martedì 16 giugno 2015

Il casco italiano Sicor VFR 2009 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco






L'ho già detto, al centro della collezione campeggia il mio vecchio compagno Mispa, rigato e ammaccato, con la sua visiera a metà strada tra un ricevitore satellitare e il cruscotto di un elicottero. Goffo, pesante, sbilanciato, l'interno in similpelle e il sottogola tipo paracadutista: il suo disegno risale agli anni '50, derivando in origine dalla cornucopia del modello Nazionale 38. Proprio per tutte queste caratteristiche era, resta e sempre sarà assolutamente meraviglioso, un vero precursore dei tempi. Passa il tempo, nascono nuovi modelli, si creano disegni avveniristici, arrivano comodità a cui oggi sarebbe impossibile rinunciare, la leggerezza, il sistema di comunicazione, l'illuminazione integrata, i materiali compositi e stratificati; ti domandi, si potrebbe ancora spegnere con in testa il vecchio pentolone? Poi ti capitano tra le mani le foto dei pompieri indiani, o africani, o di qualche angolo sperduto della Terra, fieri dei loro caschi vecchi di cinquant'anni: eppure spengono, e salvano. E allora ti ricordi che il pompiere non lo fa la divisa, per quanto spaziale essa sia. Lo fa il cuore grande e saldo del pompiere che ci sta dentro, quella divisa, e sotto quel casco. E allora viva il coraggio, la fratellanza, lo spirito di sacrificio e di salvataggio che ci fanno tutti uguali, dalle pianure della Patagonia agli altopiani del Tibet, dal centro di Parigi alle periferie di Johannesburg: qualunque sia il casco che portiamo in testa. Onore ai Vigili del Fuoco, e un ricordo a chi, tra noi, ha perso la vita per compiere la sua missione: "sauver ou périr".

La nuova norma UNI EN 443:2008 "Elmo per la lotta contro l'incendio in edifici e in altre strutture" ha ridefinito gli standard di sicurezza per la protezione della testa degli operatori del soccorso tecnico urgente, i Vigili del Fuoco. Esteriormente sono due i dettagli che lo differenziano dal casco precedentemente adottato, il VFR 2000: il più evidente sono le decal sottovernice che vanno a identificare l'appartenenza al Corpo Nazionale, che sostituiscono la precendente granata fiammeggiante con asce incrociate, in materiale vinilico, incollata sul frontale del casco. Sul nuovo elmo all'emblema classico sono state affiancate le due bandiere italiana ed europea sui due lati, ridotte a decorazione applicata e non più "materica" come l'identificazione precedente. Meno evidente ma molto rilevante è l'aggiunta di uno spesso sottocasco antifiamma, aggiunto per rispondere alle stringenti indicazioni della UNI vigente; a detta degli utilizzatori questa modifica, che sicuramente va a vantaggio della sicurezza, comporta però una riduzione del comfort ed una minore capacità uditiva, filtrata dallo spesso materiale ignifugo che ricopre i padiglioni auricolari. Esteticamente non cambia la sostanza, e fa del Sicor VFR un degno competitore del cugino MSA Gallet F1SF; i giochi si sono riaperti con l'uscita sul mercato delle nuove versioni, il VFR modello EVO di casa Sicor per la produzione italiana, e il F1XF per l'oltralpe. Per ora il VFR 2009 sta soppiantando il VFR 2000 di cui si sta effettuando la sostituizione nei vari Comandi.

Riporto la descrizione del casco riportata dal sito del produttore, "Casco per Vigili del fuoco professionisti Certificato CE in cat. III in conformità alla normativa UNI EN 443. Restyling dell’elmo attualmente in uso presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco italiani, progettato e realizzato al fine di rispondere alle innovazioni tecnologiche del settore ed alle esigenze funzionali degli operatori antincendio, secondo quanto richiesto dalle normative vigenti. Calotta monolitica in materiale composito e resine estinguenti, guscio interno perfettamente aderente alla calotta, realizzato con la nuova tecnica di 
costampaggio che contribuisce all’assorbimento degli urti. Sistema di ritenzione ad innesto rapido che permette il miglior adattamento alla conformazione del volto e che permette, scollegando la fibbia, di trasformarsi in sistema di aggancio rapido per le maschere antigas predisposte. Bardatura ad elevato confort regolabile a mezzo cremagliera dalla taglia 52 alla 64. Il casco è dotato di due visiere retraibili all’interno della calotta stessa. Il casco è completamente smontabile per una corretta e completa pulizia dei componenti ed eventuale sostituzione di parti usurate con l’utilizzo. Sono inoltre previsti diversi accessori applicabili al modello base: coprinuca posteriore in tessuto alluminizzato, bande fotoluminescenti e retroriflettenti, lampada applicabile lateralmente alla calotta per mezzo di un apposito supporto e sistemi di comunicazione."
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sabato 9 maggio 2015

Il casco austriaco MSA Gallet F1SF di Vienna







Vienna (Wien in tedesco) è la capitale federale e allo stesso tempo uno dei nove stati federati dell'Austria, completamente circondato dalla Bassa Austria. È il settimo comune per abitanti dell'Unione europea. L'elegante città di Vienna è sede di importanti organizzazioni internazionali tra le quali: OPEC, AIEa e ONU. Il centro storico della città è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Vienna è nota anche come la Città dei sogni per essere stata la casa del primo psicanalista Sigmund Freud o Città dei musicisti per avere ospitato molti tra i maggiori compositori del XVIII e del XIX secolo, tra i quali Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. Vienna è anche un centro industriale con, principalmente, industrie elettroniche, tessili, agroalimentari, siderurgiche, chimiche, meccaniche di precisione. Per quattro anni consecutivi (2009-2012) Vienna si è posizionata al vertice della classifica delle 100 città con la miglior qualità della vita. Nel 2014 dopo essere stata superata da Melbourne per due anni consecutivi, Vienna è ritornata al primo posto.

