martedì 3 febbraio 2015

Il casco Violini della Città del Vaticano






Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo Stato indipendente del mondo sia per popolazione (836 abitanti, di cui 86 componenti della Guardia Svizzera pontificia) sia per estensione territoriale (0,44 km²), ma allo stesso tempo è anche al secondo posto in Europa per densità di popolazione. La Città del Vaticano è un'enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato vige un regime di monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale (in pratica non esiste la proprietà privata e tutti gli immobili sono di proprietà della Santa Sede) con a capo il Papa della Chiesa Cattolica. La lingua ufficiale dello Stato della Città del Vaticano è l'italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede: essa è un centro di arte e cultura di rilevanza mondiale, tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall' UNESCO.

Riporto la descrizione e i cenni storici dal sito dei Vigili del Fuoco del Vaticano, consultabile qui: “Già sotto lo Stato Pontificio esisteva  un Corpo dei Pompieri, organizzato militarmente, armato, dotato di mezzi antincendio, con elegante uniforme come attestano le incisioni e gli acquerelli, databili intorno all’anno 1820, conservati negli Archivi vaticani e nella Biblioteca nazionale. Agli inizi del ‘900 un servizio di Guardia del Fuoco operava nei  Sacri Palazzi Apostolici. Nel 1941, sotto il Pontificato di Sua Santità Pio XII, fu istituito il Nucleo dei Vigili del Fuoco, allorquando la situazione bellica suggerì di costituire un gruppo operativo bene organizzato, addestrato e dotato di efficaci mezzi di pronto intervento nella Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali. La caserma del Nucleo trovò sede in locali appositamente allestiti nei Palazzi Vaticani con ingresso dal Cortile del Belvedere, dove si trova attualmente il Corpo. Il Nucleo dei Vigili del Fuoco venne affidato alla particolare protezione di S. Antonio Abate,  che si venera il 17 gennaio. Nel 2002, con la Legge sul Governo dello Stato, venne istituita la Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, alle cui dipendenze furono posti – come già evidenziato poco sopra – sia il Corpo della Gendarmeria che il Corpo dei Vigili del Fuoco fino ad allora sotto la pertinenza della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato. Da quel momento è iniziata una vera e propria riorganizzazione del Corpo che è stato dotato di personale altamente qualificato, inserito in organico dopo aver frequentato i corsi presso la Scuola di Formazione di Base dei Vigili del Fuoco di Roma, di mezzi e strumenti sofisticati e di una nuova divisa blu realizzata con materiali conformi alla normativa vigente. Anche la caserma ha visto una radicale ristrutturazione per rispondere alle nuove esigenze; infatti sono state realizzate apposite camerette per il personale e nuovi uffici. Attualmente il Corpo è affidato alla protezione di Santa Barbara, protettrice anche dei Vigili del Fuoco italiani, e di San Leone IV. La festa dei Patroni ricorre il 4 dicembre, celebrazione liturgica di Santa Barbara. I Vigili, oltre ai compiti specifici degli interventi per l’estinzione del fuoco, esplicano attività di pronto intervento e di prevenzione a tutela delle persone e dei beni. È l’organismo che ha, per compiti istituzionali, la tutela della vita umana, e la salvaguardia dei beni e dell'ambiente dai danni e dai pericoli causati - non solo dagli incendi - ma anche da altre situazioni accidentali o dolose, provvedendo in maniera diretta e con la necessaria, conveniente immediatezza. Provvedono, inoltre, al controllo delle attrezzature antincendio collocate nella Città del Vaticano e in alcune zone extraterritoriali. Svolgono altresì compiti di protezione civile in collaborazione dei colleghi Gendarmi, tutti dipendenti dalla medesima Direzione. Data l'enorme importanza religiosa, nonché storico-artistica, dello Stato della Città del Vaticano, autentico scrigno di tesori considerati patrimonio dell'intera umanità, e anche di preziosissimi documenti cartacei di fondamentale rilevanza custoditi nell'Archivio Segreto e nella Biblioteca Apostolica, il Corpo dei Vigili del Fuoco ha una grande e delicata responsabilità nelle attività di prevenzione e di controllo. Proprio per questo, data la peculiare attività e la conoscenza degli allarmi e di tutti i dispositivi di sicurezza, il personale deve essere tecnicamente preparato, anche mediante continui corsi di aggiornamento. Innumerevoli sono gli interventi assicurati giornalmente dai Vigili del Fuoco: controlli e manutenzione dei mezzi e delle apparecchiature antincendio, soccorso a seguito di infortuni, dissesti statici, allagamenti, incidenti stradali, rimozioni di autovetture, e tutte le situazioni di comune pericolo, più o meno gravi, per persone e cose, come pure le diverse operazioni di supporto alle altre Direzioni del Governatorato (Servizi Tecnici, Servizi Generali, Musei Vaticani, ecc.). Uno speciale servizio antincendio viene svolto all’eliporto nei giardini vaticani in occasione di arrivi e partenze del Santo Padre  e di altre personalità. Il Corpo dei Vigili del Fuoco è retto da uno specifico regolamento promulgato per un periodo sperimentale di due anni con Decreto del Cardinale Presidente del Governatorato n. 488840 del 10 novembre 2009. Attualmente l’organico è composto da 30 Vigili, diretti da un Ufficiale Coordinatore.”

