giovedì 7 gennaio 2016

Il casco dominicano Cairns Senator de La Romana






La Repubblica Dominicana è una democrazia rappresentativa situata nei due terzi orientali dell'isola caraibica di Hispaniola, nelle Grandi Antille. Confina a ovest con la repubblica di Haiti, ed è bagnata a nord dall'Oceano Atlantico, a sud dal Mar dei Caraibi e a est dal Canale della Mona, che la separa da Porto Rico; la sua capitale è Santo Domingo, e si parla lo spagnolo nella sua variante caraibica. Il territorio dominicano è prevalentemente montuoso, dominato dalla Cordillera Central con punte oltre i tremila metri, i più elevati dei Caraibi, ed il clima è tropicale caraibico, con piogge abbondanti e fasce climatiche in relazione all'altitudine. La popolazione ammonta a 9,9 milioni con un tasso di crescita dell'1,5% ma si stima la presenza di circa un milione di immigranti illegali haitiani, in fuga dalla lancinante povertà e dalle miserabili condizioni di vita del loro Paese flagellato da cataclismi e carestie, che sfuggono al normale censimento. La Romana è una delle 31 province in cui è suddiviso il territorio, ed è anche il comune capoluogo, popolato da 139.671 abitanti; la località prende nome da una pesa detta "la romana" e gestita da una famiglia romana, usata nel Cinquecento per valutare le merci importate ed esportate dall'isola di Hispaniola; da allora La Romana è stata centro dell'esigua emigrazione di italiani nella Repubblica Dominicana. Questa emigrazione è divenuta consistente e si è arricchita quando a fine Ottocento furono sviluppate piantagioni di zucchero nelle campagne circostanti: la famiglia Vicini ne è stata la massima rappresentante, ed ha successivamente promosso lo sviluppo del turismo nell'area con la creazione di "Casa de Campo", un villaggio turistico molto lussuoso. Ciò ha contribuito a fare de La Romana, terza città del Paese, una delle più ricche del territorio, proprio in virtù del suo essere epicentro dei flussi turistici, anche grazie alla presenza sul suo territorio di uno scalo aereo internazionale, insieme alla massiccia presenza della filiera produttiva della canna da zucchero in tutte le sue componenti.

Il Corpo Pompieri de La Romana fu fondato nel 1921 sotto la guida del Jefe, cioè Capo, Maggiore Gabriel Lama. La scarsa collaborazione delle autorità fece fallire questo progetto e trascorsero due decenni prima che, nel 1941, un gruppo di cittadini illustri rimettesse in piedi un servizio di soccorso pubblico degno di questo nome, che il 16 agosto del 1942 divenne finalmente reale con l’inaugurazione della sede, dove oggi c’è un ristorante in Calle Diego Avila. Nei mesi seguenti il servizio si organizzò in brigate, rispettivamente Pompe, Estintori, Soccorso e salvataggio, Crolli e puntelli, Polizia e ordine, Vettovagliamento, Musica e sanità del Corpo. La sede rimase in quella localizzazione fino al 1961, quando si trasferì in nuovi locali ristrutturati e migliorati presso la sede della Polizia nazionale, dove si trova tuttora, sotto la guida dal Colonnello Antonio Gerbasi, con una componente permanente unita a quella volontaria, che davano al Corpo un discreto organico. Inizialmente scarsi di mezzi, negli anni ’70 del secolo scorso grazie al Rotary Club di Portorico fu possibile acquistare un’autopompa usata, e grazie agli sforzi dei membri del Corpo uniti a fondi statali fu finalmente possibile acquistarne una nuova, di tipo americano, nel 1980. Negli anni ’90, vista la crescita del tessuto urbano, se ne aggiunse un altro, di tipo europeo, dono della comunità britannica, insieme alla prima ambulanza del Corpo. E’ del 2001 l’arrivo di una autobotte da 2000 galloni, destinata a rivoluzionare le capacità di intervento del Corpo, sotto la guida dell’illustre Capo Colonnello Medardo Antonio Quezada, detto Tony dai suoi affezionati pompieri, ai quali ha dato più personale, migliori uniformi e alimentazione, oltre ad un salario più alto. A lui si deve la costruzione di un nuovo distaccamento a nord della città e l’acquisto di quattro mezzi antincendio e uno di soccorso. In questo periodo fortunato si è anche creato un Dipartimento Tecnico con il compito di praticare la prevenzione degli incendi, uno dei mezzi più efficaci per ridurre i rischi di incendio e il miglior mezzo di salvaguardia delle vite umane e dei beni che i pompieri hanno il compito statutario di proteggere.

La ditta Cairns ha origine nel 1868 a New York quando i fratelli Jasper e Henry Cairns acquistarono la ditta fondata da Henry Gratacap nel 1836, e da allora rifornisce la grande maggioranza dei pompieri americani, anche dopo essere stata assorbita nel 2000 dalla multinazionale MSA. La produzione continua ad essere a Clifton, una cittadina del New Jersey in cui la Cairns & Brothers si è trasferita dalla storica sede di New York negli anni ’50 del ‘900. Il modello Senator in alluminio, presente in collezione con la prestigiosa e rara placca del Capo del Corpo de La Romana, il “Primer Jefe”, entrato in produzione del primo dopoguerra è rimasto sulla testa dei pompieri di tutto il Continente americano almeno fino agli anni ’70 del secolo scorso, per essere via via abbandonato a causa del problema di conduttività elettrica del metallo con è costruito, a causa del verificarsi di incidenti anche molto gravi, connessi con l’elettrocuzione intesa come complesso dei danni arrecati al corpo umano dal contatto con correnti elettriche pericolose.  

Qui c'è il blog dei pompieri de La Romana, e da Qui è stata tratta la fotografia della sede, il Cuartel, degli eroici colleghi centroamericani.
Leggi tutto...

giovedì 3 dicembre 2015

Il casco albanese Nazionale di Scutari






Oggettive difficoltà linguistiche e mancanza di contatti diretti hanno sempre reso difficile la conoscenza con un pompiere albanese, sia per quanto riguarda l'approvvigionamento di un casco, sia per le informazioni che sempre accompagnano i miei post. Poi nel breve volgere di pochi mesi l'amico, collega, referente collezionistico oltre che carissimo ispettore superiore ha reperito un raro e prezioso copricapo, pur in condizioni deplorevoli che, come sa chi frequenta questo blog, per me non costituiscono un motivo per ridurne il valore, anzi. In seguito il gentilissimo e disponibile amico albanese DOC di Shkodra anche se ormai madrelingua italiano, mi ha messo in contatto con un Vigile del fuoco che ha reso possibile la descrizione della struttura del Corpo albanese. Ad entrambi va il mio rigraziamento per aver contribuito a mettere un altro tassello a questa collezione e a questo blog: falenderim Reze, grazie Chris! 