Solo sei città in Austria hanno un servizio antincendi permanente, detto "Berufsfeuerwehr", vale a dire composto da personale assunto e stipendiato: queste sono Vienna, Graz, Innsbruck, Klagenfurth, Salisburgo e Linz. Per il resto del territorio la protezione è assicurata da 4.527 caserme di pompieri volontari in cui operano circa 320.000 uomini e donne. Essi si trovano in ogni piccolo villaggio inserendosi nella vita della comunità; viene anche data la possibilità ai giovani in età di leva di svolgere il loro servizio, anziché imbracciando un fucile, contribuendo al funzionamento del servizio antincendi, similarmente a quanto è avvenuto in Italia fino al 2005, anno della sospensione del servizio di leva. In aggiunta ci sono 328 aziende che hanno un servizio antincendi interno, tra cui aeroporti, raffinerie, industrie petrolchimiche, oltre ad alcuni ospedali e cliniche, e questi servizi privati, per particolari contingenze, possono essere chiamati a collaborare con i pompieri in servizio pubblico, permanenti o volontari che siano. Sin dal Medioevo il servizio antincendi è appannaggio delle Municipalità, che ne sostengono parimenti i costi relativi a personale e approntamenti: la Gilda dei commercianti e artigiani è citata in un’ordinanza del 1086 della città di Merano, allora austriaca. Nel 1642 la città di Innsbruck introdusse l’obbligo di ispezionare regolarmente le unità anticendi, mentre nel 1685 la città di Vienna introdusse, prima in Europa, il servizio antincendi professionale con personale dipendente, il cui quartier generale venne stabilito in località Am Hof; tra il 1780 e il 1782 tutte le maggiori città austriache promulgarono ordinanze antincendi. Alla metà del diciannovesimo secolo presero forma le attuali unità anticendio, con l’introduzione della regolare pratica ginnica, dell’addestramento professionale continuo, delle prove di soccorso e spegnimento. Va ricordato che sono austriache alcune delle principali compagnie produttrici di materiali anticendio, tra cui la Rosenbauer, la Lohr-Magirus e la Marte, tutte ancora in attività. I Vigili del fuoco della città di Vienna proteggono un’area urbana di 415 chilometri quadrati, suddivisi in nove aree di pertinenza coperte da 27 caserme, in grado di arrivare sul luogo di chiamata nel giro di cinque minuti; per la cronaca, esistono anche due caserme di pompieri volontari, i Freiwilliger Feuerwehr. Nel 2012 i pompieri di Vienna hanno svolto 30.983 servizi, suddivisi al 26,77% per incendi, al 26,39% per soccorsi tecnici vari, al 22,26% per incidenti di traffico veicolare, al 21,64% per soccorsi persona o animali, al 2,93% per interventi di pertinenza NBC.

Il casco in collezione, che dalla fine del 2014 ha sostituito il precedente Draeger Gallet F1S, è il MSA Gallet F1SF versione 2008, nel colore bianco e nela magnifica livrea del Corpo permanente di Vienna, di cui porta il blasone sullo scudo frontale. e la scritta sulla parte posteriore "Feuerwehr" cioè Pompieri abbinata alle bande rosse da vigile. Queste versione che si differenzia dalla precedente per la visiera conformata in maniera più avvolgente, nell’esemplare descritto è corredata da lampada LED laterale avente caratteristiche di rispetto della normative AT-EX sulle atmosfere esplosive, in quanto non costituisce innesco di eventuali miscele che potrebbero deflagrare, contesto che spesso il Vigili del fuoco si trovano ad affrontare. Ciò che rende questo elmo ancor più particolare è il sistema di comunicazione radio a vibrazione ossea, che non ha un microfono il posizione laterale o frontale, ma rileva attraverso un cuscinetto nucale le onde trasmessa dalla laringe e le converte in impulsi radio. Il sistema si completa con due piccole cuffie sui lati per l’ascolto delle comunicazioni e con il cavo di collegamento alla radio: ciò permette ai colleghi sull’intervento di scambiarsi informazioni e ordini, mantenendo il contatto, cosa fondamentale nelle fasi concitate del soccorso quando capita che il personale operante si trovi dislocato in punti anche lontani della scena, permettendo nel contempo di conservare entrambe le mani libere da impedimenti. 

In ultima posizione troviamo ritratti pompieri di Vienna tra cui, oltre a vigili con casco bianco, vi sono un sottufficiale con casco arancione e un ufficiale che porta il casco nero. La foto è tratta da qui.
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giovedì 9 aprile 2015

