giovedì 29 dicembre 2011

Il casco aziendale Hendry di Trinidad e Tobago






Trinidad e Tobago è uno stato insulare a statuto repubblicano dell'America centrale caraibica, popolato da poco più di un milione di abitanti: la sua capitale è Port of Spain. Situata a nord-est del Venezuela nell'arcipelago delle Piccole Antille, è bagnata a nord dal Mar dei Caraibi, a est dall'Oceano Atlantico, a sud il Canale di Colombo la separa dal Venezuela mentre a ovest si affaccia sul golfo di Paria. Le due isole principali sono Trinidad (sulla quale risiede il 96% della popolazione) e Tobago, alle quali si aggiungono una ventina di isole minori; qui si alternano zone pianeggianti con aree più montuose: infatti, il punto più elevato del paese è El Cerro del Aripo, che misura 940 m. s.l.m. Le isole furono scoperte da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio: egli diede il nome spagnolo "Trinidad" all'isola più grande (in omaggio alla Santissima Trinità) mentre probabilmente il nome Tobago viene dalla forma di sigaro dell'isola minore (per cui fu chiamata in spagnolo "tobaco"). Possedimenti spagnoli fino al 1797, le due isole furono occupate dagli Inglesi ai tempi della conquista francese della Spagna e fino al 1962 sono state una colonia dell'Impero Britannico: ancora oggi la lingua parlata è l’inglese.


La manifattura cartiera “John Dickinson Stationery Limited” era una compagnia di primaria importanza fondata nel 1804 da John Dickinson, che brevettò il sistema meccanizzato di produzione continua della carta, progenitrice delle odierne bobine lunghe centinaia di metri. La zona in cui nacque, l’Hertfordshire, era ricca di corsi d’acqua in grado di fornire forza motrice ai mulini destinati alla macerazione e battitura della polpa di cellulosa, ed in seguito alle laminatrici che progressivamente la riducevano allo spessore desiderato. Lo stesso reticolo di canali e fiumi poteva successivamente provvedere al trasporto dei prodotti lavorati fino ai mercati di vendita e ai porti per essere esportati in tutto il mondo. Il mulino di Nash Mill, uno dei primi convertiti a questo utilizzo, in origine era un mulino medievale di cereali: qui i Dickinson stabilirono la loro casa prima che nel 1813 un incendio molto grave lo radesse al suolo; questo episodio fu determinante nella decisione di organizzare in maniera molto efficace il servizio antincendi nelle sedi aziendali da allora in poi. Grazie al rimborso dell’assicurazione antincendi la compagnia poté ulteriormente espandersi ed aumentare la scala di produzione anche grazie alle innovazioni introdotte: nel 1850 venne brevettata la busta gommata, vera rivoluzione nel settore, nel 1929 vennero create le buste con la finestra trasparente. La compagnia nel 1910 cominciò la sua espansione in tutto il mondo, giungendo a possedere sedi in tredici nazioni tra cui Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e altre colonie tra cui appunto Trinidad e Tobago. Nel 1966 giunse ad essere la più grande compagnia al mondo nel settore della cartoleria ed imballaggi; nel 1999 iniziò il suo declino e nel 2007 sono stati pubblicati dei piani per tentare il suo rilancio. La John Dickinson & Co West Indies venne fondata nel 1945 ed oggi è la maggiore dei Caraibi nel settore cancelleria ed articoli da ufficio. La sua sede è a Trinidad ed esporta in tutto il sud e centro America, tra cui Haiti, Repubblica Dominicana, Porto Rico, Panama e Costa Rica; opera in un grande stabilimento in cui vi lavorano oggi circa 300 persone.

Il casco in collezione è un modello “Metro” realizzato in cuoio dalla “James Hendry” di Glasgow, in Scozia; porta sulla fronte il fregio del servizio antincendi aziendale della John Dickinson. La forma molto svasata sui lati lo fa ascrivere ai primi anni ’40, mentre dopo il 1950 le parti laterali si presentavano molto più pronunciate. La fabbrica Hendry, a dimensione familiare, fornì buona parte dei pompieri inglesi dei loro elmi protettivi in cuoio cotto e pressato a partire dalla fine del XIX secolo fino alla metà degli anni ’70; i suoi caschi erano reperibili con la cresta rinforzata in metallo bianco od ottone senza variazione di prezzo. Prima di allora i caschi, della Merryweather, erano in ottone con vistosa cresta; in seguito la Cromwell introdusse i modelli in sughero pressato e ricoperto inizialmente in cuoio e poi in tessuto resinato. I cambiamenti nella normativa sulla sicurezza sul lavoro della fine degli anni ‘60 fecero diventare inadeguato il casco in cuoio, che aveva l’interno collegato al guscio esterno grazie a soli due punti di fissaggio; i modelli in vetroresina che la Hendry cercò di proporre vennero adottati da alcune Brigate ma non in misura sufficiente da giustificare il mantenimento in attività della fabbrica, che chiuse i battenti intorno al 1975. Il casco, nonostante i molti anni, è praticamente nuovo: la sua vita operativa si è svolta in gran parte in qualche armadietto di pompiere di fabbrica al caldo sole dei Tropici.