Il rarissimo casco in collezione, che con orgoglio posso annoverare tra gli altri dopo anni di attesa e ricerche, è il classico elmo Violini (descritto nel post sul casco aziendale Fiat) risalente agli anni ’50 del secolo scorso con il prezioso fregio frontale in oro riportante il blasone di San Pietro incluso su granata fiammeggiante e asce incrociate. Due sono le particolarità che lo contraddistinguono, oltre all’emblema frontale già descritto: è un raro esemplare della taglia più larga, difficile da trovare, e negli anni ’70 per prolungarne la vita operativa è stato rinnovato, piazzandoci un interno Mispa in sostituzione del suo originario in cuoio presumibilmente danneggiato. Si è venuto a creare quindi una miscela di componenti che ancora oggi si presentano in buone condizioni nonostante i molti anni trascorsi, e va a completare la serie dei caschi dei sette microstati d’Europa, che sono tutti presenti nel palma res: oltre al Vaticano troviamo il Principato di Monaco, San Marino, Lussemburgo, AndorraMalta e Liechtenstein, che verrà descritto prossimamente. In ultima posizione si trova raffigurato il casco di ultima generazione, il DNA italiano modello Helma, in dotazione da pochi anni ai pompieri vaticani dopo anonimi Gallet bianchi.
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mercoledì 24 dicembre 2014

Il casco ecuadoregno Cairns 660 di Quito






L'Ecuador è una repubblica presidenziale del Sudamerica con un'estensione territoriale di 283.560 km² ed una popolazione di 15.609.300 abitanti. Situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, confina a nord con la Colombia, ad est e a sud con il Perù e ad ovest si affaccia sull'Oceano Pacifico; inoltre il Paese possiede la caratteristica di essere attraversato dall'equatore, da cui prende il nome. La capitale è Quito, mentre la città più popolosa è Guayaquil; anche Cuenca, la terza città più popolosa, è Patrimonio dell'umanità, per il fatto di essere un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo. Fa parte dell'Ecuador anche l'arcipelago delle Isole Galápagos, situato a circa 1.000 km dalla costa e particolarmente ricco di specie endemiche, che nel XIX secolo furono profondo oggetto di studio del naturalista britannico Charles Darwin. L'Ecuador, indipendente dal 1830, è una repubblica dal 1832, dopo essere stata colonia spagnola per lungo tempo e dopo aver fatto parte, per alcuni anni, della Grande Colombia, uno stato che comprendeva anche Colombia, Venezuela e Panama fondato da Simón Bolívar, il liberatore delle americhe (Libertador) dal dominio spagnolo. Quito (nome completo: San Francisco de Quito) è la capitale dell'Ecuador, capoluogo della Provincia del Pichincha e sede del Distrito Metropolitano de Quito. È situata sopra il bacino idrografico di Guayllabamba, nella pendenze orientali dello stratovulcano attivo Pichincha, nella parte occidentale delle Ande. Si incontra ad una altitudine di 2 850 m sul livello del mare, il che ne fa la seconda capitale amministrativa più alta del mondo, dopo La Paz. La sua popolazione è di 2.239.191 abitanti, divisa tra l'area urbana e quella rurale. La città è divisa in 32 unità definite Parroquias, le quali si suddividono in barrios.

In Paesi come Ecuador, Perù, Cile e Paraguay vige il servizio antincendio su base esclusivamente volontaria, in cui i membri dei Corpi non ricevono retribuzione per la loro attività, al massimo contributi per l’acquisto di mezzi e materiali; in Argentina come in Costa Rica e nella Repubblica Dominicana a questi si affiancano i Corpi di Pompieri delle principali forze di sicurezza (Polizie provinciali, Polizia nazionale, Prefettura navale). Il Cuerpo de Bomberos del Distrito Metropolitano de Quito è stato fondato nel 1921 ad opera del signor Manuel Mena. Oggi conta 21 stazioni in cui 220 pompieri lavorano 36 ore, in parte a chiamata ed in parte a presidio permanente; a questi si sommano 200 militari, 100 poliziotti, 100 poliziotti metropolitani, 70 pompieri di altri Paesi, e infine 30 dipendenti dell’Impresa Metropolitana  delle acque potabili (Epmaps) e 20 tecnici dell’Unità ambientale.

La Cairns, nota ditta americana già vista a proposito di molteplici caschi, produce l’ottimo modello 660 ritratto nella fotografia, in uso alla gran parte dei pompieri ecuadoregni, nel colore giallo o nero con il distintivo applicato in adesivo catarifrangente, che riporta le asce incrociate sotto la granata fiammeggiante, simbolo dei pompieri volontari. Data la sua concezione “americana” non prevede attacchi maschera respiratoria a bordo casco ma la stessa viene indossata coi suoi sospensori e successivamente il casco viene calzato al di sopra, regolando agevolmente la bardatura interna con la grande rotella nucale, utilizzabile anche indossando gli obbligatori guanti ignifughi. Recentemente alcune compagnie di pompieri stanno testando il casco “europeo” MSA Gallet, nel modello F1SF, la cui particolarità è di riportare sui lati bande catarifrangenti identiche a quelle del Corpo volontario del Trentino. Nell’ultima foto è ritratto un pompiere con il casco di tipo “europeo” ed arriva da qui
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martedì 11 novembre 2014

Il casco olandese MSA Gallet F1SF di Amsterdam







Al solito quando un nuovo elmo ne sostituisce un altro, già presente in collezione, provvedo ad aggiornare il relativo post: in questo caso si tratta di uno dei primi pezzi che scrissi, nel lontano 2008. Da allora queste pagine sono state visitate più di 90.000 volte , la collezione si è parecchio ingrandita, è stato modificato il layout e le informazioni che cerco di riportare. A ciò si aggiunga che Amsterdam è una città che amo moltissimo, e che serba per me ricordi meravigliosi; se questo non bastasse, il casco che si aggiunge alla collezione non solo è molto raro e difficile da ottenere, ma credo anche che sia uno dei più belli tra quelli raffigurati in questo sito, ed è quindi con orgoglio che lo presento.