L'Albania è uno Stato della Penisola balcanica situato nel sud-est dell'Europa. Il paese ha una superficie di 28 748 km² e una popolazione di 2,8 milioni di abitanti, è membro delle Nazioni Unite, la NATO, e altre numerose organizzazioni internazionali. Dal 24 giugno 2014 l'Albania è ufficialmente candidata per l'adesione all'Unione europea dopo aver richiesto formalmente l'adesione all'UE il 28 aprile 2009; è tra i paesi emergenti d'Europa, e, grazie alle numerose bellezze naturali, storiche ed artistiche, tra le nuove mete turistiche dei Balcani. La sua capitale è Tirana, principale centro finanziario del paese. Dopo decenni di isolamento, non solo con il blocco occidentale ma anche con gli stessi Paesi di oltre cortina di ferro, visti dal padre/padrone albanese Enver Hoxa come traditori dei dogmi del comunismo e quindi da evitare, recentemente riforme di libero mercato hanno aperto il paese agli investimenti stranieri, in particolare nello sviluppo di infrastrutture energetiche e di trasporto.
Scutari, in albanese Shkodra o Shkodër) è una municipalità (bashki) di 289.000 abitanti situata nell'Albania nord-occidentale, capoluogo del distretto omonimo, vicino ai fiumi Drin, Buna e Kir e di fronte all’omonimo lago, al centro di una zona, dove in un raggio di 45 km si passa dalle spiagge adriatiche, alle zone impervie e montagnose delle Alpi Albanesi. Scutari è luogo culturalmente importante per la nazione albanese, viene infatti considerata "La culla della cultura albanese", oppure la "Firenze dei Balcani", è città ricca di monumenti e attrazioni turistiche, oltre che essere da sempre considerata la capitale morale dell'Albania. Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni miti ed estati calde: in inverno la temperatura difficilmente scende al di sotto dei -4 C°, invece d'estate può arrivare a 40 C°.

I pompieri albanesi o Zijarrfiksi sono statali in dipendenza dal Ministero dell’Interno, ed inquadrati nelle forze di Polizia regionali; l’organizzazione e la gestione spettano invece al Comune di riferimento. Ogni reparto ha quattro gruppi operativi composti da 7/8 persone, di cui 1 caposquadra, 2 autisti ed i restanti vigili oltre a un centralinista che gestisce la risposta telefonica. Ogni squadra presta un turno di 24 ore alternato a tre giorni di riposo, in uno dei quali garantisce comunque la reperibilità, per dare supporto alla squadra che non potesse fare fronte all’emergenza. In dotazione hanno vecchi mezzi dell’epoca comunista a cui si vanno via via affiancando nuovi APS, botti e scale della Mercedes o Iveco. Il pompiere albanese guadagna circa 300 euro al mese, e la tradizione vuole che si tramandi il mestiere di padre in figlio.

Il casco in collezione è un usatissimo, arrugginito, ammaccato, incompleto casco antisommossa della Polizia, di cui i pompieri sono parte, promosso sul campo all’uso pompieristico rendendolo visibile con adesivo catarifrangente. E’ in fornitura ai vigili del fuoco insieme a una pletora di altri caschi di tipologia molto variegata, frutto di donazioni di altri Corpi, di scambi, di acquisti personali del pompiere. Si vedono caschi inglesi, norvegesi, americani, e anche italiani, spesso con i loro fregi originali e le differenze cromatiche proprie delle loro attribuzioni originarie, a testimoniare la povertà nelle dotazioni dei pompieri albanesi ma contemporaneamente la volontà di riscatto e di miglioramento di questi colleghi così vicini a noi. Resta da capire se la strada della novità ed il nuovo decollo economico del Paese porteranno in futuro questi cugini a dotarsi dei classici Gallet o li avvicineranno ai nostri Sicor VFR, vista la pluriennale vicinanza che ci lega.

Nella fotografia uno dei momenti più gioiosi della vita della caserma, la visita di una scolaresca vociante e festosa. La foto è tratta da qui.
Leggi tutto...

mercoledì 28 ottobre 2015

Il casco americano Bullard UST della U.S.A.F.






La United States Air Force (abbreviata in U.S. Air Force, o USAF) è l'aeronautica militare degli Stati Uniti d'America, parte integrante delle Forze Armate. Rappresenta la branca dell'amministrazione militare USA che si occupa di guerra aerea, guerra spaziale e cyberwarfare. L'USAF è uno dei sette "servizi in uniforme" ed è nata come forza armata separata e indipendente dall'esercito il 18 settembre 1947. Attualmente rappresenta la più grande forza aerea del mondo con oltre 9.000 velivoli in servizio, basi sparse su tutto il globo tra cui l’aeroporto di Aviano, che è un'infrastruttura militare italiana utilizzata dall'USAF. Si trova nel comune di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, ai piedi delle Prealpi Carniche: nella base ha sede il 31° Fighter Wing dell'aeronautica militare statunitense, a sua volta parte dell'U.S.A.F.E. (United States Air Forces in Europe). Nella USAF vi sono in tutto circa 352.000 uomini e donne in servizio attivo. La prestazione complessiva fornita dall'USAF nel 2009 era ufficialmente designata con tre descrizioni: Global Vigilance, Global Reach e Global Power (Viglianza Globale, Portata Globale e Potenza Globale) con 5.573 velivoli con pilota in servizio, circa 180 “unmanned aerial vehicles”, i droni, e 2.130 missili Cruise lanciabili dal cielo oltre a 450 missili balistici intercontinentali. Il Dipartimento dell'aviazione ("Department of the Air Force") è diretto da un civile, il Segretario all'aviazione ("Secretary of the Air Force"), preposto a tutti gli affari politici ed amministrativi, mentre il Dipartimento dell'aviazione è una divisione del Dipartimento della difesa, diretto dal Segretario della difesa. L'ufficiale più elevato nel Dipartimento dell'Aviazione è il Capo dello Stato Maggiore della Forza Aerea degli Stati Uniti (Chief of Staff of the United States Air Force), che fa parte dello Stato Maggiore Congiunto (Joint Chiefs of Staff). Alla USAF appartiene il famoso Air Force One, in realtà una vera e propria flotta di aerei che trasportano il Presidente degli Stati Uniti in giro per il mondo.

