Se il guscio è originale l’autarchia imposta dall'embargo ha fatto sì che al suo interno il casco abbia subito varie riparazioni artigianali. come la visiera che è rattoppata dove si aggancia ai sostegni; il sottogola è stato risistemato negli agganci; l’interno pimigenio è stato sostituito ed ora ne ospita uno preso chiaramente da un casco del blocco sovietico e fissato con filo di rame. Cionostante, anzi proprio per questo, è uno dei caschi più importanti che io possegga, dovuto alla sua estrema rarità, all'intensa vita operativa che ha passato ed a ciò che rappresenta per me il Paese da cui arriva. Hasta siempre!
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giovedì 10 novembre 2011

firehelmetcollection news

In questi giorni registro l'arrivo dei caschi dal Regno di Giordania, dagli Emirati Arabi Uniti - Dubai, dal Senegal e dalla Costa d'Avorio: con un po' di tempo e grazie anche alla fitta rete di informatori in giro per il mondo troverò informazioni su questi particolari Servizi anticendi. Prossimamente verrà illustrato il casco di un Paese che amo moltissimo e che mi onora ospitare nella mia collezione, manca solo il tempo di riordinare le informazioni raccolte, trovarne ancora qualcuna e confezionare il post: siate pazienti!
L'ultimo aggiornamento della lista di caschi ne segna 94 da 78 Paesi, e fino ad oggi ne sono stati descritti 46.
Consultate l'elenco aggiornato dei caschi in vendita e scambio e contattatemi per qualsiasi domanda, suggerimento o commento desideriate fare. Buona navigazione!
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mercoledì 26 ottobre 2011

Il casco Gallet F1S di Malta






Malta è una repubblica insulare dell'Europa meridionale ed è membro dell'Unione Europea. Il territorio della Repubblica di Malta è situato nel Mediterraneo, nel canale di Malta, tra la Sicilia e la Libia; è composto da un arcipelago di 316 km² che comprende, oltre all'isola di Malta, l'isola con estensione territoriale maggiore, le isole di Gozo, Comino, Cominotto e Filfola. Lingue ufficiali sono il maltese e l'inglese, essendo Malta appartenuta all’Impero britannico dal 1814 al 1964 e facendo tuttora parte del Commonwealth. C’è un legame molto forte con l’Italia: fa parte della regione fisica italiana, l'italiano è stato la lingua ufficiale fino al 1934 ed è tuttora molto diffuso e viene correttamente compreso da circa due terzi dei maltesi, in particolare delle nuove generazioni che riscoprono le radici latine. La popolazione nel 2007 ha raggiunto i 410.290 abitanti; tuttavia l'esiguità del territorio è tale che la densità demografica è di ben 1.297 abitanti per km², una delle più alte d'Europa. Questo dato fa sì che Malta sia inserita fra i sette microstati d’Europa, che sono: Andorra, San Marino, Città del Vaticano, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta appunto ed il Principato di Monaco; diventano otto considerando anche l’Islanda in virtù dell’esigua popolazione.