Amsterdam è la capitale e la maggiore città dei Paesi Bassi, nella provincia dell'Olanda Settentrionale. Il comune di Amsterdam ha più di 800.000 residenti di oltre 170 nazionalità, mentre la popolazione che risiede nell'area metropolitana è di circa due milioni e trecentomila persone. L'area al centro della città, meravigliosamente circondata dai canali del XII secolo, è dal 2010 Patrimonio dell'Unesco. Unisce allo spirito laborioso e commerciale la mentalità libera che da sempre ne ha fatto un baluardo dell'apertura di vedute e della democrazia; se si ha la fortuna di capitare in città nel giorno della festa del Re, ci si potrà trovare immersi in una folla festante e di colore arancione, il colore nazionale, con barche stracariche di amici che intasano i canali mentre sui viali serpentoni di gente allegramente alticcia ondeggiano assaporando il meraviglioso clima gioioso del popolo olandese.

I Brandweer (pompieri) della regione allargata dell'Amstelland, che dal 2008 racchiude il distretto composto da Amsterdam e i centri di Amstelveen, Ouder-Amstel, Diemen, Nies aan-de Amstel, Uithorn ed Aalsmeer sotto la protezione di un unico Corpo di Polizia, distretto sanitario e di emergenza medica, e soprattutto di un unico Corpo di Vigili del fuoco. Qui, suddivisi in venti caserme, operano circa 1.100 pompieri: ogni giorno cento vigili permanenti e trecento volontari coprono il soccorso sulle 24 ore. Il casco proviene dalla caserma chiamata "Hendrik", una di quelle storiche, ancora oggi situata in pieno centro città in un elegante palazzo ottocentesco sapientemente riattato per le moderne esigenze: qui operano un'autopompa Mercedes ed un'autoscala Iveco.

Il casco, come il precedente ancora visibile qui, ha visto da vicino il calore del fuoco: la calotta e la visiera sono intaccate dal calore, ma il suo fascino per questo motivo aumenta. Il modello è il MSA Gallet F1SF nella variante in uso dal 2008 nel colore cromato con una meravigliosa, introvabile placca in monofusione dorata. Originariamente la vecchia placca riportava, applicato, il simbolo della città di Amsterdam che reca tre croci di Sant'Andrea, la corona imperiale d'Austria e due leoni d'oro, a cui è aggiunto un cartiglio che riporta la scritta "Heldhaftig – Vastberaden - Barmhartig" che si possono tradurre come "Valente, risoluto, compassionevole". Questo è il motto che è stato attribuito alla Città dalla regina Wilhelmina nel 1947, per ricordare il ruolo fondamentale avuto dai cittadini di Amsterdam quando, nel febbraio del 1941, inscenarono una manifestazione di massa per le strade, per protestare contro i nazisti autori di soprusi nei confronti del popolo ebraico. L'Olanda all'epoca era già occupata dai militari tedeschi. Dal 2008, al formarsi della provincia allargata, i Brandweer hanno dovuto trovare un simbolo che unisse i pompieri delle diverse municipalità, ed ecco che al centro dello scudo protetto dai due leoni e sormontato dalla corona ora si trovano i tre strumenti del nostro lavoro, vale a dire la scala, la scure e le cesoie idrauliche, che nei Paesi anglosassoni chiamano "Jaws of life" mandibole della vita. L'uso del casco cromato ha eliminato la differenziazione che prima, sul casco bianco, attribuiva al caposquadra una striscia rossa ed al caporeparto le due striscie rosse, mentre ora si riconoscono per i gradi che recano sulla divisa. I pompieri olandesi e quelli belgi usano un pesante paracollo integrato in pesante lana nera chiuso sul davanti da una striscia di velcro, che ha la funzione del sottocasco ignifugo che si utilizza con il Sicor o il Gallet "normale".

La fotografia in ultima posizione ritrae un pompiere dell'Amstelland mentre salva la vita ad un micio coinvolto in un incendio, a dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, che il grande cuore dei vigili del fuoco non si prodiga solo per gli esseri umani ma per tutte le vite in pericolo. La trovo di una tenerezza incredibile e ringrazio il sito da cui l'ho tratta, consultabile qui.