Ringrazio per le informazioni a proposito del casco Hendry l'autore del blog inglese Barry; invece qui si trova la foto della mitica Land Rover del servizio antincendi aziendale.
Leggi tutto...

venerdì 25 novembre 2011

Il casco cubano Cairns 770 dell'Avana





Il casco che sto per descrivere viene da un Paese che racchiude in sé molte sfaccettature. Cuba è sole dei tropici, gente sorridente dentro macchine scassate e radio a tutto volume, case diroccate un tempo splendide; Cuba è un sogno, un’utopia, la speranza che tutto sia possibile calata dentro una povertà endemica ed un livello di libertà di opinione purtroppo ridotto, il tutto condito con il sorriso: sempre e comunque. Cuba è il posto dove i bambini studiano da 5 a 16 anni e spesso vanno all’Università; il sistema scolastico è eccellente e richiama studenti dall'estero. A Cuba le persone si ammalano pochissimo: ogni cubano infatti ha accesso gratuito a medici, infermieri, specialisti (chi ha visto il film “Sicko” di Michael Moore ricorderà la parte in cui si parla di questo Paese). A Cuba nessuno soffre la fame: il governo garantisce casa, lavoro e cibo a tutti i cittadini oltre ad un salario sociale minimo. Per alcuni è il rifugio del Demonio, luogo che ospita una dittatura molto severa, dove l'accesso a Internet è ristretto per molti, dove dire che non si è d'accordo con papà Fidel può costare caro, mentre per altri è il Paradiso dove le persone vivono molto bene con molto poco. Io questo non lo posso giudicare, non essendoci purtroppo mai stato: del resto questo blog si occupa di parlare dei caschi dei pompieri e di chi li indossa. Onore quindi ai Bomberos cubani!
La Repubblica di Cuba è un arcipelago che comprende quasi 4200 isole e isolette dette "cayos" che circondano l'isola principale; è posto tra il Mar dei Caraibi, il Golfo del Messico e l'oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, ad ovest il Messico, a sud le Isole Cayman e la Giamaica, e a sud-est Haiti. Dopo gli anni coloniali alle dipendenze della Spagna Cuba passò di fatto sotto il controllo degli Stati Uniti che durò fino al 1958, quando l'avvocato Fidel Castro riorganizzò dal Messico la lotta contro la dittatura insieme ad alcuni volontari, tra cui il medico argentino Ernesto Guevara, detto 'Che', "piccolino". Nel 1959 assunsero il potere, forti di un alto consenso popolare: in conseguenza della perdita del loro controllo sull’isola nel 1961 gli Stati Uniti per rappresaglia decretarono un embargo totale verso Cuba, costringendo l'isola a dipendere economicamente dall'Unione Sovietica e condannandola, di fatto, a vivere in povertà e ristrettezze. Il fallimento del sistema sovietico nei primi anni novanta ha determinato per Cuba una grave crisi economica di riflesso, ribattezzata “Periodo especial”, che ha richiesto grandissimi sforzi per essere sostenuta e che tuttora non risulta completamente superata.