I vigili del fuoco della USAF sono avieri inquadrati nei Civilian Engineer Squadron, di cui il 31° presta servizio nella Base di Aviano. Svolgono tutte le mansioni proprie dei Vigili del Fuoco, con le particolarità connesse con il loro servizio fuori dal normale, a contatto con sostanze molto reattive e pericolose, e tipologie incidentali che richiedono competenze molto specialistiche, quali quelle di aeromobili. La loro copertura non solo dei velivoli e delle piste, ma anche del territorio della base, in cui vivono migliaia di militari e le loro famiglie, li rende pompieri in grado di estricare veicoli, spegnere incendi strutturali e boschivi, ed anche di praticare il primo soccorso, oltre a praticare la prevenzione ispezionando le strutture della base. Dopo otto settimane e mezzo di istruzione militare di base in Texas, gli avieri vengono inviati alle destinazioni, dove proseguono il loro addestramento diplomandosi in Scienze del Fuoco, proseguendo il loro aggiornamento con costanti verifiche a cadenza mensile. Lavorano 120 ore ogni 15 giorni su differenti turni, e contribuiscono con i colleghi italiani, sia dell’Aeronautica militare il cui casco verrà presto illustrato su queste pagine, che con i permanenti del vicino Comando di Pordenone, che dista circa 15 chilometri dalla base, a coprire il territorio collaborando fattivamente con entrambe le istituzioni, che culminano in 40 eventi annuali di collaborazione.

Il casco in collezione è un Bullard di tipo tradizionale, il modello UST con larghe costolature radiali, ampia visiera e paracollo su cui campeggiano, in rilievo, i decori propri del casco da pompiere americano a partire dalla sua nascita, all’inizio del 1800: si veda in proposito la storia del casco nel post su New York, uno dei più popolari di questo sito. Il modello UST invece del classico cuoio come materiale di fabbricazione adotta un guscio in fibra di vetro ad alta resistenza verniciata con colori ignifughi, in  questo caso il bianco, per assicurare resistenza e durabilità nel tempo: all’interno il sistema detto “U-fit” permette un comfort ottimale e una calzata ideale, con un semplice sistema di regolazione a rotella in posizione nucale che modifica le dimensioni interne sulla base delle esigenze del pompiere, che sono molto variabili. Si va infatti dal casco indossato a se’, per attività ordinarie di soccorso e taglio, a quelle di intervento con maschera SCBA indossata, che nello standard americano hanno sei cinghioli di fissaggio craniale, che restano all’interno del casco al di sopra del sottocasco in nomex antifiamma; manca il concetto di “aggancio rapido” dell’autoprotettore tipico del Gallet F1 e dei suoi successori. Il casco, come appare dalla placca in cuoio frontale mantenuta in posizione dalla grande aquila metallica a cui si aggancia, appartiene all’ufficiale assistente, una delle massime autorità dell’anticendio della base, e si presenta in ottime condizioni, raro esemplare in uso a pompieri molto particolari.

Da qui proviene la fotografia degli avieri della base in addestramento sul simulacro di velivolo usato per le periodiche, frequenti prove di spegnimento.
Questo è il sito della Bullard, in inglese, in cui si trova descritto il casco e l'ampia gamma di modelli che lo affiancano nella sua produzione.
Leggi tutto...

giovedì 17 settembre 2015

Il casco Sicor VFR Nazionale di Singapore








Lo Stato di Singapore è conformato come un arcipelago di isole di fronte alla Malesia, è una ex colonia britannica. La sua popolazione, di circa cinque milioni di persone, è frutto di una perfetta convivenza delle tre principali etnie presenti, la cinese, la malese e l’indiana, che rappresentano le tre anime del popolo di Singapore insieme a una piccola percentuale di europei ed americani. L’atmosfera del centro, sede dell’alta finanza e dei centri commerciali non rende veramente l’idea di questo connubio di popoli; è decisamente asettica e comunica lo stesso calore di un bicchiere appena estratto dallo sterilizzatore del dentista. E’ vero ciò che si racconta, vale a dire che quando il Governo di Singapore si rese conto che i teppistelli bloccavano le scale mobili dei grandi Mall commerciali usando la gomma da masticare, molto pragmaticamente e semplicemente vietò di commerciare sul territorio di tutta la Repubblica le gomme da masticare; da allora non si trovano chewing gum a Singapore. La pena, detentiva, e ripeto detentiva, per chi lorda il perfetto nitore delle strade è estremamente severa, oltre a multe salatissime prevede il soggiorno di qualche ora in guardina fino a pene corporali. Basta però prendere un taxi e farsi portare in uno qualunque dei quartieri etnici per trovarsi immersi in una città animata, pulsante, ricca di atmosfere e profumi, agli antipodi rispetto all’altra Singapore.

La Singapore Civil Defence Force raggruppa tutti i servizi di emergenza dello stato. La sua bandiera è in campo arancione e porta al centro l’emblema della SCDF, lo scudo dello Stato di Singapore inscritto nel triangolo blu simbolo internazionale della protezione civile; ad essa vengono giustapposti una corona di alloro con fiocco rosso, a significare l’onore di servire la patria, ed un cartiglio con la scritta “Singapore Civil Defence” in campo blu; il blu rappresenta ufficialmente la lealtà. Il simbolo della protezione civile, il triangolo equilatero blu in campo arancione deriva dalla convenzione di Ginevra del 1949, in relazione alle vittime di conflitti internazionali armati, ed è un emblema internazionale di protezione che rappresenta i suoi tre campi d’azione, la lotta agli incendi, il salvataggio ed il pronto soccorso. Ci sono quindici caserme e venticinque distaccamenti a copertura del territorio, suddivise in quattro divisioni che sulle rispettive bandiere sono simboleggiate da un dragone, un grifone, un’aquila e una pantera; i membri del SCDF si addestrano alla Civil Defence Academy ed al Basic Rescue Training Centre. Troviamo anche due divisioni speciali, lo SRB, Special Rescue Battalion, con funzioni NBCR, estinzione di incendi speciali e pronto soccorso, il cui motto è “Sempre pronti”, ed il DART, Disaster Assistance and Rescue Team, il cui motto è “Noi osiamo”. Creato nel 1990 per fronteggiare soccorsi particolari, spegnimenti prolungati di incendi complessi, soccorsi con tecniche USAR (Urban Search and Rescue) soccorsi in altezza e in spazi confinati, soccorso in acqua (vocazionalmente affiliati ai nostri nuclei SAF ed ai GRIMP francesi). Suoi membri sono stati inviati a Banda Aceh vittima dello tsunami del 2004, nel 2005 in Pakistan per i moti tellurici nel Kashmir e recentemente in Cina nel corso dell’ultimo, devastante terremoto.