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lunedì 15 settembre 2014

Il casco russo SHPM di Mosca





 


La Federazione Russa, chiamata comunemente anche Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l’Europa e l’Asia: è il Paese più vasto del pianeta con una superficie di 1.075.400 chilometri quadrati, per quasi metà disabitati. Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia dividono con essa i loro confini; insieme alla Cina è lo stato al mondo con il maggior numero di stati limitrofi, che sono ben 16. Inoltre possiede confini marittimi con il Giappone e gli Stati Uniti: è bagnata a nord ovest dal mar Baltico nel Golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall’oceano Pacifico e a sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Nel 2012 contava circa 143 milioni di abitanti. Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora una superpotenza mondiale, tra i protagonisti della storia del XX secolo, sia nel secondo conflitto mondiale, sia nel dopoguerra, con la Guerra fredda e l'opposizione attraverso il blocco sovietico al cosiddetto blocco occidentale, che annoverava anche l'altra superpotenza, gli Stati Uniti. E' uno Stato con una forte influenza politica, specialmente all’interno della CSI, che comprende tutte le ex repubbliche dell'Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, e la Georgia (uscita nel 2008). È inoltre uno degli stati fondatori dell'Unione eurasiatica, che comprende oltre la Russia, la Bielorussia e il Kazakistan.
Il Servizio Statale Antincendi é l'organismo più elevato della Federazione russa. Fa parte del Ministero per le situazioni d'Emergenza, la Difesa civile e l'Eliminazione delle conseguenze dei disastri naturali dal 2001, ed è suddiviso al suo interno tra il Servizio Federale per la prevenzione incendi e e il Servizio Antincendi degli Stati russi federati. Svolge attività, similarmente a buona parte dei Servizi antincendi visti finora, di prevenzione,antincendio e soccorso impiegando il numero enorme di 220.000 persone suddivise in 13.600 edifici di cui 4.000 caserme e distaccamenti, che svolgono circa due milioni di servizi all'anno salvando 90.000 vite con l'apporto di 18.634 mezzi di intervento (e 49 barche antincendi).  A Mosca il Colonnello Gennady Makarenko, è a capo della 34 divisione che fa base a Maly Kislovsky Pereulok; mette al servizio del territorio, oltre che la formazione ricevuta, i 25 anni d'esperienza nei servizi antincendio. Alcuni dei pompieri della Caserma hanno recentemente partecipato all'inaugurazione del Museo Storico del dipartimento di Tverskaya a cui appartiene la caserma 34, ormai pronto ad accogliere i visitatori. In tutta la città operano 12.000 pompieri suddivisi in 90 stazioni; la 34 impiega 150 persone di cui la metà sono Vigili del fuoco, l'altra si occupa di averne cura. Il pompiere russo lavora su turni di 24 ore seguite da tre giorni di libera.
Il Servizio utilizza il casco ritratto nelle fotografie, il modello "SHPM" della ditta ACO, in russo ТЕРМОСТОЙКИЙ ШЛЕМ ПОЖАРНОГО МАЮИ. ТУ 634269.001, fabbrica nei dintorni di San Pietroburgo che ha creato il successore dello scomodo antenato visto nel Post che trovate qui. E' un casco imponente e scomodo, ricalca il Gallet F1 senza averne la leggerezza e la robustezza; l'interno in  tessuto sintetico racchiude un'imbottitura di schiuma poliuretanica e un sottogola con mentoniera; sul fronte il pompiere si protegge con uno schermo di metacrilato trasparente. Porta sulla sommità e a scendere sul lato posteriore, una incombente cresta che termina in un paracollo di similpelle; sul frontale riporta il numero di riferimento della caserma, che senza altri pittogrammi denota il grado di pompiere; lo stesso sottolineato indica il caposquadra, mentre il cerchio all'esterno del numero si attribuisce al capoturno, mentre il triangolo indica il Capodistaccamento. Gli ufficiali di rango inferiore hanno il quadrato e per finire quelli di grado superiore hanno un cerchio al cui interno si trova un rombo. In esterno si può applicare la maschera respiratoria propria dei circuiti a ciclo chiuso, come si vede nelle foto, dell'amico Stanislav Pozarov, che ritraggono pompieri di Mosca in intervento nelle gallerie dell'enorme metropolitana della città; in ulltima foto (presa da qui) si vede la vettura comando su base Porsche Cayenne, sicuramente una delle più insolite e lussuose viste in circolazione.
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domenica 27 luglio 2014