I Bomberos di Cuba nacquero nel 1696 a Santa Clara e qui iniziarono a controllare ed estinguere gli incendi, primo embrione di un ottimo servizio antincendi che nel corso degli anni si diffuse in tutto il resto del Paese fino a giungere ai primi anni del secolo XIX; nel 1770 si ha il primo editto in cui il governo coloniale spagnolo descrive come impedire il divampare di un incendio, come evitare che si propaghi, come spegnerlo e con quali attrezzature, di cui deve essere dotato il locale Corpo dei pompieri. Queste sono ramponi. corde, asce, scale e pompe: nel 1795 troviamo la prima pompa a mano, spinta da schiavi provenienti dall’Africa. Da allora molto è cambiato, tranne che la sostanza qualitativa d'eccezione, anche visti i pochi mezzi a disposizione. Oggi il Corpo è militare e dipende dal Ministero dell’Interno; pompieri militari svolgono il periodo di ferma pluriennale nel Corpo, uscendone al termine della leva o raffermandosi per scalarne la gerarchia: anche qui vale la sostanziale parità con le donne che fanno questo mestiere senza problemi. Il CBC - Cuerpo Bomberos de Cuba - nel 2010 ha effettuato 2.700 servizi "speciali": il soccorso ad animali, il trasporto di malati molto pesanti, il soccorso ad alienati, l’apertura di porte e la bonifica dai nidi di imenotteri. In totale sono state 24.333 le prestazioni, tutte gratuite, che principalmente riguardano gli incendi e gli incidenti, percentualmente più frequenti nelle province de L’Avana, Santiago di Cuba, Villa Clara e Holguín. Gli effettivi del servizio costiero del Destacamento Especial de Rescate y Salvamento del CBC (Distaccamento Speciale di Soccorso e Salvamento) hanno salvato oltre 10 persone che stavano annegando nelle calde e trasparenti acque cubane. Il servizio di Prevenzione degli incendi del CBC ha parimenti effettuato 47.000 ispezioni in attività ed edifici a rischio di incendio contribuendo ad affrontare in anticipo i rischi pianificandone le soluzioni.

Il casco in collezione è il Cairns modello 770 detto “Philadelphia” dalla prima città che l’ha commissionato nel 1974 ed indossato fino agli anni scorsi; attualmente è fuori produzione soppiantato dai nuovi modelli. Questo è in plastica rossa e porta sul frontale lo stemma adesivo del Minint, Comando Rescate e Salvamento de l’Avana mentre sul retro in lettere adesive verdi c’è scritto “Comando”. Se il guscio è originale l’autarchia imposta dall'embargo ha fatto sì che al suo interno il casco abbia subito varie riparazioni artigianali. come la visiera che è rattoppata dove si aggancia ai sostegni; il sottogola è stato risistemato negli agganci; l’interno pimigenio è stato sostituito ed ora ne ospita uno preso chiaramente da un casco del blocco sovietico e fissato con filo di rame. Cionostante, anzi proprio per questo, è uno dei caschi più importanti che io possegga, dovuto alla sua estrema rarità, all'intensa vita operativa che ha passato ed a ciò che rappresenta per me il Paese da cui arriva. Hasta siempre!
Leggi tutto...

giovedì 10 novembre 2011

firehelmetcollection news

In questi giorni registro l'arrivo dei caschi dal Regno di Giordania, dagli Emirati Arabi Uniti - Dubai, dal Senegal e dalla Costa d'Avorio: con un po' di tempo e grazie anche alla fitta rete di informatori in giro per il mondo troverò informazioni su questi particolari Servizi anticendi. Prossimamente verrà illustrato il casco di un Paese che amo moltissimo e che mi onora ospitare nella mia collezione, manca solo il tempo di riordinare le informazioni raccolte, trovarne ancora qualcuna e confezionare il post: siate pazienti!
L'ultimo aggiornamento della lista di caschi ne segna 94 da 78 Paesi, e fino ad oggi ne sono stati descritti 46.
Consultate l'elenco aggiornato dei caschi in vendita e scambio e contattatemi per qualsiasi domanda, suggerimento o commento desideriate fare. Buona navigazione!
Leggi tutto...

mercoledì 26 ottobre 2011

Il casco Gallet F1S di Malta






Malta è una repubblica insulare dell'Europa meridionale ed è membro dell'Unione Europea. Il territorio della Repubblica di Malta è situato nel Mediterraneo, nel canale di Malta, tra la Sicilia e la Libia; è composto da un arcipelago di 316 km² che comprende, oltre all'isola di Malta, l'isola con estensione territoriale maggiore, le isole di Gozo, Comino, Cominotto e Filfola. Lingue ufficiali sono il maltese e l'inglese, essendo Malta appartenuta all’Impero britannico dal 1814 al 1964 e facendo tuttora parte del Commonwealth. C’è un legame molto forte con l’Italia: fa parte della regione fisica italiana, l'italiano è stato la lingua ufficiale fino al 1934 ed è tuttora molto diffuso e viene correttamente compreso da circa due terzi dei maltesi, in particolare delle nuove generazioni che riscoprono le radici latine. La popolazione nel 2007 ha raggiunto i 410.290 abitanti; tuttavia l'esiguità del territorio è tale che la densità demografica è di ben 1.297 abitanti per km², una delle più alte d'Europa. Questo dato fa sì che Malta sia inserita fra i sette microstati d’Europa, che sono: Andorra, San Marino, Città del Vaticano, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta appunto ed il Principato di Monaco; diventano otto considerando anche l’Islanda in virtù dell’esigua popolazione.