Il casco iracheno Rosenbauer Heros II di Baghdad







L'Iraq è uno Stato dell'Asia occidentale che confina con la Turchia a nord, l’Arabia Saudita e il Kuwait a sud, la Siria a nordovest, la Giordania a ovest e l’Iran verso est. Il territorio dell'Iraq corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia, la "terra dei fiumi” dl fatto che qui scorrono il Tigri e l’Eufrate, mentre il nome attuale viene dal persiano eraq, ossia "terre basse" in contrapposizione all'altopiano su cui si sviluppa l’odiato vicino Iraniano. Il paese è stato per circa 25 anni governato in maniera autoritaria dal regime dittatoriale di Saddam Hussein. Dal 9 aprile 2003, in seguito alla caduta di Saddam Hussein, l'Iraq è stato un protettorato militare statunitense e dal gennaio 2005 un governo locale di transizione ha amministrato il Paese fino all'esecuzione dell'ex-dittatore: dal 2005 è una repubblica parlamentare. Le sue principali risorse sono l’estrazione del petrolio, di cui possiede la terza riserva al mondo, e vista l’abbondanza di acqua ha un’agricoltura molto florida e sviluppata; in conseguenza delle turbolenze nell’area si è di fatto azzerato il turismo in visita ai molti tesori della sua storia millenaria. La capitale è Baghdad, detta tradizionalmente “Città della Pace”, è la seconda città più grande dell'Asia sud-occidentale, dopo Teheran, il calcolo della popolazione per il 2010 è di 5.402.486 abitanti.

Nel giorno internazionale della Protezione Civile, il 7 marzo,i pompieri iracheni sono stati insigniti del premio alla professionalità e alla dedizione, veterani dello spegnimento di pozzi di petrolio in fiamme o del salvataggio di bambini coinvolti nell’incendio della loro casa, ricevendo le congratulazioni del loro comandante, il Generale Comandante Abdul Rasool, a capo del Direttorato di Protezione Civile di cui fanno parte i Vigili del fuoco. “Sono fiero di voi: siete parte fondamentale del Piano di Sicurezza della città di Baghdad, e grazie al vostro costante addestramento, l’alto livello di professionalità e l’abnegazione fate parte integrante della lotta contro il terrorismo e il disordine” ha detto il Comandante, aggiungendo “le vostre sofferenze e il duro lavoro servono all’intera collettività”. Dal 2003,  primi ad arrivare sulla scena, gli undicimila pompieri dell’Iraq hanno estinto 120.418 incendi, soccorso 2.050 persone e disinnescato 148.984 ordigni esplosivi improvvisati, i tristemente famosi IED, salvando migliaia di vite umane. Anche durante la guerra, senza badare a bandiere e schieramenti, hanno continuato a prestare la loro opera di soccorso, pagando il pesante prezzo di 121 Vigili morti in servizio. A seguire il Generale Laith Abbas, capo dei Vigili del fuoco di Baghdad, ha illustrato che negli ultimi due anni i pompieri della città hanno ricevuto addestramento in Bahrain, Oman e Giappone e più di 450 automezzi sono distribuiti a presidiare le 39 stazioni del territorio urbano: 78 nuovi mezzi sono stati donati dal Giappone, mentre gli Stati Uniti hanno donato 20 pattugliatori fluviali oltre a una nave multifunzione antincendio, mentre il Corpo del Genio statunitense ha realizzato l’Accademia addestrativa. Su tutti l’ONU ha realizzato la formazione ed il coordinamento anche grazie al lavoro dell’amico Comandante Robert Triozzi, che guida i Vigili del fuoco delle Nazioni Unite.

Il casco in collezione, già visto nella descrizione del casco da pompiere dell’Unione Europea del Parlamento di Strasburgo, è il diffuso Rosenbauer Heros II, il cui successore X-Trem è visibile nel post sugli Emirati Arabi Uniti. Sul frontale reca l’adesivo dell’Iraq, che tra le tre stelle che campeggiano sul campo bianco racchiuso tra i due campi rosso e nero, riporta le parole “Allah è il più grande”. Realizzato secondo la DIN EN 443, il tipo Heros II ha la calotta in poliammide ricoperto di vernice fosforescente, che nel buio restituisce la luce ricevuta. E’ dotato di paracollo in alluminio, soggolo con fibbia scorrevole, cuscino di ammortizzazione sul collo e visore retrattile trasparente; autentico precursore, porta sul retro la rotella che permette di regolare la bardatura interna in funzione delle diverse condizioni, utilizzabile anche da chi porta i guanti, come il pompiere sulla soglia di una casa in fiamme che deve stringere il casco in modo che sia più avvolgente. Uscito sul mercato da parecchi anni, è tuttora un valido supporto al vigile del fuoco che cerca un casco affidabile e a prezzo concorrenziale, a maggior ragione in un Paese che sta uscendo da un lungo periodo oscuro e sanguinoso. La quarta fotografia ritrae la placca identificativa del pompiere di Baghdad, ottenuta fortunosamente grazie ad un componente della missione di addestramento delle forze irachene nel periodo della ricostruzione.

Qui si trova il sito da cui è tratta la fotografia della squadra di prima partenza di Baghdad, che fa parte di un ottimo lavoro fotografico.
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martedì 3 febbraio 2015

Il casco Violini della Città del Vaticano






Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo Stato indipendente del mondo sia per popolazione (836 abitanti, di cui 86 componenti della Guardia Svizzera pontificia) sia per estensione territoriale (0,44 km²), ma allo stesso tempo è anche al secondo posto in Europa per densità di popolazione. La Città del Vaticano è un'enclave nel territorio della Repubblica Italiana, inserita nel tessuto urbano della città di Roma. Nello Stato vige un regime di monarchia assoluta elettiva di tipo patrimoniale (in pratica non esiste la proprietà privata e tutti gli immobili sono di proprietà della Santa Sede) con a capo il Papa della Chiesa Cattolica. La lingua ufficiale dello Stato della Città del Vaticano è l'italiano, mentre il latino è la lingua ufficiale della Santa Sede: essa è un centro di arte e cultura di rilevanza mondiale, tanto da essere stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall' UNESCO.