Il casco polacco Kalisz ZS-03/06 di Varsavia






La Polonia, ufficialmente Repubblica di Polonia, è uno stato membro dell'Unione europea, della NATO e dell'ONU. è situata nell'Europa centrale, ha una popolazione di quasi quaranta milioni di abitanti su una superficie relativamente ristretta di circa trecentomila chilometri quadrati; è una repubblica parlamentare, con capitale Varsavia. Io ho avuto la fortuna di visitarla nel 1992, subito dopo la caduta della Cortina di ferro, emblema della contrapposizione tra i blocchi occidentale e sovietico, riportando l'impressione di un Paese molto disciplinato e di rigidi principi, e ricco di importanti vestigia storiche. Va ricordato che lo Stato polacco ha una storia lunga più di un millennio, arrivando a diventare nel XVI secolo uno dei più ricchi e potenti paesi d'Europa. In seguito la Polonia cessò addirittura di esistere come Stato indipendente per un lungo periodo di 123 anni, in quanto fu spartita tra Russia, Austria e Prussia. L'indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla prima guerra mondiale, come Seconda Repubblica di Polonia. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell'Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca (Polska Rzeczpospolita Ludowa o PRL). Nel 1989, le prime elezioni parzialmente libere dopo la seconda guerra mondiale, si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista; importante impulso venne dato dal movimento "Solidarnosc" di Lech Walesa.
Il Comando Nazionale di Stato, che ha l'acronimo in lingua polacca di KG PSP, è situato a Varsavia e coordina l'attività delle 353 municipalità polacche; comprende anche le cinque sedi di formazione permanente sparse per il territorio del Paese, oltre all'attività del servizio scientifico e ricerca per la protezione antincendi. A Varsavia c'è anche il Museo nazionale del servizio antincendi. In totale nel territorio polacco operano 494 caserme statali, 3.745 sedi volontarie, 5 servizi antincendi di industrie di particolare grandezza, undici unità antincendio a servizio di ospedali di primaria importanza e 201 istruttori esperti in differenti tecniche che si occupano delle rispettive tematiche specialistiche. Dal 1834 Varsavia ha avuto la propria Brigata di pompieri, creata sul modello di quella di San Pietroburgo, nata l'anno prima, e suddivisa in quattro Dipartimenti sulla base dei confini dei quartieri: rimase in attività fino agli anni della Seconda guerra mondiale, per confluire, al termine del conflitto e sotto le rigide direttive sovietiche, sotto l'egida del Servizio nazionale.
Il casco in collezione arriva dall'amico Mariusz, ufficiale in servizio al Comando di Varsavia con il grado di Capitano, che mi ha omaggiato del suo casco ora sostituito dal modello F7F della Pacific. è nel colore rosso della componente permanente, mentre i volontari lo portano fotoluminescente; è prodotto dalla ditta polacca Kalisz che lo ha contraddistinto con la sigla ZS-03/06: questa ditta produce articoli in plastica dal 1951 e dal 1970 ha intrapreso la produzione di elmi protettivi in resina poliestere con rinforzo in fibra di vetro. I suoi prodotti sono diffusi in tutta l'Europa orientale e Paesi limitrofi. Presenta un robusto guscio esterno con visiera a scomparsa trasparente ed un ottimo interno molto comodo con sottogola a cinque punti in grado di assicurare ottima stabilità al casco indossato, Non ha emblemi sul frontale ma solo i catarifrangenti attorno alla calotta per aumentare la sua visibilità in ore notturne o con scarsa visibilità; si completa con un ampio paracollo in cuoio bianco e l'applicazione di un portalampada in metallo sul bordo inferiore della falda, in grado di alloggiare una pila tipo "Maglite" e dare modo al pompiere di vedere la strada da percorrere anche in condixzioni di scarsa iluminazione.
Le foto dei pompieri di Varsavia sono tratte da qui e da qui
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mercoledì 18 giugno 2014

Il casco italiano DIN 14940 dell'Alto Adige

 





San Cassiano (Sankt Kassian in tedesco, San Ćiascian in ladino) è una località turistica italiana che si trova a 1.537 metri di altezza, frazione del comune di Badia, in Alto Adige; è popolata prevalentemente da abitanti che parlano la lingua ladina, una lingua detta "retoromanza" parlata in alcune porzioni del territorio del Trentino-Alto Adige e Veneto. Il paese si trova in una vallata laterale della Val Badia, percorsa dal Rio di San Cassiano. Il sito è una popolare meta di vacanze e sostanzialmente vive di questa attività, sia in estate che in inverno. Il centro è attraversato dalla strada provinciale che porta al passo di Valparola, poi da qui si raggiunge il passo Falzarego, e si ha la possibilità di scendere a Cortina d'Ampezzo, oppure salire verso Alleghe; sempre dal passo Falzarego è possibile prendere la funivia del Lagazuoi e tornare all'Armentarola attraverso una delle più belle piste sciistiche delle Alpi. La storia di San Cassiano comincia nel 1296 quando vengono menzionati per la prima volta a San Cassiano i nomi degli abitati, toponimi attribuiti alle singole fattorie agricole (detti "masi" o in ladino "viles"), alla base del sistema sociale ladino tramite la successione dinastica. La località ha ricevuto la sua denominazione attuale dal nome del Santo suo patrono, al quale è consacrata la chiesa del luogo, che fu costruita nell'anno 1782.
ll servizio antincendi nella provincia di Bolzano si articola su 306 Corpi di vigili del fuoco volontari, presenti presso tutti i Comuni, oltre al Corpo dei vigili del fuoco permanenti a Bolzano, similarmente a quanto accade nel Trentino; a questi si aggiungono 3 Corpi di vigili del fuoco aziendali. Essi si occupano, secondo la legge provinciale 18 dicembre 2002 - n. 15, del servizio antincendi, dei soccorsi tecnici (misure di soccorso e di aiuto a persone, animali, ambiente e cose, per la prevenzione e il contenimento di pericoli e danni di ogni tipo), e i soccorsi in caso di calamità. I vigili del fuoco volontari garantiscono la protezione delle persone e delle cose contro incendi e altre emergenze in tutte le località del territorio provinciale. Ciò significa che, in tutte le zone abitate, in un tempo massimo di 5/10 minuti dalla chiamata di allarme si mette in atto un primo intervento. I vigili del fuoco volontari svolgono il loro servizio (interventi, esercitazioni, formazione, controllo delle attrezzature, organizzazione e amministrazione, raccolta di fondi) interamente a titolo gratuito e nel loro tempo libero. I fondi per il funzionamento dei Corpi dei vigili del fuoco volontari derivano per circa metà dall'ente provinciale e comunale, mentre per la restante metà il sostentamento arriva dai privati, tra cui ricavi da manifestazioni o donazioni da parte di imprese e cittadini. A San Cassiano i pompieri, che in ladino si chiamano Stüdafüch, sono circa in 40 membri attivi al comando di Christian Obojes che è aiutato dal suo vice Daniel Alton: tra di loro c'é l'amico Ivan che mi ha fatto dono di questo prezioso casco da intervento, che ora viene utilizzato solo nelle parate e nelle feste.
Nell'Alto Adige/Sud Tirolo dal 1965 viene usato questo casco di foggia prettamente teutonica (simile a quello aziendale danese della Falck) realizzato in accordo con le regole tecniche DIN 14940, realizzato in alluminio verniciato di nero con banda fotoluminescente bianca tutto intorno alla base della calotta; in sommità reca una imponente cresta in metallo atta ad irrigidire la struttura dell'elmo e conferire maggiore protezione all'utilizzatore, che in questo caso ha aggiunto sul lato destro delle bande in velcro a cui si attaccava la lampada da intervento. Sul frontale reca il fregio in ottone dei pompieri altoatesini; ora è stato sostituito dal Rosenbauer Heros fotoluminescente con adesivo frontale rosso che ricalca il vecchio fregio.