I pompieri della Città – Stato, dopo i vecchi Bullard utilizzati fino agli anni ’80, sono passati al favoloso CGF Gallet F1 nei colori arancione per i vigili e bianco per gli ufficiali con singolare paracollo in nomex giallo. Quando si sono trovati a cercare un degno successore del glorioso casco hanno allargato le vedute adottando, a fianco della nuova versione dell’F1, la SF di marca MSA, anche l’omologo italiano Sicor ritratto nelle foto, molto recentemente acquisito in collezione dopo aver lungamente cercato di ottenere il suo predecessore senza riuscirci. Una branca della SCDF infatti si occupa della fornitura e della manutenzione di apparecchi, impianti e attrezzature antincendio, tra i quali anche l’abbigliamento per i Vigili del Fuoco, dando lavoro a chi, per sopraggiunti limiti di età o perché infortunatosi durante il suo pericoloso lavoro, non fa più parte dei ruoli operativi del Corpo. Dalla metà degli anni 2000 ha acquisito la rappresentanza per l’Oriente della ditta italiana Sicor, produttrice dell’ottimo VFR, qui coniugato nella variante speciale creata per i pompieri di Singapore. E’ infatti contraddistinto dalle leve laterali, posizionate ai lati della calotta in sommità alla parte in cui, nella versione “classica”, troviamo le predisposizioni per gli attacchi lampada e maschera dell’autoprotettore: queste leve permettono il sollevamento e l’abbassamento della visiera da taglio trasparente, che nel soccorso viene utilizzata per riparare l’operatore dagli schizzi in caso di intervento con fuoriuscita di liquidi biologici. Chi usa la versione “occidentale” lamenta, tra i pochi difetti di questo per il resto ottimo casco, proprio il fatto che se si indossano guanti sporchi di sangue e si deve abbassare la visiera interna, ci si trova a poca distanza da una possibile fonte di contaminazione. I pompieri di Singapore, che qui rivestono anche il ruolo di soccorritori sanitari e alternano le uscite sui camion a quelle sulle ambulanze, hanno risolto la questione molto semplicemente: facendosi fare una versione speciale del casco: prendere o lasciare.

Nelle fotografie troviamo ritratte reclute dell’Accademia di formazione agli ordini di un Tenente del gentil sesso con un bel casco bianco, in alto, mentre nella seconda si vede l’automezzo veloce “Rhino” con impianto di erogazione di schiuma e pellicolante tipo F500, con uno snello equipaggio di quattro Vigili, idoneo ad operare nelle strette stradine del centro e nel congestionato traffico delle ore di punta, quando il rischio di un grosso camion è rimanere bloccato e perdere minuti preziosi.
Leggi tutto...

domenica 23 agosto 2015

LA CENTOMILLESIMA PAGINA VISITATA DEL BLOG! MY BLOG'S 100.000TH PAGE VISITED!


Stasera ho avuto l'onore di avere la centomillesima visualizzazione delle pagine del blog, effettuata dal 31.746 visitatore, proveniente da Firenze. Benvenuto a te e a tutti coloro che apprezzano questo blog e, soprattutto, il lavoro che lo accompagna al di là delle fotografie dei caschi in collezione. Non sono solito farmi i complimenti da solo, ma centomila pagine per un sito molto specialistico e di nicchia come questo, ecco, credo che siano un numero lusinghiero e che ripaga gli sforzi profusi. In realtà questo numero potrebbe essere superiore, dato che la creazione del blog risale al 2008 mentre le statistiche sono state attivate circa un anno e mezzo più tardi, ma siccome non tenevo tracce dei visitatori considero valido il numero che il mio contatore riporta sulla destra della pagina. Ne approfitto per ringraziare i tanti, colleghi e non, di 114 Paesi sparsi tra tutte, ma proprio tutte le parti del Pianeta che sono passati da queste parti per curiosare, per informarsi, per raccogliere informazioni; c'è stato anche uno studente universitario che ha usato i dati contenuti nei 107 post pubblicati sinora per farci una tesi universitaria! Che dire? Ci sono ancora parecchi caschi già in collezione che sono ancora da illustrare, e altri che continuano ad arrivare ed arriveranno, quindi... restate nei paraggi!



Leggi tutto...

giovedì 20 agosto 2015

Il casco malgascio MSA Gallet F1S di Antananarivo







Il Madagascar è uno stato insulare situato nell'oceano Indiano, al largo della costa orientale dell'Africa, di fronte al Mozambico. L'isola principale, anch'essa chiamata Madagascar, è la quarta più grande isola del mondo. Colonia francese fino al 1958 quando nacque la Repoblikan'i Madagasikara in lingua malgascia, idioma che presenta un vocabolario sovrapponibile al 90% a quello ma'anyan parlato nella regione del fiume Barito nel Borneo meridionale, a testimoniare le sue desinenze asiatiche oltre che africane. È un'isola tropicale, essendo attraversata dal Tropico del Capricorno, ma data la notevole estensione il suo paesaggio e clima sono molto vari: ospita il 5% delle specie animali e vegetali del mondo, l'80% delle quali sono endemiche del Madagascar: fra gli esempi più noti di questa eccezionale biodiversità ci sono l'ordine dei lemuri, le oltre 250 specie di rane, le numerose specie di camaleonti e i tipici baobab. Le principali risorse economiche del Madagascar sono il turismo, l'esportazione tessile, la produzione ed esportazione agricola e l'estrazione mineraria. La capitale è Antananarivo, detta Tana dai suoi abitanti;  fu fondata intorno al 1625 dal re Andrianjaka e nel XIX divenne prima capitale del Regno del Madagascar e poi della colonia francese. A differenza della maggior parte delle capitali Africane, Antananarivo era già una grande città, prima dell'epoca coloniale. Antananarivo significa ”la Città dei Mille”, e prende il nome dal numero di soldati assegnati a guardia del re Andrianjaka. Antananarivo è stata conquistata dai francesi nel 1895 ed incorporata nel loro protettorato di Madagascar: a seguito della conquista la città, che contava una popolazione di circa 100.000 abitanti, si è ampliata arrivando a toccare le 175.000 unità dal 1950. Dopo l'indipendenza il ritmo di crescita è aumentato rapidamente ed ora la popolazione della città ha raggiunto gli 1,4 milioni di abitanti nei suoi sei arrondissments, o quartieri.