Il servizio antincendi dell’isola di Malta era in origine appannaggio della Polizia; il 9 febbraio 1989 venne istituito il Direttorato della Protezione Civile sotto l’egida del Ministero della Giustizia e dell’Interno, ed iniziò la sua attività nel forte di S.Elmo a La Valletta; nel 1995 venne promosso da Direttorato a Dipartimento autonomo: il Dipartiment Tal-Protezzjoni Civili. Uno dei suoi compiti, oltre alla gestione delle emergenze, è quello di organizzare corsi e simulazioni per preparare la popolazione ad eventi accidentali, oltre a coordinare le attività di differenti ministeri e settori, come la Polizia, le Forze armate e le autorità sanitarie. Nel 1994 venne stipulato un accordo di collaborazione con il Ministero dell'Interno italiano con la fondazione di un consorzio misto di previsione, prevenzione e protezione dagli incidenti tecnologici e naturali, primo embrione dell’attuale Dipartimento da crearsi entro il 1996. Parimenti venne deciso di creare una struttura marina di gestione degli incidenti in mare, cioè la dispersione di sostanze inquinanti, gli incendi di natanti e un sistema di barche di salvataggio persone. Il centro di Ta’ Kandia venne scelto come quartier generale di coordinamento; nel 1996 venne inaugurata la nuova caserma di Xemxija nella baia di St. Paul per proteggere la parte Nord dell’isola; in seguito si edificò la caserma di Hal Far in grado di svolgere anche la funzione di scuola antincendi e di magazzino di protezione civile. Nel 1999 venne completato il passaggio delle competenze dalla Polizia, con l’acquisto di nuovi mezzi antincendio dall’Italia. Oggi ci sono cinque distaccamenti a Malta: la centrale di Corradino – Ta' Kandia (Sierra 4), poi Floriana (Sierra 2), Kordin (Sierra 7), Xemxija (Sierra 3), e Hal Far (Sierra 1 oltre a Sierra 8 che sono i cinofili e Sierra 9 che sono i volontari S.A.F. (“Spider section USAR Team”) e uno nell’isola di Gozo (la città di Victoria ospita l’unità Sierra 6), oltre al centro marino di Marsa (Sierra 5) con quattro natanti di soccorso. Il Dipartimento dispone di 34 mezzi pesanti che comprendono tre autoscale (una da 37 metri), un tridimensionale da 33 metri, autobotti, APS e polisoccorso, che l’anno scorso hanno svolto oltre 5.000 interventi.

Il casco in collezione è un Gallet F1S in condizioni eccellenti; questo modello è ancora in uso alla maggior parte dei componenti del Dipartimento maltese; via via che si sostituiscono anche qui vengono soppiantati dal modello successivo, l’F1SF visto nel post su Bruxelles. Le differenziazioni cromatiche indicano i gradi e le qualifiche di appartenenza: il Capo dipartimento ha il casco bianco; gli ufficiali l’hanno nero, mentre i capireparto lo portano rosso, i capisquadra giallo, i vigili cromato ed i volontari nel particolare colore blu, come il casco in collezione. Nella quinta fotografia si possono apprezzare i pompieri maltesi in intervento durante un crollo, in cui sono presenti tutte le declinazioni del casco, oltre al particolare che i due volontari effigiati che portano appunto il casco blu indossano il Sicor Amber VF2 che venne testato al posto del Gallet. Nell’ultima immagine si notano tre vigili volontari impegnati in una esercitazione di soccorso persona.

Qui si trova il sito ufficiale del Ministero; purtroppo il sito ufficiale precedente, molto accattivante, ricco di foto e notizie, non è più attivo; qui c'è il riferimento ad un altro sito, non ufficiale, ricco di informazioni.
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martedì 4 ottobre 2011

Scambi o vendita caschi - swap or sale list - liste des échanges ou ventes


Ecco descrizione e foto dei caschi disponibili per la vendita o lo scambio (sempre preferito!). Qui trovate la lista dei caschi che cerco, se potete aiutarmi...

Here there are the helmets to be sold or (preferably) traded. Here are the Countries I am looking for, if you could help me...

Voici la liste des casques à vendre ou (je le prefere) échanger. Ici vous trouvez la liste des casques je recherche, si vous pouvez m'aider...

ITALIA - ITALIAN HELMETS

Mispa black FIAT factory fire service 1970/2000 VGC

Mispa black Italian Navy fire rescue service 1970/2000 VGC

Pirelli black Italian national fire service 1950/1970 GC

INTERNAZIONALI - INTERNATIONAL HELMETS

Philippines Quezon Cairns 770 - VGC, Very rare!

Thailand Bangkok - VGC, Excellent and rare!

France Adrian model, chrome plate Officier Pompiers RARE!!! - VGC, very nice!

France Adrian model firefighter, brass plate Pompiers - VGC, very nice!

Austria Rosenbauer Heros II photoluminescent - VGC

MSA yellow Holland from ORA Spoorwegen, Railways Fire Service - VGC

Yugoslawia aluminium National Fire Service - GC

Great Britain Officer Cromell F600 helmet - VGC Rare!