Riporto la descrizione e i cenni storici dal sito dei Vigili del Fuoco del Vaticano, consultabile qui: “Già sotto lo Stato Pontificio esisteva  un Corpo dei Pompieri, organizzato militarmente, armato, dotato di mezzi antincendio, con elegante uniforme come attestano le incisioni e gli acquerelli, databili intorno all’anno 1820, conservati negli Archivi vaticani e nella Biblioteca nazionale. Agli inizi del ‘900 un servizio di Guardia del Fuoco operava nei  Sacri Palazzi Apostolici. Nel 1941, sotto il Pontificato di Sua Santità Pio XII, fu istituito il Nucleo dei Vigili del Fuoco, allorquando la situazione bellica suggerì di costituire un gruppo operativo bene organizzato, addestrato e dotato di efficaci mezzi di pronto intervento nella Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali. La caserma del Nucleo trovò sede in locali appositamente allestiti nei Palazzi Vaticani con ingresso dal Cortile del Belvedere, dove si trova attualmente il Corpo. Il Nucleo dei Vigili del Fuoco venne affidato alla particolare protezione di S. Antonio Abate,  che si venera il 17 gennaio. Nel 2002, con la Legge sul Governo dello Stato, venne istituita la Direzione dei Servizi di Sicurezza e Protezione Civile, alle cui dipendenze furono posti – come già evidenziato poco sopra – sia il Corpo della Gendarmeria che il Corpo dei Vigili del Fuoco fino ad allora sotto la pertinenza della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato. Da quel momento è iniziata una vera e propria riorganizzazione del Corpo che è stato dotato di personale altamente qualificato, inserito in organico dopo aver frequentato i corsi presso la Scuola di Formazione di Base dei Vigili del Fuoco di Roma, di mezzi e strumenti sofisticati e di una nuova divisa blu realizzata con materiali conformi alla normativa vigente. Anche la caserma ha visto una radicale ristrutturazione per rispondere alle nuove esigenze; infatti sono state realizzate apposite camerette per il personale e nuovi uffici. Attualmente il Corpo è affidato alla protezione di Santa Barbara, protettrice anche dei Vigili del Fuoco italiani, e di San Leone IV. La festa dei Patroni ricorre il 4 dicembre, celebrazione liturgica di Santa Barbara. I Vigili, oltre ai compiti specifici degli interventi per l’estinzione del fuoco, esplicano attività di pronto intervento e di prevenzione a tutela delle persone e dei beni. È l’organismo che ha, per compiti istituzionali, la tutela della vita umana, e la salvaguardia dei beni e dell'ambiente dai danni e dai pericoli causati - non solo dagli incendi - ma anche da altre situazioni accidentali o dolose, provvedendo in maniera diretta e con la necessaria, conveniente immediatezza. Provvedono, inoltre, al controllo delle attrezzature antincendio collocate nella Città del Vaticano e in alcune zone extraterritoriali. Svolgono altresì compiti di protezione civile in collaborazione dei colleghi Gendarmi, tutti dipendenti dalla medesima Direzione. Data l'enorme importanza religiosa, nonché storico-artistica, dello Stato della Città del Vaticano, autentico scrigno di tesori considerati patrimonio dell'intera umanità, e anche di preziosissimi documenti cartacei di fondamentale rilevanza custoditi nell'Archivio Segreto e nella Biblioteca Apostolica, il Corpo dei Vigili del Fuoco ha una grande e delicata responsabilità nelle attività di prevenzione e di controllo. Proprio per questo, data la peculiare attività e la conoscenza degli allarmi e di tutti i dispositivi di sicurezza, il personale deve essere tecnicamente preparato, anche mediante continui corsi di aggiornamento. Innumerevoli sono gli interventi assicurati giornalmente dai Vigili del Fuoco: controlli e manutenzione dei mezzi e delle apparecchiature antincendio, soccorso a seguito di infortuni, dissesti statici, allagamenti, incidenti stradali, rimozioni di autovetture, e tutte le situazioni di comune pericolo, più o meno gravi, per persone e cose, come pure le diverse operazioni di supporto alle altre Direzioni del Governatorato (Servizi Tecnici, Servizi Generali, Musei Vaticani, ecc.). Uno speciale servizio antincendio viene svolto all’eliporto nei giardini vaticani in occasione di arrivi e partenze del Santo Padre  e di altre personalità. Il Corpo dei Vigili del Fuoco è retto da uno specifico regolamento promulgato per un periodo sperimentale di due anni con Decreto del Cardinale Presidente del Governatorato n. 488840 del 10 novembre 2009. Attualmente l’organico è composto da 30 Vigili, diretti da un Ufficiale Coordinatore.”

Il rarissimo casco in collezione, che con orgoglio posso annoverare tra gli altri dopo anni di attesa e ricerche, è il classico elmo Violini (descritto nel post sul casco aziendale Fiat) risalente agli anni ’50 del secolo scorso con il prezioso fregio frontale in oro riportante il blasone di San Pietro incluso su granata fiammeggiante e asce incrociate. Due sono le particolarità che lo contraddistinguono, oltre all’emblema frontale già descritto: è un raro esemplare della taglia più larga, difficile da trovare, e negli anni ’70 per prolungarne la vita operativa è stato rinnovato, piazzandoci un interno Mispa in sostituzione del suo originario in cuoio presumibilmente danneggiato. Si è venuto a creare quindi una miscela di componenti che ancora oggi si presentano in buone condizioni nonostante i molti anni trascorsi, e va a completare la serie dei caschi dei sette microstati d’Europa, che sono tutti presenti nel palma res: oltre al Vaticano troviamo il Principato di Monaco, San Marino, Lussemburgo, AndorraMalta e Liechtenstein, che verrà descritto prossimamente. In ultima posizione si trova raffigurato il casco di ultima generazione, il DNA italiano modello Helma, in dotazione da pochi anni ai pompieri vaticani dopo anonimi Gallet bianchi.
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mercoledì 24 dicembre 2014