Il dipartimento dei vigili del fuoco del Municipio è stato fondato nel 1949, e fino al 2009 contava una sola caserma sita a Tsaralalana, in centro città, a copertura di un territorio di oltre 50 chilometri quadrati: a questa si è aggiunto un distaccamento nel 6° arrondissement periferico per meglio coprire il territorio molto esteso della conurbazione. Il Tenente Colonnello Rabemanantsoa Michel M. J. È l’attuale Comandante pompieri della Comunità Urbana, ed ai suoi ordini ci sono 116 uomini che, grazie alla collaborazione con la Brigata di Parigi, frequentano periodicamente corsi di formazione ed aggiornamento nell’ex madrepatria. Grazie ai miglioramenti apportati e all’acquisto di nuovi mezzi anche grazie alla collaborazione del governo del Giappone, i pompieri di Tana sono passati dalle 193 uscite del 1997 agli oltre 1.500 servizi annuali del 2005, anche grazie al fatto che si sta vincendo la ritrosia a chiamarli che affliggeva gli abitanti, convinti che il loro servizio fosse a pagamento. Nonostante gli sforzi di miglioramento i pompieri malgasci sono ancora menomati dalla povertà dei mezzi e di risorse: un vigile al suo primo stipendio guadagna 30 dollari al mese per ottanta ore settimanali di lavoro. Ciò non fa venire meno il valore e l’abnegazione del pompiere malgascio che, come i colleghi di tutto il mondo, mette in primo piano la sua missione, spesso a discapito della vita: è vero quello che si dice, tu non “fai” il pompiere, tu “sei” pompiere: sempre!


I vigili del fuoco di Antananarivo, come tutti i colleghi della Repubblica, sono riforniti per il loro vestiario ed equipaggiamento dalla Francia, ed ultimamente anche dal Giappone per ciò che riguarda i mezzi antincendio. Divise e caschi rispecchiano gli standard di oltralpe e, per quanto riguarda i pompieri della capitale, l’utilizzo è di elmi di marca MSA Gallet nel modello F1 classico, che però qui è nell’insolita livrea grigia verniciata, meno affascinante ed elegante della versione cromata ma meno costosa e delicata. Il singolare colore nella madrepatria è solitamente in uso ai pompieri dell’Aeronautica militare e ad alcuni corpi della Marina Militare negli imbarchi sulle navi da guerra.

Le fotografie ritraggono l'ottimo libro sui pompieri di Tana, visibile qui.
La seconda riguarda la botte ISUZU donata dal governo del Giappone, come visibile dalle bandiere sulle fiancate.
Leggi tutto...

martedì 16 giugno 2015

Il casco italiano Sicor VFR 2009 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco






L'ho già detto, al centro della collezione campeggia il mio vecchio compagno Mispa, rigato e ammaccato, con la sua visiera a metà strada tra un ricevitore satellitare e il cruscotto di un elicottero. Goffo, pesante, sbilanciato, l'interno in similpelle e il sottogola tipo paracadutista: il suo disegno risale agli anni '50, derivando in origine dalla cornucopia del modello Nazionale 38. Proprio per tutte queste caratteristiche era, resta e sempre sarà assolutamente meraviglioso, un vero precursore dei tempi. Passa il tempo, nascono nuovi modelli, si creano disegni avveniristici, arrivano comodità a cui oggi sarebbe impossibile rinunciare, la leggerezza, il sistema di comunicazione, l'illuminazione integrata, i materiali compositi e stratificati; ti domandi, si potrebbe ancora spegnere con in testa il vecchio pentolone? Poi ti capitano tra le mani le foto dei pompieri indiani, o africani, o di qualche angolo sperduto della Terra, fieri dei loro caschi vecchi di cinquant'anni: eppure spengono, e salvano. E allora ti ricordi che il pompiere non lo fa la divisa, per quanto spaziale essa sia. Lo fa il cuore grande e saldo del pompiere che ci sta dentro, quella divisa, e sotto quel casco. E allora viva il coraggio, la fratellanza, lo spirito di sacrificio e di salvataggio che ci fanno tutti uguali, dalle pianure della Patagonia agli altopiani del Tibet, dal centro di Parigi alle periferie di Johannesburg: qualunque sia il casco che portiamo in testa. Onore ai Vigili del Fuoco, e un ricordo a chi, tra noi, ha perso la vita per compiere la sua missione: "sauver ou périr".

La nuova norma UNI EN 443:2008 "Elmo per la lotta contro l'incendio in edifici e in altre strutture" ha ridefinito gli standard di sicurezza per la protezione della testa degli operatori del soccorso tecnico urgente, i Vigili del Fuoco. Esteriormente sono due i dettagli che lo differenziano dal casco precedentemente adottato, il VFR 2000: il più evidente sono le decal sottovernice che vanno a identificare l'appartenenza al Corpo Nazionale, che sostituiscono la precendente granata fiammeggiante con asce incrociate, in materiale vinilico, incollata sul frontale del casco. Sul nuovo elmo all'emblema classico sono state affiancate le due bandiere italiana ed europea sui due lati, ridotte a decorazione applicata e non più "materica" come l'identificazione precedente. Meno evidente ma molto rilevante è l'aggiunta di uno spesso sottocasco antifiamma, aggiunto per rispondere alle stringenti indicazioni della UNI vigente; a detta degli utilizzatori questa modifica, che sicuramente va a vantaggio della sicurezza, comporta però una riduzione del comfort ed una minore capacità uditiva, filtrata dallo spesso materiale ignifugo che ricopre i padiglioni auricolari. Esteticamente non cambia la sostanza, e fa del Sicor VFR un degno competitore del cugino MSA Gallet F1SF; i giochi si sono riaperti con l'uscita sul mercato delle nuove versioni, il VFR modello EVO di casa Sicor per la produzione italiana, e il F1XF per l'oltralpe. Per ora il VFR 2009 sta soppiantando il VFR 2000 di cui si sta effettuando la sostituizione nei vari Comandi.