Il servizio antincendi dell’isola di Malta era in origine appannaggio della Polizia; il 9 febbraio 1989 venne istituito il Direttorato della Protezione Civile sotto l’egida del Ministero della Giustizia e dell’Interno, ed iniziò la sua attività nel forte di S.Elmo a La Valletta; nel 1995 venne promosso da Direttorato a Dipartimento autonomo: il Dipartiment Tal-Protezzjoni Civili. Uno dei suoi compiti, oltre alla gestione delle emergenze, è quello di organizzare corsi e simulazioni per preparare la popolazione ad eventi accidentali, oltre a coordinare le attività di differenti ministeri e settori, come la Polizia, le Forze armate e le autorità sanitarie. Nel 1994 venne stipulato un accordo di collaborazione con il Ministero dell'Interno italiano con la fondazione di un consorzio misto di previsione, prevenzione e protezione dagli incidenti tecnologici e naturali, primo embrione dell’attuale Dipartimento da crearsi entro il 1996. Parimenti venne deciso di creare una struttura marina di gestione degli incidenti in mare, cioè la dispersione di sostanze inquinanti, gli incendi di natanti e un sistema di barche di salvataggio persone. Il centro di Ta’ Kandia venne scelto come quartier generale di coordinamento; nel 1996 venne inaugurata la nuova caserma di Xemxija nella baia di St. Paul per proteggere la parte Nord dell’isola; in seguito si edificò la caserma di Hal Far in grado di svolgere anche la funzione di scuola antincendi e di magazzino di protezione civile. Nel 1999 venne completato il passaggio delle competenze dalla Polizia, con l’acquisto di nuovi mezzi antincendio dall’Italia. Oggi ci sono cinque distaccamenti a Malta: la centrale di Corradino – Ta' Kandia (Sierra 4), poi Floriana (Sierra 2), Kordin (Sierra 7), Xemxija (Sierra 3), e Hal Far (Sierra 1 oltre a Sierra 8 che sono i cinofili e Sierra 9 che sono i volontari S.A.F. (“Spider section USAR Team”) e uno nell’isola di Gozo (la città di Victoria ospita l’unità Sierra 6), oltre al centro marino di Marsa (Sierra 5) con quattro natanti di soccorso. Il Dipartimento dispone di 34 mezzi pesanti che comprendono tre autoscale (una da 37 metri), un tridimensionale da 33 metri, autobotti, APS e polisoccorso, che l’anno scorso hanno svolto oltre 5.000 interventi.

Il casco in collezione è un Gallet F1S in condizioni eccellenti; questo modello è ancora in uso alla maggior parte dei componenti del Dipartimento maltese; via via che si sostituiscono anche qui vengono soppiantati dal modello successivo, l’F1SF visto nel post su Bruxelles. Le differenziazioni cromatiche indicano i gradi e le qualifiche di appartenenza: il Capo dipartimento ha il casco bianco; gli ufficiali l’hanno nero, mentre i capireparto lo portano rosso, i capisquadra giallo, i vigili cromato ed i volontari nel particolare colore blu, come il casco in collezione. Nella quinta fotografia si possono apprezzare i pompieri maltesi in intervento durante un crollo, in cui sono presenti tutte le declinazioni del casco, oltre al particolare che i due volontari effigiati che portano appunto il casco blu indossano il Sicor Amber VF2 che venne testato al posto del Gallet. Nell’ultima immagine si notano tre vigili volontari impegnati in una esercitazione di soccorso persona.

Qui si trova il sito ufficiale del Ministero; purtroppo il sito ufficiale precedente, molto accattivante, ricco di foto e notizie, non è più attivo; qui c'è il riferimento ad un altro sito, non ufficiale, ricco di informazioni.
Leggi tutto...

martedì 4 ottobre 2011

Scambi o vendita caschi - swap or sale list - liste des échanges ou ventes


Ecco descrizione e foto dei caschi disponibili per la vendita o lo scambio (sempre preferito!). Qui trovate la lista dei caschi che cerco, se potete aiutarmi...

Here there are the helmets to be sold or (preferably) traded. Here are the Countries I am looking for, if you could help me...

Voici la liste des casques à vendre ou (je le prefere) échanger. Ici vous trouvez la liste des casques je recherche, si vous pouvez m'aider...

ITALIA - ITALIAN HELMETS

Mispa black FIAT factory fire service 1970/2000 VGC

Mispa black Italian Navy fire rescue service 1970/2000 VGC

Pirelli black Italian national fire service 1950/1970 GC

INTERNAZIONALI - INTERNATIONAL HELMETS

Philippines Quezon Cairns 770 - VGC, Very rare!