Il casco ecuadoregno Cairns 660 di Quito






L'Ecuador è una repubblica presidenziale del Sudamerica con un'estensione territoriale di 283.560 km² ed una popolazione di 15.609.300 abitanti. Situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, confina a nord con la Colombia, ad est e a sud con il Perù e ad ovest si affaccia sull'Oceano Pacifico; inoltre il Paese possiede la caratteristica di essere attraversato dall'equatore, da cui prende il nome. La capitale è Quito, mentre la città più popolosa è Guayaquil; anche Cuenca, la terza città più popolosa, è Patrimonio dell'umanità, per il fatto di essere un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo. Fa parte dell'Ecuador anche l'arcipelago delle Isole Galápagos, situato a circa 1.000 km dalla costa e particolarmente ricco di specie endemiche, che nel XIX secolo furono profondo oggetto di studio del naturalista britannico Charles Darwin. L'Ecuador, indipendente dal 1830, è una repubblica dal 1832, dopo essere stata colonia spagnola per lungo tempo e dopo aver fatto parte, per alcuni anni, della Grande Colombia, uno stato che comprendeva anche Colombia, Venezuela e Panama fondato da Simón Bolívar, il liberatore delle americhe (Libertador) dal dominio spagnolo. Quito (nome completo: San Francisco de Quito) è la capitale dell'Ecuador, capoluogo della Provincia del Pichincha e sede del Distrito Metropolitano de Quito. È situata sopra il bacino idrografico di Guayllabamba, nella pendenze orientali dello stratovulcano attivo Pichincha, nella parte occidentale delle Ande. Si incontra ad una altitudine di 2 850 m sul livello del mare, il che ne fa la seconda capitale amministrativa più alta del mondo, dopo La Paz. La sua popolazione è di 2.239.191 abitanti, divisa tra l'area urbana e quella rurale. La città è divisa in 32 unità definite Parroquias, le quali si suddividono in barrios.

In Paesi come Ecuador, Perù, Cile e Paraguay vige il servizio antincendio su base esclusivamente volontaria, in cui i membri dei Corpi non ricevono retribuzione per la loro attività, al massimo contributi per l’acquisto di mezzi e materiali; in Argentina come in Costa Rica e nella Repubblica Dominicana a questi si affiancano i Corpi di Pompieri delle principali forze di sicurezza (Polizie provinciali, Polizia nazionale, Prefettura navale). Il Cuerpo de Bomberos del Distrito Metropolitano de Quito è stato fondato nel 1921 ad opera del signor Manuel Mena. Oggi conta 21 stazioni in cui 220 pompieri lavorano 36 ore, in parte a chiamata ed in parte a presidio permanente; a questi si sommano 200 militari, 100 poliziotti, 100 poliziotti metropolitani, 70 pompieri di altri Paesi, e infine 30 dipendenti dell’Impresa Metropolitana  delle acque potabili (Epmaps) e 20 tecnici dell’Unità ambientale.

La Cairns, nota ditta americana già vista a proposito di molteplici caschi, produce l’ottimo modello 660 ritratto nella fotografia, in uso alla gran parte dei pompieri ecuadoregni, nel colore giallo o nero con il distintivo applicato in adesivo catarifrangente, che riporta le asce incrociate sotto la granata fiammeggiante, simbolo dei pompieri volontari. Data la sua concezione “americana” non prevede attacchi maschera respiratoria a bordo casco ma la stessa viene indossata coi suoi sospensori e successivamente il casco viene calzato al di sopra, regolando agevolmente la bardatura interna con la grande rotella nucale, utilizzabile anche indossando gli obbligatori guanti ignifughi. Recentemente alcune compagnie di pompieri stanno testando il casco “europeo” MSA Gallet, nel modello F1SF, la cui particolarità è di riportare sui lati bande catarifrangenti identiche a quelle del Corpo volontario del Trentino. Nell’ultima foto è ritratto un pompiere con il casco di tipo “europeo” ed arriva da qui
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martedì 11 novembre 2014

Il casco olandese MSA Gallet F1SF di Amsterdam









Al solito quando un nuovo elmo ne sostituisce un altro, già presente in collezione, provvedo ad aggiornare il relativo post: in questo caso si tratta di uno dei primi pezzi che scrissi, nel lontano 2008. Da allora queste pagine sono state visitate più di 90.000 volte , la collezione si è parecchio ingrandita, è stato modificato il layout e le informazioni che cerco di riportare. A ciò si aggiunga che Amsterdam è una città che amo moltissimo, e che serba per me ricordi meravigliosi; se questo non bastasse, il casco che si aggiunge alla collezione non solo è molto raro e difficile da ottenere, ma credo anche che sia uno dei più belli tra quelli raffigurati in questo sito, ed è quindi con orgoglio che lo presento.