Riporto la descrizione del casco riportata dal sito del produttore, "Casco per Vigili del fuoco professionisti Certificato CE in cat. III in conformità alla normativa UNI EN 443. Restyling dell’elmo attualmente in uso presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco italiani, progettato e realizzato al fine di rispondere alle innovazioni tecnologiche del settore ed alle esigenze funzionali degli operatori antincendio, secondo quanto richiesto dalle normative vigenti. Calotta monolitica in materiale composito e resine estinguenti, guscio interno perfettamente aderente alla calotta, realizzato con la nuova tecnica di 
costampaggio che contribuisce all’assorbimento degli urti. Sistema di ritenzione ad innesto rapido che permette il miglior adattamento alla conformazione del volto e che permette, scollegando la fibbia, di trasformarsi in sistema di aggancio rapido per le maschere antigas predisposte. Bardatura ad elevato confort regolabile a mezzo cremagliera dalla taglia 52 alla 64. Il casco è dotato di due visiere retraibili all’interno della calotta stessa. Il casco è completamente smontabile per una corretta e completa pulizia dei componenti ed eventuale sostituzione di parti usurate con l’utilizzo. Sono inoltre previsti diversi accessori applicabili al modello base: coprinuca posteriore in tessuto alluminizzato, bande fotoluminescenti e retroriflettenti, lampada applicabile lateralmente alla calotta per mezzo di un apposito supporto e sistemi di comunicazione."
Leggi tutto...

sabato 9 maggio 2015

Il casco austriaco MSA Gallet F1SF di Vienna







Vienna (Wien in tedesco) è la capitale federale e allo stesso tempo uno dei nove stati federati dell'Austria, completamente circondato dalla Bassa Austria. È il settimo comune per abitanti dell'Unione europea. L'elegante città di Vienna è sede di importanti organizzazioni internazionali tra le quali: OPEC, AIEa e ONU. Il centro storico della città è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Vienna è nota anche come la Città dei sogni per essere stata la casa del primo psicanalista Sigmund Freud o Città dei musicisti per avere ospitato molti tra i maggiori compositori del XVIII e del XIX secolo, tra i quali Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. Vienna è anche un centro industriale con, principalmente, industrie elettroniche, tessili, agroalimentari, siderurgiche, chimiche, meccaniche di precisione. Per quattro anni consecutivi (2009-2012) Vienna si è posizionata al vertice della classifica delle 100 città con la miglior qualità della vita. Nel 2014 dopo essere stata superata da Melbourne per due anni consecutivi, Vienna è ritornata al primo posto.

Solo sei città in Austria hanno un servizio antincendi permanente, detto "Berufsfeuerwehr", vale a dire composto da personale assunto e stipendiato: queste sono Vienna, Graz, Innsbruck, Klagenfurth, Salisburgo e Linz. Per il resto del territorio la protezione è assicurata da 4.527 caserme di pompieri volontari in cui operano circa 320.000 uomini e donne. Essi si trovano in ogni piccolo villaggio inserendosi nella vita della comunità; viene anche data la possibilità ai giovani in età di leva di svolgere il loro servizio, anziché imbracciando un fucile, contribuendo al funzionamento del servizio antincendi, similarmente a quanto è avvenuto in Italia fino al 2005, anno della sospensione del servizio di leva. In aggiunta ci sono 328 aziende che hanno un servizio antincendi interno, tra cui aeroporti, raffinerie, industrie petrolchimiche, oltre ad alcuni ospedali e cliniche, e questi servizi privati, per particolari contingenze, possono essere chiamati a collaborare con i pompieri in servizio pubblico, permanenti o volontari che siano. Sin dal Medioevo il servizio antincendi è appannaggio delle Municipalità, che ne sostengono parimenti i costi relativi a personale e approntamenti: la Gilda dei commercianti e artigiani è citata in un’ordinanza del 1086 della città di Merano, allora austriaca. Nel 1642 la città di Innsbruck introdusse l’obbligo di ispezionare regolarmente le unità anticendi, mentre nel 1685 la città di Vienna introdusse, prima in Europa, il servizio antincendi professionale con personale dipendente, il cui quartier generale venne stabilito in località Am Hof; tra il 1780 e il 1782 tutte le maggiori città austriache promulgarono ordinanze antincendi. Alla metà del diciannovesimo secolo presero forma le attuali unità anticendio, con l’introduzione della regolare pratica ginnica, dell’addestramento professionale continuo, delle prove di soccorso e spegnimento. Va ricordato che sono austriache alcune delle principali compagnie produttrici di materiali anticendio, tra cui la Rosenbauer, la Lohr-Magirus e la Marte, tutte ancora in attività. I Vigili del fuoco della città di Vienna proteggono un’area urbana di 415 chilometri quadrati, suddivisi in nove aree di pertinenza coperte da 27 caserme, in grado di arrivare sul luogo di chiamata nel giro di cinque minuti; per la cronaca, esistono anche due caserme di pompieri volontari, i Freiwilliger Feuerwehr. Nel 2012 i pompieri di Vienna hanno svolto 30.983 servizi, suddivisi al 26,77% per incendi, al 26,39% per soccorsi tecnici vari, al 22,26% per incidenti di traffico veicolare, al 21,64% per soccorsi persona o animali, al 2,93% per interventi di pertinenza NBC.

Il casco in collezione, che dalla fine del 2014 ha sostituito il precedente Draeger Gallet F1S, è il MSA Gallet F1SF versione 2008, nel colore bianco e nela magnifica livrea del Corpo permanente di Vienna, di cui porta il blasone sullo scudo frontale. e la scritta sulla parte posteriore "Feuerwehr" cioè Pompieri abbinata alle bande rosse da vigile. Queste versione che si differenzia dalla precedente per la visiera conformata in maniera più avvolgente, nell’esemplare descritto è corredata da lampada LED laterale avente caratteristiche di rispetto della normative AT-EX sulle atmosfere esplosive, in quanto non costituisce innesco di eventuali miscele che potrebbero deflagrare, contesto che spesso il Vigili del fuoco si trovano ad affrontare. Ciò che rende questo elmo ancor più particolare è il sistema di comunicazione radio a vibrazione ossea, che non ha un microfono il posizione laterale o frontale, ma rileva attraverso un cuscinetto nucale le onde trasmessa dalla laringe e le converte in impulsi radio. Il sistema si completa con due piccole cuffie sui lati per l’ascolto delle comunicazioni e con il cavo di collegamento alla radio: ciò permette ai colleghi sull’intervento di scambiarsi informazioni e ordini, mantenendo il contatto, cosa fondamentale nelle fasi concitate del soccorso quando capita che il personale operante si trovi dislocato in punti anche lontani della scena, permettendo nel contempo di conservare entrambe le mani libere da impedimenti. 