Sweden Brissman Uppsala fire service - VGC

Thailand Bangkok - VGC, Excellent and rare!

France Adrian model, chrome plate Officier Pompiers RARE!!! - VGC, very nice!

France Adrian model firefighter, brass plate Pompiers - VGC, very nice!

Austria Rosenbauer Heros II photoluminescent - VGC

MSA yellow Holland from ORA Spoorwegen, Railways Fire Service - VGC

Yugoslawia aluminium National Fire Service - GC

Great Britain Officer Cromell F600 helmet - VGC Rare!

New Zealand Pacific F7 Leading Firefighter - VGC, very rare!
To contact me write to: firehelmetcollection@gmail.com Any proposal will be evaluated and will have an answer! Just give me some time...

Notes:
N: New
LN: Like New, no or few light marks on surface
VGC: Very good conditions
GC: Good conditions w/signs of wear, tears but complete
U: Used with deep signs or broken shell
Leggi tutto...

lunedì 26 settembre 2011

Il casco industriale indiano di Mumbai







L’incredibile India è una repubblica federale dell'Asia meridionale formata dall’unione di 28 stati e 7 territori, fra cui quello della capitale, Nuova Delhi; settimo paese per estensione geografica al mondo e secondo più popolato dopo la Cina con più di un miliardo di abitanti, l’India possiede una linea costiera che si snoda per 7.500 km dall'Oceano Indiano a sud, al Mar Arabico a ovest. Confina con Pakistan (con cui intrattiene rapporti burrascosi), Cina, Nepal, Bhutan, Bangladesh (che ai tempi della dominazione britannica faceva parte del suo territorio con il nome di Bengala) ed infine la Birmania ad est. E’ stata annessa gradualmente alla Compagnia Inglese delle Indie Orientali dai primi decenni del XVIII secolo e successivamente colonizzata dal Regno Unito dalla metà del XIX secolo; l'India è diventata un moderno Stato nazionale nel 1947, dopo una lotta per l'indipendenza che è stata caratterizzata da una diffusa resistenza non violenta il cui protagonista principale fu il Mahatma Gandhi, fautore della disobbedienza civile in opposizione all’occupazione britannica. L'India è la dodicesima più grande economia del mondo in termini nominali, e la quarta in termini di potere d'acquisto. Riforme economiche hanno trasformato il paese nella seconda economia a più rapida crescita (è uno dei quattro paesi emergenti con Brasile, Cina e Russia a cui ci si riferisce con l'acronimo BRIC), ma nonostante ciò il Paese soffre ancora di alti livelli di povertà, analfabetismo e malnutrizione: oltre 300 milioni di persone fanno parte della casta dei Dalit, gli “intoccabili”, condannati per nascita a svolgere i lavori più umili e degradanti. Mumbai (nota fino al 1995 come Bombay) è la capitale dello stato del Maharashtra; il suo agglomerato urbano conta più di 21 milioni di abitanti, rendendola la sesta più popolosa area metropolitana del pianeta (Tokyo è la prima di quest’elenco con oltre 30 milioni di abitanti). Mumbai si trova sulla costa occidentale dell'India e possiede un profondo porto naturale, che movimenta quasi la metà del traffico marittimo merci dell'India.

La legge indiana impone ad ogni municipalità di dotarsi di una brigata antincendi, e a partecipare al servizio antincendi della regione di appartenenza; il lavoro, svolto da 200.000 uomini nell’intero Paese, è quello classico dei pompieri di tutto il mondo consistente essenzialmente nel soccorso tecnico. Le principali compagnie industriali hanno il loro servizio antincendi privato, come lo hanno tutti i porti e gli aeroporti. Il servizio antincendi della città di Bombay, il Mumbai Fire Brigade, è il maggiore di tutta l’India, ed è composto di 2.700 vigili del fuoco distribuiti su 33 caserme nel territorio della Greater Mumbai; trae le sue linee-guida direttamente dalla London Fire Brigade da quando, nel 1890, il Chief W. Nicholls prese il comando provenendo direttamente dalla capitale britannica e plasmando il servizio antincendi sulle consuetudini della madrepatria, mai mutate anche dopo l’indipendenza del 1948 (inclusa la pausa per il tè delle cinque, tuttora in vigore). Il quartier generale è a Byculla, ed i quattro settori in cui è suddiviso il territorio vengono denominati Divisions; tutte rispondono al Deputy Chief, il Capo Dipartimento. I turni, inizialmente di 24 ore consecutive, ora durano otto ore scandite dalla campanella che suona alle 5:45 per la sveglia mattutina. Il prode pompiere di Bombay era dotato fino a quest’anno di una divisa in lana blu e casco in sughero pressato identico a quelli che si utilizzavano in Gran Bretagna negli anni ’50, rendendo incredule le persone che assistevano a salvataggi ed estinzione di incendi anche impegnativi da parte di vigili del fuoco usciti da una pagina di un libro di storia; nel 2008 tale inadeguatezza si è palesata in occasione di un trucido attacco terroristico che ha comportato incendi massivi a seguito di esplosioni ed appicca menti dolosi nei luoghi interessati da questi episodi; da qui è partita la ricerca di un nuovo kit che è attualmente in fornitura, con divisa da intervento in Nomex e moderno casco con visiera retrattile.