Questo è il sito della Federazione provinciale dei pompieri volontari dell'Alto Adige, mentre Qui si trovano informazioni sui pompieri di San Casciàn oltre alle foto della caserma e dell'interessante Daily squadretta in ultima posizione.
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venerdì 23 maggio 2014

Il casco italiano MSA Gallet F1SF del Trentino





 


Il Trentino Alto Adige, il cui nome ufficiale è “Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol è una regione italiana di 1.037.114 abitanti con Trento capoluogo; è la regione italiana più settentrionale ed è pressoché completamente montuosa. Le catene montuose si innalzano fino a quote altimetriche di 2700–3900 m. mentre a sud, sulla riva trentina del Lago di Garda si registra un'altitudine di circa 70 m s.l.m. Con i suoi 13.607 km² il Trentino-Alto Adige è una delle regioni meno densamente popolate in quanto ospita circa 1.000.000 abitanti per una densità di 74 ab/km², molto al di sotto della media nazionale, collocandosi al secondo posto dopo la Valle d'Aosta nel rapporto tra numero di abitanti e superficie territoriale. In seguito alla riforma statutaria del 1972 la regione ha trasferito gran parte delle competenze sono state trasferite direttamente al Trentino, corrispondente alla Provincia autonoma di Trento, e all'Alto Adige, corrispondente alla Provincia autonoma di Bolzano. Il Trentino-Alto Adige fa parte anche di un'associazione di cooperazione transfrontaliera istituita nell'ambito dell'Unione Europea, l'Euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino. Tutta la regione ospita distese di boschi di conifere e faggi alternati a prati e pascoli in cui trionfano una moltitudine di specie di fiori ed erbe alpine che la popolazione sfrutta per il pascolo dei bovini, il cui allevamento rappresenta una voce importante dell’economia regionale, anche grazie all’ottima distribuzione delle risorse idriche.

La Provincia Autonoma di Trento dal 1863 si è dotata di un Civico Corpo di Pompieri; l’attuale Corpo Permanente ne è erede. L’organizzazione antincendi era inizialmente strutturata su base comunale e tale rimase fino al 1935, quando si optò per un unico organo provinciale: a Trento venne quindi creato l’85° Corpo pompieri, con distaccamenti in vari comuni. Nel 1941, con la creazione del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, l’85° entra nel nuovo organismo. Successivamente, in virtù dello speciale statuto di autonomia, la Regione Trentino-Alto Adige, che ha il potere di emanare norme legislative anche in materia di Servizi antincendi, nel 1954 crea i Corpi Permanenti di Trento e Bolzano, sciogliendo l’85° Corpo ed i relativi distaccamenti. Nel 1978 la Regione Trentino Alto Adige delega alle due Province Autonome di Trento e Bolzano le funzioni amministrative connesse ai Servizi antincendi con il trasferimento in capo a queste dei compiti operativi, amministrativi e logistici dei rispettivi Corpi Permanenti. Con la legge 12/1983 la Provincia Autonoma di Trento, nel riordinare la propria struttura burocratica, istituisce il Servizio Antincendi, del quale il Corpo Permanente va a costituire il “Settore operativo di emergenza”. Nel 1990 il Servizio Antincendi è incluso nel neo costituito Dipartimento per la Protezione Civile, che comunque opera in stretta collaborazione con il Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, come per esempio è avvenuto in occasione del recente, tragico terremoto d’Abruzzo che ha distrutto larga parte della meravigliosa città dell’Aquila ed ha visto sul campo numerosi colleghi dei Corpi permanenti e volontari del Trentino e dell’Alto Adige. I Vigili del Fuoco volontari del Trentino oggi sono composti da 4.812 unità, organizzati in una struttura gerarchica costituita da 1 federazione provinciale, 13 unioni distrettuali e ben 239 corpi comunali, la cui capillare distribuzione sul territorio ricalca quella della similare Valle d’Aosta, con la quale condivide oltre all’aspro territorio montano anche la privilegiata organizzazione autonoma.