New Zealand Pacific F7 Leading Firefighter - VGC, very rare!
To contact me write to: firehelmetcollection@gmail.com Any proposal will be evaluated and will have an answer! Just give me some time...

Notes:
N: New
LN: Like New, no or few light marks on surface
VGC: Very good conditions
GC: Good conditions w/signs of wear, tears but complete
U: Used with deep signs or broken shell
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lunedì 26 settembre 2011

Il casco industriale indiano di Mumbai







L’incredibile India è una repubblica federale dell'Asia meridionale formata dall’unione di 28 stati e 7 territori, fra cui quello della capitale, Nuova Delhi; settimo paese per estensione geografica al mondo e secondo più popolato dopo la Cina con più di un miliardo di abitanti, l’India possiede una linea costiera che si snoda per 7.500 km dall'Oceano Indiano a sud, al Mar Arabico a ovest. Confina con Pakistan (con cui intrattiene rapporti burrascosi), Cina, Nepal, Bhutan, Bangladesh (che ai tempi della dominazione britannica faceva parte del suo territorio con il nome di Bengala) ed infine la Birmania ad est. E’ stata annessa gradualmente alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali dai primi decenni del XVIII secolo e successivamente colonizzata dal Regno Unito dalla metà del XIX secolo; l'India è diventata un moderno Stato nazionale nel 1947, dopo una lotta per l'indipendenza che è stata caratterizzata da una diffusa resistenza non violenta il cui protagonista principale fu il Mahatma Gandhi, fautore della disobbedienza civile in opposizione all’occupazione britannica. L'India è la dodicesima più grande economia del mondo in termini nominali, e la quarta in termini di potere d'acquisto. Riforme economiche hanno trasformato il paese nella seconda economia a più rapida crescita (è uno dei quattro paesi emergenti con Brasile, Cina e Russia a cui ci si riferisce con l'acronimo BRIC), ma nonostante ciò il Paese soffre ancora di alti livelli di povertà, analfabetismo e malnutrizione: oltre 300 milioni di persone fanno parte della casta dei Dalit, gli “intoccabili”, condannati per nascita a svolgere i lavori più umili e degradanti. Mumbai (nota fino al 1995 come Bombay) è la capitale dello stato del Maharashtra; il suo agglomerato urbano conta più di 21 milioni di abitanti, rendendola la sesta più popolosa area metropolitana del pianeta (Tokyo è la prima di quest’elenco con oltre 30 milioni di abitanti). Mumbai si trova sulla costa occidentale dell'India e possiede un profondo porto naturale, che movimenta quasi la metà del traffico marittimo merci dell'India.

La legge indiana impone ad ogni municipalità di dotarsi di una brigata antincendi, e a partecipare al servizio antincendi della regione di appartenenza; il lavoro, svolto da 200.000 uomini nell’intero Paese, è quello classico dei pompieri di tutto il mondo consistente essenzialmente nel soccorso tecnico. Le principali compagnie industriali hanno il loro servizio antincendi privato, come lo hanno tutti i porti e gli aeroporti. Il servizio antincendi della città di Bombay, il Mumbai Fire Brigade, è il maggiore di tutta l’India, ed è composto di 2.700 vigili del fuoco distribuiti su 33 caserme nel territorio della Greater Mumbai; trae le sue linee-guida direttamente dalla London Fire Brigade da quando, nel 1890, il Chief W. Nicholls prese il comando provenendo direttamente dalla capitale britannica e plasmando il servizio antincendi sulle consuetudini della madrepatria, mai mutate anche dopo l’indipendenza del 1948 (inclusa la pausa per il tè delle cinque, tuttora in vigore). Il quartier generale è a Byculla, ed i quattro settori in cui è suddiviso il territorio vengono denominati Divisions; tutte rispondono al Deputy Chief, il Capo Dipartimento. I turni, inizialmente di 24 ore consecutive, ora durano otto ore scandite dalla campanella che suona alle 5:45 per la sveglia mattutina. Il prode pompiere di Bombay era dotato fino a quest’anno di una divisa in lana blu e casco in sughero pressato identico a quelli che si utilizzavano in Gran Bretagna negli anni ’50, rendendo incredule le persone che assistevano a salvataggi ed estinzione di incendi anche impegnativi da parte di vigili del fuoco usciti da una pagina di un libro di storia; nel 2008 tale inadeguatezza si è palesata in occasione di un trucido attacco terroristico che ha comportato incendi massivi a seguito di esplosioni ed appicca menti dolosi nei luoghi interessati da questi episodi; da qui è partita la ricerca di un nuovo kit che è attualmente in fornitura, con divisa da intervento in Nomex e moderno casco con visiera retrattile.