Il casco in collezione è uno dei più rari e difficili da ottenere, stante la difficoltà di approvvigionamento da un Paese in cui difficilmente si manda al macero un’attrezzatura ed in cui i caschi da pompiere vengono tramandati da collega a collega. E’ realizzato localmente sul modello del britannico Merryweather da abili artigiani del cuoio, contornato da bande di ottone con la grande cresta sulla sommità, similarmente al modello messicano, il cui scopo è l’irrobustimento dell’elmo e la ventilazione del capo dell’utilizzatore, con un improbabile interno in finta pelle azzurra; porta un grande fregio metallico che lo fa ascrivere al servizio antincendi di una primaria azienda cittadina, che per legge ha dotazione di un proprio celere servizio di estinzione altrettanto pronto ad essere dislocato fuori dalle mura aziendali per fornire supporto ai pompieri comunali in caso di necessità.
Leggi tutto...

venerdì 2 settembre 2011

XVIII Raduno Nazionale dei Vigili del Fuoco

La mia amata città, Torino, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia ospiterà il Raduno Nazionale dei Vigili del Fuoco, che dall'8 all'11 settembre saranno qui per festeggiare la loro appartenenza a questo meraviglioso Corpo. Ultimo della sequenza dei raduni che si sono tenuti qui quest'anno, atipico proprio perchè i pompieri non sono un'Arma ma un Corpo, sarà un modo per chi appartiene a questo mondo di dimostrare la sua partecipazione, e per chi lo vive dall'esterno per manifestare la sua simpatia per questo meraviglioso mestiere. Insomma bisogna esserci! Ed oltretutto è un'ottima occasione per scoprire tutte le cose belle (e buone) Torino sa offrire a chi la viene a trovare.
Per chi volesse maggiori dettagli provi su questo sito. Questo invece è il sito Ente turismo di Torino.
Ci vediamo alla sfilata!


E come mi ero ripromesso oggi ho visto molti amici, e molti di più li ho persi nella confusione di questa giornata incredibile: a loro chiedo scusa se non ci siamo stretti la mano in questa giornata speciale, tutta per noi. Nelle vie del centro c'è stata una vera festa: centinaia di pompieri, mezzi storici, la banda musicale, decine di migliaia di persone festanti hanno reso questo Raduno un evento veramente speciale. Delegazioni di tutti i Comandi regionali, dei distaccamenti volontari della provincia, delle Regioni Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, sezioni dell'Associazione nazionale Vigili del Fuoco provenienti da tutta Italia hanno reso l'evento veramente "nazionale". A seguire una sfilata di mezzi storici, un vero museo viaggiante incredibile ed impossibile da visitare normalmente, con tanti pompieri in divisa storica addosso a bordo dei mezzi in movimento: e quando mai? Tutto attorno, famiglie, giovani e pensionati, turisti increduli e passanti inconsapevoli, catturati dalla casualità di trovarsi in quel momento davanti a tutto questo, altri invece arrivati anche da lontano per esserci, per battere le mani e dire "bravi, grazie di tutto!" ai pompieri in corteo. Che dire d'altro? Bellissimo!

 I colleghi della Valle d'Aosta
La delegazione del Trentino Alto Adige


 Il Tricolore lungo decine di metri in via Roma
 La mitica SPA del Comando di Torino
 Il pompiere ciclista.