In ultima posizione troviamo ritratti pompieri di Vienna tra cui, oltre a vigili con casco bianco, vi sono un sottufficiale con casco arancione e un ufficiale che porta il casco nero. La foto è tratta da qui.
Leggi tutto...

giovedì 9 aprile 2015

Il casco iracheno Rosenbauer Heros II di Baghdad







L'Iraq è uno Stato dell'Asia occidentale che confina con la Turchia a nord, l’Arabia Saudita e il Kuwait a sud, la Siria a nordovest, la Giordania a ovest e l’Iran verso est. Il territorio dell'Iraq corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia, la "terra dei fiumi” dl fatto che qui scorrono il Tigri e l’Eufrate, mentre il nome attuale viene dal persiano eraq, ossia "terre basse" in contrapposizione all'altopiano su cui si sviluppa l’odiato vicino Iraniano. Il paese è stato per circa 25 anni governato in maniera autoritaria dal regime dittatoriale di Saddam Hussein. Dal 9 aprile 2003, in seguito alla caduta di Saddam Hussein, l'Iraq è stato un protettorato militare statunitense e dal gennaio 2005 un governo locale di transizione ha amministrato il Paese fino all'esecuzione dell'ex-dittatore: dal 2005 è una repubblica parlamentare. Le sue principali risorse sono l’estrazione del petrolio, di cui possiede la terza riserva al mondo, e vista l’abbondanza di acqua ha un’agricoltura molto florida e sviluppata; in conseguenza delle turbolenze nell’area si è di fatto azzerato il turismo in visita ai molti tesori della sua storia millenaria. La capitale è Baghdad, detta tradizionalmente “Città della Pace”, è la seconda città più grande dell'Asia sud-occidentale, dopo Teheran, il calcolo della popolazione per il 2010 è di 5.402.486 abitanti.

Nel giorno internazionale della Protezione Civile, il 7 marzo,i pompieri iracheni sono stati insigniti del premio alla professionalità e alla dedizione, veterani dello spegnimento di pozzi di petrolio in fiamme o del salvataggio di bambini coinvolti nell’incendio della loro casa, ricevendo le congratulazioni del loro comandante, il Generale Comandante Abdul Rasool, a capo del Direttorato di Protezione Civile di cui fanno parte i Vigili del fuoco. “Sono fiero di voi: siete parte fondamentale del Piano di Sicurezza della città di Baghdad, e grazie al vostro costante addestramento, l’alto livello di professionalità e l’abnegazione fate parte integrante della lotta contro il terrorismo e il disordine” ha detto il Comandante, aggiungendo “le vostre sofferenze e il duro lavoro servono all’intera collettività”. Dal 2003,  primi ad arrivare sulla scena, gli undicimila pompieri dell’Iraq hanno estinto 120.418 incendi, soccorso 2.050 persone e disinnescato 148.984 ordigni esplosivi improvvisati, i tristemente famosi IED, salvando migliaia di vite umane. Anche durante la guerra, senza badare a bandiere e schieramenti, hanno continuato a prestare la loro opera di soccorso, pagando il pesante prezzo di 121 Vigili morti in servizio. A seguire il Generale Laith Abbas, capo dei Vigili del fuoco di Baghdad, ha illustrato che negli ultimi due anni i pompieri della città hanno ricevuto addestramento in Bahrain, Oman e Giappone e più di 450 automezzi sono distribuiti a presidiare le 39 stazioni del territorio urbano: 78 nuovi mezzi sono stati donati dal Giappone, mentre gli Stati Uniti hanno donato 20 pattugliatori fluviali oltre a una nave multifunzione antincendio, mentre il Corpo del Genio statunitense ha realizzato l’Accademia addestrativa. Su tutti l’ONU ha realizzato la formazione ed il coordinamento anche grazie al lavoro dell’amico Comandante Robert Triozzi, che guida i Vigili del fuoco delle Nazioni Unite.

Il casco in collezione, già visto nella descrizione del casco da pompiere dell’Unione Europea del Parlamento di Strasburgo, è il diffuso Rosenbauer Heros II, il cui successore X-Trem è visibile nel post sugli Emirati Arabi Uniti. Sul frontale reca l’adesivo dell’Iraq, che tra le tre stelle che campeggiano sul campo bianco racchiuso tra i due campi rosso e nero, riporta le parole “Allah è il più grande”. Realizzato secondo la DIN EN 443, il tipo Heros II ha la calotta in poliammide ricoperto di vernice fosforescente, che nel buio restituisce la luce ricevuta. E’ dotato di paracollo in alluminio, soggolo con fibbia scorrevole, cuscino di ammortizzazione sul collo e visore retrattile trasparente; autentico precursore, porta sul retro la rotella che permette di regolare la bardatura interna in funzione delle diverse condizioni, utilizzabile anche da chi porta i guanti, come il pompiere sulla soglia di una casa in fiamme che deve stringere il casco in modo che sia più avvolgente. Uscito sul mercato da parecchi anni, è tuttora un valido supporto al vigile del fuoco che cerca un casco affidabile e a prezzo concorrenziale, a maggior ragione in un Paese che sta uscendo da un lungo periodo oscuro e sanguinoso. La quarta fotografia ritrae la placca identificativa del pompiere di Baghdad, ottenuta fortunosamente grazie ad un componente della missione di addestramento delle forze irachene nel periodo della ricostruzione.