A differenza del Corpo di Bolzano, che storicamente ebbe in dotazione prima i Mispa e poi i Sicor identici ai cugini permanenti del resto d’Italia, i distaccamenti volontari della relativa provincia erano dotati fino al 2000 di caschi metallici di foggia chiaramente tedesca, di colore nero con cresta in alluminio: questo modello è stato recentemente acquisito e sarà descritto prossimamente; successivamente hanno adottato i Rosenbauer Heros. Il Corpo di Trento invece, dopo i Violini e successivamente i Mispa, già all’inizio degli anni ’90 ha adottato il sempiterno Gallet; per il Corpo permanente della città di Trento nei colori nero, rosso e bianco rispettivamente per vigili, qualificati e direttivi con placca munita di fiamma nazionale, bande catarifrangenti posteriori in bianco con la scritta “Trento” ed adesivo riportante la mezzaluna di qualifica dell’utilizzatore del casco; ora anch'esso è passato al Sicor VFR 2009. I volontari invece, pur con i medesimi colori, hanno scelto bande rifrangenti e placca differenti, come quelle del casco raffigurato che è il MSA Gallet F1SF. Quello in collezione è nel colore da Comandante e Vicecomandante del Corpo, bianco; a questo si affiancano il rosso da Caposquadra ed il nero da Vigile Volontario, raffigurato qui. Sulla placca frontale, nel raro colore bianco fotoluminescente per tutti e tre i gradi, porta il fregio classico dei Vigili del Fuoco che nel tondo reca come blasone l’aquila di San Venceslao, stemma ufficiale della città di Trento dal 1407. E' un casco con una livrea insolita e di rara reperibilità, ancora di più nel colore bianco che distingue la massima qualifica dei ruoli direttivi volontari. Da notare che le figure di Ispettore e Viceispettore distrettuale hanno sui lati del casco una piccola stella adesiva a identificarne il ruolo sul luogo dell'intervento, come si vede nell'ultima foto: questo appartiene all'amico Alberto, fresco di nomina a Viceispettore del Distretto di Primiero, che ha un ottimo sito visitabile qui.

Nella foto in basso sono raffigurati vigili volontari trentini nella messa in sicurezza di un incidente stradale, opera di Walter Cainelli
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mercoledì 30 aprile 2014

Il casco Super Chieftain sudafricano di Johannesburg






La Repubblica Sudafricana, anche detta semplicemente Sudafrica, è uno Stato indipendente dell'Africa australe. È situato nella punta meridionale del continente africano e confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est con il Mozambico e lo Swaziland; circonda completamente nei suoi confini anche il piccolo Stato del Lesotho. Si affaccia sull'oceano Atlantico e su quello Indiano e Capo Agulhas, il punto più meridionale del continente africano, delimita il confine fra i due oceani. Il Sudafrica è l'unico Paese al mondo ad avere tre capitali: Pretoria, sede del Governo, Città del Capo, dove si trova il Parlamento, e Bloemfontein, sede del potere giudiziario.Dalla fine del regime di apartheid – vigente fino ai primi anni novanta – che relegava la popolazione di colore ad un ruolo marginale e di inferiorità razziale il Paese ha acquisito la denominazione informale di Rainbow Nation ("nazione arcobaleno", ovvero "abitato da persone di diversi colori"). Le condizioni di vita per i neri tuttavia restano molto difficili: il governo sudafricano ha dovuto accettare le politiche neoliberiste del Fondo Monetario internazionale; si è fatto carico di pagare il debito internazionale creato dai precedenti governi anche privatizzando molte imprese nazionali. I servizi sociali (acqua, istruzione, sanità) non sono riconosciuti a tutti e nelle periferie urbane i poveri non sono ancora cittadini a tutti gli effetti.
Johannesburg, capitale della provincia di Gauteng, è anche la città più popolosa del Sudafrica e la seconda dell'Africa subsahariana dopo Lagos (Nigeria). Viene anche informalmente chiamata Joburg, Jozi e e Goli; quest'ultimo nome, che significa "luogo d'oro" in zulu, può essere riferita all'attività mineraria nella zona o alla ricchezza economica. In base al censimento del 2001, Johannesburg è popolata da oltre 3 milioni di sudafricani;  incluse le periferie ci sono 8 milioni di persone. Tra i quartieri più noti di Johannesburg vi è Houghton, dove Nelson Mandela risiedette. All'esterno di Jo'burg sorge la township di Soweto, fondata appositamente per ospitare i sudafricani neri (il suo nome deriva da Southern West Township) e divenuta successivamente simbolo del movimento anti-apartheid. Johannesburg è anche tristemente famosa per essere tra le città con più alto tasso di criminalità al mondo.