Leggi tutto...

sabato 20 agosto 2011

Il casco italiano DNA Helma dell'Ente Foreste della Sardegna






Se la California ha dato i natali alla metà paterna della famiglia, da un piccolo paese della Sardegna, Bolotana, arrivava il mio adorato nonno Nino, bersagliere del 4° reggimento ciclisti, eroico combattente delle guerre d’Africa e mai dimenticato narratore di storie di terre lontane, battaglie epiche e amicizie profonde. Ancora sorride sornione da una foto che lo ritrae in posa accanto al suo ghepardo addomesticato degli anni passati in Abissinia; grande cuore dentro armatura d’acciaio che solo i suoi nipotini adorati erano riusciti a fare aprire incondizionatamente. Per questo la Sardegna è dentro al mio DNA, con tutte le sue contraddizioni, il suo paesaggio che toglie il fiato, i profumi che ti entrano nelle narici quando all’alba il traghetto si avvicina ad Ichnusa, l’antico nome che i Fenici avevano dato a quest’isola. E’ tutta nel suo popolo fiero e ostico, che prima di concedersi deve conoscere il suo interlocutore, senza mai dimenticare che in tasca c’è la “resolza”, il coltello pastorale affilatissimo che i barbari continentali continuano a chiamare Pattada…
Le statistiche dicono che la Sardegna è la seconda isola più estesa del Mar Mediterraneo dopo la Sicilia, ottava in Europa e quarantottesima nel mondo, ed è popolata da poco meno di 1.700.000 persone. E’ denominata Regione Autonoma della Sardegna in forza dello Statuto Speciale, sancito nella Costituzione del 1948, che le garantisce autonomia amministrativa come avviene nelle altre quattro regioni autonome: la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia e la Sicilia. Il cantautore Fabrizio De André, sardo di adozione, disse: «La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso».

Di questo Paradiso ha il compito di occuparsi l'Ente Foreste della Sardegna, che in forza della sua autonomia cura le attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi, oltre a tutto ciò che attiene alla gestione del patrimonio naturale dell’isola in senso molto ampio. L’attività antincendio impegna gran parte del personale per circa sei mesi l’anno e assorbe ingenti risorse finanziarie; è svolta in collaborazione con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna. Nel 2009 la Regione Sardegna ha messo in campo 11 elicotteri, schierati nelle basi operative del Corpo Forestale di Fenosu, Pula, Villasalto, Alà dei Sardi, Bosa, Anela, Farcana, Sorgono, Limbara, San Cosimo e Marganai. Il Dipartimento della Protezione civile schierava nell'isola 3 aerei Canadair CL415 all'aeroporto Costa Smeralda di Olbia, un Helitanker alla base di Fenosu e un elicottero AB 205 dell'Aeronautica Militare all'aeroporto di Cagliari Elmas. Impegnati su più turni si trovavano ad operare 1.482 uomini appartenenti al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, 3.344 appartenenti dell'Ente Foreste della Sardegna, 1.700 volontari A.I.B, oltre a 1.000 componenti delle 120 compagnie barracellari, corpi comunali che hanno il compito di vigilare sulle proprietà loro affidate con attribuzioni simili alle guardie ecologiche volontarie. Sparsi nel territorio ci sono 340 vasconi e punti di pescaggio per mezzi aerei e terrestri, e 237 postazioni di vedetta per il tempestivo allarme; il parco mezzi impegnato in totale è di circa 600 unità comprendenti autobotti e mezzi fuoristrada di varia capacità di estinguente (da 400 a 8.000 litri d’acqua e ritardante), impiegati per il pattugliamento, per il primo intervento di spegnimento e per la lotta attiva.

L’Ente Foreste della Sardegna dal 2011 si è dotato del sorprendente casco raffigurato in queste foto, il casco modello “Helma” fabbricato da una ditta italiana, la DNA Safety First di Ravenna. E’ un casco per operazioni boschive ben congegnato, disegnato e realizzato, dotato di un pratico sistema di regolazione della bardatura interna tramite perno posteriore similarmente al Rosenbauer Heros II, doppia visiera retrattile e a maschera oculare, ottimo interno che grazie all’attacco trapezoidale ed alla coppa nucale assicura una calzata confortevole e priva di movimenti indesiderati; ha la possibilità di applicare parecchi accessori tra cui differenti visiere, protezioni del collo, sistemi di illuminazione e comunicazione: sicuramente è in grado di competere con i cugini MSA Gallet F2 X-trem, Rosenbauer Heros Smart o il nuovo Sicor EOM. Qui è effigiato nella variante arancione e paracollo in nomex, con il bel fregio frontale applicato sotto vernice che raffigura il simbolo della Regione: quattro mori bendati che rimandano alle lotte di liberazione dai Saraceni.