Amsterdam è la capitale e la maggiore città dei Paesi Bassi, nella provincia dell'Olanda Settentrionale. Il comune di Amsterdam ha più di 800.000 residenti di oltre 170 nazionalità, mentre la popolazione che risiede nell'area metropolitana è di circa due milioni e trecentomila persone. L'area al centro della città, meravigliosamente circondata dai canali del XII secolo, è dal 2010 Patrimonio dell'Unesco. Unisce allo spirito laborioso e commerciale la mentalità libera che da sempre ne ha fatto un baluardo dell'apertura di vedute e della democrazia; se si ha la fortuna di capitare in città nel giorno della festa del Re, ci si potrà trovare immersi in una folla festante e di colore arancione, il colore nazionale, con barche stracariche di amici che intasano i canali mentre sui viali serpentoni di gente allegramente alticcia ondeggiano assaporando il meraviglioso clima gioioso del popolo olandese.

I Brandweer (pompieri) della regione allargata dell'Amstelland, che dal 2008 racchiude il distretto composto da Amsterdam e i centri di Amstelveen, Ouder-Amstel, Diemen, Nies aan-de Amstel, Uithorn ed Aalsmeer sotto la protezione di un unico Corpo di Polizia, distretto sanitario e di emergenza medica, e soprattutto di un unico Corpo di Vigili del fuoco. Qui, suddivisi in venti caserme, operano circa 1.100 pompieri: ogni giorno cento vigili permanenti e trecento volontari coprono il soccorso sulle 24 ore. Il casco proviene dalla caserma chiamata "Hendrik", una di quelle storiche, ancora oggi situata in pieno centro città in un elegante palazzo ottocentesco sapientemente riattato per le moderne esigenze: qui operano un'autopompa Mercedes ed un'autoscala Iveco.

Il casco, come il precedente ancora visibile qui, ha visto da vicino il calore del fuoco: la calotta e la visiera sono intaccate dal calore, ma il suo fascino per questo motivo aumenta. Il modello è il MSA Gallet F1SF nella variante in uso dal 2008 nel colore cromato con una meravigliosa, introvabile placca in monofusione dorata. Originariamente la vecchia placca riportava, applicato, il simbolo della città di Amsterdam che reca tre croci di Sant'Andrea, la corona imperiale d'Austria e due leoni d'oro, a cui è aggiunto un cartiglio che riporta la scritta "Heldhaftig – Vastberaden - Barmhartig" che si possono tradurre come "Valente, risoluto, compassionevole". Questo è il motto che è stato attribuito alla Città dalla regina Wilhelmina nel 1947, per ricordare il ruolo fondamentale avuto dai cittadini di Amsterdam quando, nel febbraio del 1941, inscenarono una manifestazione di massa per le strade, per protestare contro i nazisti autori di soprusi nei confronti del popolo ebraico. L'Olanda all'epoca era già occupata dai militari tedeschi. Dal 2008, al formarsi della provincia allargata, i Brandweer hanno dovuto trovare un simbolo che unisse i pompieri delle diverse municipalità, ed ecco che al centro dello scudo protetto dai due leoni e sormontato dalla corona ora si trovano i tre strumenti del nostro lavoro, vale a dire la scala, la scure e le cesoie idrauliche, che nei Paesi anglosassoni chiamano "Jaws of life" mandibole della vita. L'uso del casco cromato ha eliminato la differenziazione che prima, sul casco bianco, attribuiva al caposquadra una striscia rossa ed al caporeparto le due striscie rosse, mentre ora si riconoscono per i gradi che recano sulla divisa. I pompieri olandesi e quelli belgi usano un pesante paracollo integrato in pesante lana nera chiuso sul davanti da una striscia di velcro, che ha la funzione del sottocasco ignifugo che si utilizza con il Sicor o il Gallet "normale".

La fotografia in ultima posizione ritrae un pompiere dell'Amstelland mentre salva la vita ad un micio coinvolto in un incendio, a dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, che il grande cuore dei vigili del fuoco non si prodiga solo per gli esseri umani ma per tutte le vite in pericolo. La trovo di una tenerezza incredibile e ringrazio il sito da cui l'ho tratta, consultabile qui.


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lunedì 15 settembre 2014

Il casco russo SHPM di Mosca





 