Il casco in collezione è uno dei più rari e difficili da ottenere, stante la difficoltà di approvvigionamento da un Paese in cui difficilmente si manda al macero un’attrezzatura ed in cui i caschi da pompiere vengono tramandati da collega a collega. E’ realizzato localmente sul modello del britannico Merryweather da abili artigiani del cuoio, contornato da bande di ottone con la grande cresta sulla sommità, similarmente al modello messicano, il cui scopo è l’irrobustimento dell’elmo e la ventilazione del capo dell’utilizzatore, con un improbabile interno in finta pelle azzurra; porta un grande fregio metallico che lo fa ascrivere al servizio antincendi di una primaria azienda cittadina, che per legge ha dotazione di un proprio celere servizio di estinzione altrettanto pronto ad essere dislocato fuori dalle mura aziendali per fornire supporto ai pompieri comunali in caso di necessità.
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venerdì 2 settembre 2011

XVIII Raduno Nazionale dei Vigili del Fuoco

La mia amata città, Torino, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia ospiterà il Raduno Nazionale dei Vigili del Fuoco, che dall'8 all'11 settembre saranno qui per festeggiare la loro appartenenza a questo meraviglioso Corpo. Ultimo della sequenza dei raduni che si sono tenuti qui quest'anno, atipico proprio perchè i pompieri non sono un'Arma ma un Corpo, sarà un modo per chi appartiene a questo mondo di dimostrare la sua partecipazione, e per chi lo vive dall'esterno per manifestare la sua simpatia per questo meraviglioso mestiere. Insomma bisogna esserci! Ed oltretutto è un'ottima occasione per scoprire tutte le cose belle (e buone) Torino sa offrire a chi la viene a trovare.
Per chi volesse maggiori dettagli provi su questo sito. Questo invece è il sito Ente turismo di Torino.
Ci vediamo alla sfilata!


E come mi ero ripromesso oggi ho visto molti amici, e molti di più li ho persi nella confusione di questa giornata incredibile: a loro chiedo scusa se non ci siamo stretti la mano in questa giornata speciale, tutta per noi. Nelle vie del centro c'è stata una vera festa: centinaia di pompieri, mezzi storici, la banda musicale, decine di migliaia di persone festanti hanno reso questo Raduno un evento veramente speciale. Delegazioni di tutti i Comandi regionali, dei distaccamenti volontari della provincia, delle Regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, sezioni dell'Associazione nazionale Vigili del Fuoco provenienti da tutta Italia hanno reso l'evento veramente "nazionale". A seguire una sfilata di mezzi storici, un vero museo viaggiante incredibile ed impossibile da visitare normalmente, con tanti pompieri in divisa storica addosso a bordo dei mezzi in movimento: e quando mai? Tutto attorno, famiglie, giovani e pensionati, turisti increduli e passanti inconsapevoli, catturati dalla casualità di trovarsi in quel momento davanti a tutto questo, altri invece arrivati anche da lontano per esserci, per battere le mani e dire "bravi, grazie di tutto!" ai pompieri in corteo. Che dire d'altro? Bellissimo!

 I colleghi della Valle d'Aosta
La delegazione del Trentino Alto Adige


 Il Tricolore lungo decine di metri in via Roma
 La mitica SPA del Comando di Torino
 Il pompiere ciclista.


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