Questo è l'ottimo sito dell'Ente;
Qui si trova il link alla foto del Canadair in azione, opera di Pier Luigi Rocco;
Questo è il sito della DNA, il produttore del casco.
Leggi tutto...

lunedì 25 luglio 2011

Il casco brasiliano di Belo Horizonte







Il Brasile è una repubblica federale dell'America meridionale. Stanti le sue enormi dimensioni territoriali confina con una moltitudine di Paesi: a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a sud con l'Uruguay e ad ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù; ad est si trova invece l’Oceano Atlantico. Il meraviglioso Brasile nell’ultimo decennio è stato protagonista di un fortissimo e veloce sviluppo economico, principalmente sotto la guida del suo ex Presidente Luiz Ignacio Lula da Silva, grazie alla ricchezza delle sue risosrse, il carattere solare e positivo della sua gente, e la sua posizione centrale e preponderante nel Sudamerica; sta affrontando invece più lentamente i suoi problemi legati alla povertà (che ancora affligge ampie fasce della popolazione) e all’ecologia (è in territorio brasiliano buona parte dell’Amazzonia, polmone verde planetario oggetto di sfruttamento bieco e miope delle sue risorse). Oggi è un membro del raggruppamento non ufficiale chiamato BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), ovvero l'insieme dei quattro grandi Paesi emergenti a maggior crescita economica, ed è la nona potenza economica nel mondo. Il Minas Gerais è il secondo stato del Brasile in termini di popolazione e ricchezza, ed è situato nella regione geografica del Sudeste; la sua capitale è la città di Belo Horizonte. Questo stato oltre ad essere il principale produttore di caffè e di latte ed avere una forte vocazione industriale e di terziario, è ricchissimo di splendide cittadine coloniali: le loro chiese barocche e le opere d’arte sacra rappresentano oltre la metà del patrimonio artistico nazionale del Brasile. Fra il 1892 e il 1910, 70.000 italiani emigrarono nel Minas Gerais. La maggioranza erano contadini dell'Emilia-Romagna, Veneto, Calabria e Campania. Oggi gli oriundi italiani in Minas Gerais sono 2 milioni di persone (10,6% della popolazione), di cui 1 milione vive nella città di Belo Horizonte e il resto soprattutto nel sud dello stato. Negli anni ’60 la Fiat ha installato qui alcuni dei suoi stabilimenti.

I vigili del fuoco dello Stato di Minas Gerais fanno parte, come nel resto del Paese, della polizia militare dell’Esercito brasiliano. La loro missione è la stessa di tutti gli altri pompieri del mondo, cioè il soccorso pubblico di tipo tecnico: la protezione della popolazione e dei beni da incidenti, eventi catastrofici, incendi e sciagure e la ricerca ed il soccorso di persone in pericolo. Nascono nel 1911: divengono Companhia de Bombeiros nel 1913, Sapadores Bombeiros nel 1926 (come i Sapeurs Pompiers francesi), Bombeiros da Força Pública nel 1931, Bombeiros do Estado nel 1934, Bombeiros da Polícia Militar nel 1966 per assumere la denominazione attuale di Corpo de Bombeiros Militar de Minas Gerais nel 1999. Sono inquadrati in dieci battaglioni (Batalhão de Bombeiro Militar) dislocati nei punti nevralgici del territorio statale, più quello deputato alle operazioni aeree, con sede a Belo Orizonte (il B.O.A. - Batalhão de Operações Aéreas). I suoi uomini iniziano la loro carriera come “recruta” con il grado di “soldado de segunda classe” per arrivare fino al massimo grado che è il Coronel, comandante del Corpo.

Il casco in collezione è un singolare esemplare da parata in fibra di vetro verniciata in nero, mentre è in bianco per gli ufficiali; ha cresta, fregio frontale e sottogola ornamentale in ottone, con un cinghietto in pelle lucida per l’uso in parata. Tre fori di aerazione per ciascun lato permettono di utilizzarlo sotto il cocente sole brasiliano, insieme all’interno in pelle improntato alla massima semplicità. Deriva storicamente dal tedesco Pickelhaube in cuoio del periodo ottocentesco, per intenderci il casco a punta dell’esercito prussiano, che equipaggiava i pompieri brasiliani dell’inizio del secolo; negli anni è stato rivisto ed adattato fino ad assumere questa forma attuale. Viene prodotto da ditte locali che lo inseriscono in catalogo senza specificarne il produttore che mi resta tuttora sconosciuto: se qualche amico brasiliano fosse in grado di aiutarmi...

Nella penultima foto si vede il casco da ufficiale e, nell’ultima, due bomberos motociclisti di Belo Horizonte in azione sulla vittima di un incidente stradale. La foto, scattata da Alessandre Pimenta, è tratta da questo sito. Qui invece si trova il portale dei pompieri di Minas Gerais.
Leggi tutto...