La Federazione Russa, chiamata comunemente anche Russia, è un paese transcontinentale che si estende tra l’Europa e l’Asia: è il Paese più vasto del pianeta con una superficie di 1.075.400 chilometri quadrati, per quasi metà disabitati. Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia dividono con essa i loro confini; insieme alla Cina è lo stato al mondo con il maggior numero di stati limitrofi, che sono ben 16. Inoltre possiede confini marittimi con il Giappone e gli Stati Uniti: è bagnata a nord ovest dal mar Baltico nel Golfo di Finlandia, a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall’oceano Pacifico e a sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Nel 2012 contava circa 143 milioni di abitanti. Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora una superpotenza mondiale, tra i protagonisti della storia del XX secolo, sia nel secondo conflitto mondiale, sia nel dopoguerra, con la Guerra fredda e l'opposizione attraverso il blocco sovietico al cosiddetto blocco occidentale, che annoverava anche l'altra superpotenza, gli Stati Uniti. E' uno Stato con una forte influenza politica, specialmente all’interno della CSI, che comprende tutte le ex repubbliche dell'Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, e la Georgia (uscita nel 2008). È inoltre uno degli stati fondatori dell'Unione eurasiatica, che comprende oltre la Russia, la Bielorussia e il Kazakistan.
Il Servizio Statale Antincendi é l'organismo più elevato della Federazione russa. Fa parte del Ministero per le situazioni d'Emergenza, la Difesa civile e l'Eliminazione delle conseguenze dei disastri naturali dal 2001, ed è suddiviso al suo interno tra il Servizio Federale per la prevenzione incendi e e il Servizio Antincendi degli Stati russi federati. Svolge attività, similarmente a buona parte dei Servizi antincendi visti finora, di prevenzione,antincendio e soccorso impiegando il numero enorme di 220.000 persone suddivise in 13.600 edifici di cui 4.000 caserme e distaccamenti, che svolgono circa due milioni di servizi all'anno salvando 90.000 vite con l'apporto di 18.634 mezzi di intervento (e 49 barche antincendi).  A Mosca il Colonnello Gennady Makarenko, è a capo della 34 divisione che fa base a Maly Kislovsky Pereulok; mette al servizio del territorio, oltre che la formazione ricevuta, i 25 anni d'esperienza nei servizi antincendio. Alcuni dei pompieri della Caserma hanno recentemente partecipato all'inaugurazione del Museo Storico del dipartimento di Tverskaya a cui appartiene la caserma 34, ormai pronto ad accogliere i visitatori. In tutta la città operano 12.000 pompieri suddivisi in 90 stazioni; la 34 impiega 150 persone di cui la metà sono Vigili del fuoco, l'altra si occupa di averne cura. Il pompiere russo lavora su turni di 24 ore seguite da tre giorni di libera.
Il Servizio utilizza il casco ritratto nelle fotografie, il modello "SHPM" della ditta ACO, in russo ТЕРМОСТОЙКИЙ ШЛЕМ ПОЖАРНОГО МАЮИ. ТУ 634269.001, fabbrica nei dintorni di San Pietroburgo che ha creato il successore dello scomodo antenato visto nel Post che trovate qui. E' un casco imponente e scomodo, ricalca il Gallet F1 senza averne la leggerezza e la robustezza; l'interno in  tessuto sintetico racchiude un'imbottitura di schiuma poliuretanica e un sottogola con mentoniera; sul fronte il pompiere si protegge con uno schermo di metacrilato trasparente. Porta sulla sommità e a scendere sul lato posteriore, una incombente cresta che termina in un paracollo di similpelle; sul frontale riporta il numero di riferimento della caserma, che senza altri pittogrammi denota il grado di pompiere; lo stesso sottolineato indica il caposquadra, mentre il cerchio all'esterno del numero si attribuisce al capoturno, mentre il triangolo indica il Capodistaccamento. Gli ufficiali di rango inferiore hanno il quadrato e per finire quelli di grado superiore hanno un cerchio al cui interno si trova un rombo. In esterno si può applicare la maschera respiratoria propria dei circuiti a ciclo chiuso, come si vede nelle foto, dell'amico Stanislav Pozarov, che ritraggono pompieri di Mosca in intervento nelle gallerie dell'enorme metropolitana della città; in ulltima foto (presa da qui) si vede la vettura comando su base Porsche Cayenne, sicuramente una delle più insolite e lussuose viste in circolazione.
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domenica 27 luglio 2014

Il casco polacco Kalisz ZS-03/06 di Varsavia






La Polonia, ufficialmente Repubblica di Polonia, è uno stato membro dell'Unione europea, della NATO e dell'ONU. è situata nell'Europa centrale, ha una popolazione di quasi quaranta milioni di abitanti su una superficie relativamente ristretta di circa trecentomila chilometri quadrati; è una repubblica parlamentare, con capitale Varsavia. Io ho avuto la fortuna di visitarla nel 1992, subito dopo la caduta della Cortina di ferro, emblema della contrapposizione tra i blocchi occidentale e sovietico, riportando l'impressione di un Paese molto disciplinato e di rigidi principi, e ricco di importanti vestigia storiche. Va ricordato che lo Stato polacco ha una storia lunga più di un millennio, arrivando a diventare nel XVI secolo uno dei più ricchi e potenti paesi d'Europa. In seguito la Polonia cessò addirittura di esistere come Stato indipendente per un lungo periodo di 123 anni, in quanto fu spartita tra Russia, Austria e Prussia. L'indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla prima guerra mondiale, come Seconda Repubblica di Polonia. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell'Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca (Polska Rzeczpospolita Ludowa o PRL). Nel 1989, le prime elezioni parzialmente libere dopo la seconda guerra mondiale, si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista; importante impulso venne dato dal movimento "Solidarnosc" di Lech Walesa.
Il Comando Nazionale di Stato, che ha l'acronimo in lingua polacca di KG PSP, è situato a Varsavia e coordina l'attività delle 353 municipalità polacche; comprende anche le cinque sedi di formazione permanente sparse per il territorio del Paese, oltre all'attività del servizio scientifico e ricerca per la protezione antincendi. A Varsavia c'è anche il Museo nazionale del servizio antincendi. In totale nel territorio polacco operano 494 caserme statali, 3.745 sedi volontarie, 5 servizi antincendi di industrie di particolare grandezza, undici unità antincendio a servizio di ospedali di primaria importanza e 201 istruttori esperti in differenti tecniche che si occupano delle rispettive tematiche specialistiche. Dal 1834 Varsavia ha avuto la propria Brigata di pompieri, creata sul modello di quella di San Pietroburgo, nata l'anno prima, e suddivisa in quattro Dipartimenti sulla base dei confini dei quartieri: rimase in attività fino agli anni della Seconda guerra mondiale, per confluire, al termine del conflitto e sotto le rigide direttive sovietiche, sotto l'egida del Servizio nazionale.
Il casco in collezione arriva dall'amico Mariusz, ufficiale in servizio al Comando di Varsavia con il grado di Capitano, che mi ha omaggiato del suo casco ora sostituito dal modello F7F della Pacific. è nel colore rosso della componente permanente, mentre i volontari lo portano fotoluminescente; è prodotto dalla ditta polacca Kalisz che lo ha contraddistinto con la sigla ZS-03/06: questa ditta produce articoli in plastica dal 1951 e dal 1970 ha intrapreso la produzione di elmi protettivi in resina poliestere con rinforzo in fibra di vetro. I suoi prodotti sono diffusi in tutta l'Europa orientale e Paesi limitrofi. Presenta un robusto guscio esterno con visiera a scomparsa trasparente ed un ottimo interno molto comodo con sottogola a cinque punti in grado di assicurare ottima stabilità al casco indossato, Non ha emblemi sul frontale ma solo i catarifrangenti attorno alla calotta per aumentare la sua visibilità in ore notturne o con scarsa visibilità; si completa con un ampio paracollo in cuoio bianco e l'applicazione di un portalampada in metallo sul bordo inferiore della falda, in grado di alloggiare una pila tipo "Maglite" e dare modo al pompiere di vedere la strada da percorrere anche in condixzioni di scarsa iluminazione.
Le foto dei pompieri di Varsavia sono tratte da qui e da qui
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mercoledì 18 giugno 2014