Qui si trova il sito da cui è tratta la fotografia della squadra di prima partenza di Baghdad, che fa parte di un ottimo lavoro fotografico.
Leggi tutto...

martedì 3 febbraio 2015

Il casco Violini della Città del Vaticano






Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo Stato indipendente del mondo sia per popolazione (836 abitanti, di cui 86 componenti della Guardia Svizzera pontificia) sia per estensione territoriale (0,44 km²), ma allo stesso tempo è anche al secondo posto in Europa per densità di popolazione. La Città del Vaticano è un'enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato vige un regime di monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale (in pratica non esiste la proprietà privata e tutti gli immobili sono di proprietà della Santa Sede) con a capo il Papa della Chiesa Cattolica. La lingua ufficiale dello Stato della Città del Vaticano è l'italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede: essa è un centro di arte e cultura di rilevanza mondiale, tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall' UNESCO.

Riporto la descrizione e i cenni storici dal sito dei Vigili del Fuoco del Vaticano, consultabile qui: “Già sotto lo Stato Pontificio esisteva  un Corpo dei Pompieri, organizzato militarmente, armato, dotato di mezzi antincendio, con elegante uniforme come attestano le incisioni e gli acquerelli, databili intorno all’anno 1820, conservati negli Archivi vaticani e nella Biblioteca nazionale. Agli inizi del ‘900 un servizio di Guardia del Fuoco operava nei  Sacri Palazzi Apostolici. Nel 1941, sotto il Pontificato di Sua Santità Pio XII, fu istituito il Nucleo dei Vigili del Fuoco, allorquando la situazione bellica suggerì di costituire un gruppo operativo bene organizzato, addestrato e dotato di efficaci mezzi di pronto intervento nella Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali. La caserma del Nucleo trovò sede in locali appositamente allestiti nei Palazzi Vaticani con ingresso dal Cortile del Belvedere, dove si trova attualmente il Corpo. Il Nucleo dei Vigili del Fuoco venne affidato alla particolare protezione di S. Antonio Abate,  che si venera il 17 gennaio. Nel 2002, con la Legge sul Governo dello Stato, venne istituita la Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, alle cui dipendenze furono posti – come già evidenziato poco sopra – sia il Corpo della Gendarmeria che il Corpo dei Vigili del Fuoco fino ad allora sotto la pertinenza della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato. Da quel momento è iniziata una vera e propria riorganizzazione del Corpo che è stato dotato di personale altamente qualificato, inserito in organico dopo aver frequentato i corsi presso la Scuola di Formazione di Base dei Vigili del Fuoco di Roma, di mezzi e strumenti sofisticati e di una nuova divisa blu realizzata con materiali conformi alla normativa vigente. Anche la caserma ha visto una radicale ristrutturazione per rispondere alle nuove esigenze; infatti sono state realizzate apposite camerette per il personale e nuovi uffici. Attualmente il Corpo è affidato alla protezione di Santa Barbara, protettrice anche dei Vigili del Fuoco italiani, e di San Leone IV. La festa dei Patroni ricorre il 4 dicembre, celebrazione liturgica di Santa Barbara. I Vigili, oltre ai compiti specifici degli interventi per l’estinzione del fuoco, esplicano attività di pronto intervento e di prevenzione a tutela delle persone e dei beni. È l’organismo che ha, per compiti istituzionali, la tutela della vita umana, e la salvaguardia dei beni e dell'ambiente dai danni e dai pericoli causati - non solo dagli incendi - ma anche da altre situazioni accidentali o dolose, provvedendo in maniera diretta e con la necessaria, conveniente immediatezza. Provvedono, inoltre, al controllo delle attrezzature antincendio collocate nella Città del Vaticano e in alcune zone extraterritoriali. Svolgono altresì compiti di protezione civile in collaborazione dei colleghi Gendarmi, tutti dipendenti dalla medesima Direzione. Data l'enorme importanza religiosa, nonché storico-artistica, dello Stato della Città del Vaticano, autentico scrigno di tesori considerati patrimonio dell'intera umanità, e anche di preziosissimi documenti cartacei di fondamentale rilevanza custoditi nell'Archivio Segreto e nella Biblioteca Apostolica, il Corpo dei Vigili del Fuoco ha una grande e delicata responsabilità nelle attività di prevenzione e di controllo. Proprio per questo, data la peculiare attività e la conoscenza degli allarmi e di tutti i dispositivi di sicurezza, il personale deve essere tecnicamente preparato, anche mediante continui corsi di aggiornamento. Innumerevoli sono gli interventi assicurati giornalmente dai Vigili del Fuoco: controlli e manutenzione dei mezzi e delle apparecchiature antincendio, soccorso a seguito di infortuni, dissesti statici, allagamenti, incidenti stradali, rimozioni di autovetture, e tutte le situazioni di comune pericolo, più o meno gravi, per persone e cose, come pure le diverse operazioni di supporto alle altre Direzioni del Governatorato (Servizi Tecnici, Servizi Generali, Musei Vaticani, ecc.). Uno speciale servizio antincendio viene svolto all’eliporto nei giardini vaticani in occasione di arrivi e partenze del Santo Padre  e di altre personalità. Il Corpo dei Vigili del Fuoco è retto da uno specifico regolamento promulgato per un periodo sperimentale di due anni con Decreto del Cardinale Presidente del Governatorato n. 488840 del 10 novembre 2009. Attualmente l’organico è composto da 30 Vigili, diretti da un Ufficiale Coordinatore.”

Il rarissimo casco in collezione, che con orgoglio posso annoverare tra gli altri dopo anni di attesa e ricerche, è il classico elmo Violini (descritto nel post sul casco aziendale Fiat) risalente agli anni ’50 del secolo scorso con il prezioso fregio frontale in oro riportante il blasone di San Pietro incluso su granata fiammeggiante e asce incrociate. Due sono le particolarità che lo contraddistinguono, oltre all’emblema frontale già descritto: è un raro esemplare della taglia più larga, difficile da trovare, e negli anni ’70 per prolungarne la vita operativa è stato rinnovato, piazzandoci un interno Mispa in sostituzione del suo originario in cuoio presumibilmente danneggiato. Si è venuto a creare quindi una miscela di componenti che ancora oggi si presentano in buone condizioni nonostante i molti anni trascorsi, e va a completare la serie dei caschi dei sette microstati d’Europa, che sono tutti presenti nel palma res: oltre al Vaticano troviamo il Principato di Monaco, San Marino, Lussemburgo, AndorraMalta e Liechtenstein, che verrà descritto prossimamente. In ultima posizione si trova raffigurato il casco di ultima generazione, il DNA italiano modello Helma, in dotazione da pochi anni ai pompieri vaticani dopo anonimi Gallet bianchi.
Leggi tutto...