Tra i quartieri più poveri della città si annovera Alexandra, uno "slum" di un miglio quadrato abitato da quasi un milione di abitanti, simile a tante altre baraccopoli del mondo per la sua struttura spontanea, per l'assenza di infrastrutture e regole, anche nel costruire le abitazioni, che in massima misura sono strutturate su un piano e fatte di lamiere, tavole di legno, teli in plastica e materiali di recupero. La poca distanza tra le case, gli impianti elettrici di fortuna realizzati allacciandosi abusivamente alla rete stradale, i materiali infiammabili con cui sono realizzate le case e che sono accumulati in esse, fanno di Alexandra un quartiere ad alto rischio di incendio, con esiti spesso drammatici. A difesa del territorio troviamo un'unica stazione di pompieri, diversa dalle altre 25 distribuite sul territorio urbano, così simili a qualunque altra caserma che sia in Europa o negli Stati Uniti; qui opera un enorme "tanker", una botte da 9.000 litri per avere autonomia idrica in caso di incendio, che si muove a stento negli stretti passaggi lasciati dalle baracche. I pompieri che ci operano, al comando del sottufficiale Wimpie Van Staden, un afrikaans di etnia bianca con cui collaborano vigili di colore, affrontano la violenta criminalità che affligge il quartiere con l'aureola dell'intoccabilità che gli viene donata dal mestiere che fanno, unica forza pubblica ammessa a circolare liberamente nel territorio proprio perché riconosciuta come indispensabile.

Il casco in collezione è un insolito Super Chieftain (che significa "capitano" in lingua inglese) della Compagnia canadese Safety Supply Co., che iniziò a produrre elmi di protezione a partire dal 1929. L'esemplare raffigurato, nel colore giallo, risale agli anni compresi fra il 1960 ed il 1980 e porta sulla fronte il fregio plastico del Dipartimento dei vigili del fuoco di Johannesburg che nel cartiglio reca la scritta "Fortiter et Recte" rivettato alla spessa calotta del casco, per il resto improntato a grande semplicità. Ha un interno in plastica ed il soggolo passante è in cuoio marrone con fibbia. Nella sua poca raffinatezza porta il ricordo di quello che significava vivere in quegli anni in quei posti, per questo racchiude molte emozioni e suggestioni.


La foto rappresenta camion dei vigili del fuoco sudafricani in azione in uno slum di Johannesburg. è tratta da qui
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venerdì 7 marzo 2014

Il casco ungherese ISZ di Budapest





L'Ungheria (Magyarország in ungherese) è uno Stato costituito come repubblica e situato nell'Europa centro-orientale e nella pianura Pannonica. La lingua ufficiale è l'ungherese, parlato dalla popolazione magiara che rappresenta il 95 per cento del totale della popolazione che, al 2012, assommava a poco meno di dieci milioni di abitanti: gli ungheresi sono fieri della propria "diversità", rispetto agli altri popoli d'Europa che sono di lingua indoeuropea. Originariamente celtica, subì la dominazione romana per lasciare il passo agli Ungari, popolazione originaria degli Urali; nel XVI secolo passò sotto il dominio ottomano, ed in seguito a quello austriaco, fino alla prima guerra mondiale. Dopo la funesta alleanza con l'Asse nella seconda guerra mondiale passò sotto la sfera d'influenza dell'URSS fino alla sua dissoluzione alla fine degli anni '80. Dal 2004 fa parte dell'Unione Europea. Confina a nord con la Slovacchia, ad est con l'Ucraina e la Romania, a sud con la Serbia e la Croazia e ad ovest con l'Austria e la Slovenia; si tratta di uno stato senza sbocco al mare. è attraversata dal Danubio, e al suo interno si trova il Il lago Balaton (592 km²), il più grande lago dell'Europa centrale, che si trova nella parte occidentale del paese ai piedi della Selva Baconia ed è centro turistico e balneare di primaria importanza tra i Paesi confinanti. Budapest, capitale del Paese. è la maggiore città ungherese per numero di abitanti, circa 1.700.000, con un agglomerato urbano di 2.551.247 e un'area metropolitana di 3.284.110 abitanti, nonché centro primario del paese per la vita politica, economica, industriale e culturale. Budapest nasce ufficialmente nel 1873 con l'unione delle città di Buda e Óbuda, situate sulla sponda occidentale del Danubio, con la città di Pest, situata sulla sponda orientale.

Circa 7000 pompieri svolgono il loro servizio in Ungheria. La maggior parte è costituita da pompieri comunali retribuiti continuativamente. I loro turni in genere consistono in 24 ore di servizio e 48 di riposo, anche se a Budapest questa scansione si sviluppa su 24/72 ore, con un conseguente aumento della pianta organica dei pompieri magiari. Il secondo contingente più numeroso di vigili del fuoco appartiene ai ruoli volontari organizzati dai governi locali, ed infine troviamo la componente delle associazioni di vigili del fuoco, organizzate come gruppi locali a finalità sociale. In ultimo troviamo le componenti professionali a servizio delle maggiori compagnie del Paese, come i pompieri dell'industria petrolifera MOL Co. di Százhalombatta.

Il casco in collezione, in uso a partire dagli anni '80, è realizzato in spessa fibra di vetro verniciata in bianco, ha comodo interno in pelle regolabile con strisce in velcro e attacco a quattro punti. Veniva fabbricato dalla ISZ nella città di Kiskörös secondo i riferimenti della norma allora in vigore, la Magyar Szabványügyi Testület. Completa il casco, mai utilizzato, lo spazioso visore trasparente in metacrilato protettivo reclinabile, facilmente asportabile per mezzo di due perni laterali, mentre il collo è protetto da un'ampia falda posteriore in crosta di cuoio. Oggi i pompieri magiari utilizzano il Gallet F1 o il Draeger 6100, uniformandosi nella protezione del capo ai colleghi europei.

Con molta difficoltà è stata trovata, a questo indirizzo, la fotografia dei pompieri ungheresi in intervento con addosso il casco descritto.
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