Il casco italiano DIN 14940 dell'Alto Adige

 





San Cassiano (Sankt Kassian in tedesco, San Ćiascian in ladino) è una località turistica italiana che si trova a 1.537 metri di altezza, frazione del comune di Badia, in Alto Adige; è popolata prevalentemente da abitanti che parlano la lingua ladina, una lingua detta "retoromanza" parlata in alcune porzioni del territorio del Trentino-Alto Adige e Veneto. Il paese si trova in una vallata laterale della Val Badia, percorsa dal Rio di San Cassiano. Il sito è una popolare meta di vacanze e sostanzialmente vive di questa attività, sia in estate che in inverno. Il centro è attraversato dalla strada provinciale che porta al passo di Valparola, poi da qui si raggiunge il passo Falzarego, e si ha la possibilità di scendere a Cortina d'Ampezzo, oppure salire verso Alleghe; sempre dal passo Falzarego è possibile prendere la funivia del Lagazuoi e tornare all'Armentarola attraverso una delle più belle piste sciistiche delle Alpi. La storia di San Cassiano comincia nel 1296 quando vengono menzionati per la prima volta a San Cassiano i nomi degli abitati, toponimi attribuiti alle singole fattorie agricole (detti "masi" o in ladino "viles"), alla base del sistema sociale ladino tramite la successione dinastica. La località ha ricevuto la sua denominazione attuale dal nome del Santo suo patrono, al quale è consacrata la chiesa del luogo, che fu costruita nell'anno 1782.
ll servizio antincendi nella provincia di Bolzano si articola su 306 Corpi di vigili del fuoco volontari, presenti presso tutti i Comuni, oltre al Corpo dei vigili del fuoco permanenti a Bolzano, similarmente a quanto accade nel Trentino; a questi si aggiungono 3 Corpi di vigili del fuoco aziendali. Essi si occupano, secondo la legge provinciale 18 dicembre 2002 - n. 15, del servizio antincendi, dei soccorsi tecnici (misure di soccorso e di aiuto a persone, animali, ambiente e cose, per la prevenzione e il contenimento di pericoli e danni di ogni tipo), e i soccorsi in caso di calamità. I vigili del fuoco volontari garantiscono la protezione delle persone e delle cose contro incendi e altre emergenze in tutte le località del territorio provinciale. Ciò significa che, in tutte le zone abitate, in un tempo massimo di 5/10 minuti dalla chiamata di allarme si mette in atto un primo intervento. I vigili del fuoco volontari svolgono il loro servizio (interventi, esercitazioni, formazione, controllo delle attrezzature, organizzazione e amministrazione, raccolta di fondi) interamente a titolo gratuito e nel loro tempo libero. I fondi per il funzionamento dei Corpi dei vigili del fuoco volontari derivano per circa metà dall'ente provinciale e comunale, mentre per la restante metà il sostentamento arriva dai privati, tra cui ricavi da manifestazioni o donazioni da parte di imprese e cittadini. A San Cassiano i pompieri, che in ladino si chiamano Stüdafüch, sono circa in 40 membri attivi al comando di Christian Obojes che è aiutato dal suo vice Daniel Alton: tra di loro c'é l'amico Ivan che mi ha fatto dono di questo prezioso casco da intervento, che ora viene utilizzato solo nelle parate e nelle feste.
Nell'Alto Adige/Sud Tirolo dal 1965 viene usato questo casco di foggia prettamente teutonica (simile a quello aziendale danese della Falck) realizzato in accordo con le regole tecniche DIN 14940, realizzato in alluminio verniciato di nero con banda fotoluminescente bianca tutto intorno alla base della calotta; in sommità reca una imponente cresta in metallo atta ad irrigidire la struttura dell'elmo e conferire maggiore protezione all'utilizzatore, che in questo caso ha aggiunto sul lato destro delle bande in velcro a cui si attaccava la lampada da intervento. Sul frontale reca il fregio in ottone dei pompieri altoatesini; ora è stato sostituito dal Rosenbauer Heros fotoluminescente con adesivo frontale rosso che ricalca il vecchio fregio.

Questo è il sito della Federazione provinciale dei pompieri volontari dell'Alto Adige, mentre Qui si trovano informazioni sui pompieri di San Casciàn oltre alle foto della caserma e dell'interessante Daily squadretta in ultima posizione.
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