giovedì 16 luglio 2026

Il casco cileno Mispa di Santiago








Il Cile, ufficialmente Repubblica del Cile, è uno Stato situato nell'estremo sud-ovest del continente americano. Si estende su un lungo e stretto lembo di terra tra l'Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande, con una superficie totale di 765.625 km², comprensiva di territori insulari nell'Oceano Pacifico: delle Isole Juan Fernández, Sala y Gómez, Isole Desventuradas e l'Isola di Pasqua. Il Cile reclama inoltre la sovranità anche su una zona dell'Antartide denominata Territorio antartico cileno: per questo motivo, il Cile si considera il "paese dei tre continenti". I suoi 17.910.000 abitanti dispongono di un indice di sviluppo umano (ISU), percentuale di globalizzazione, PIL pro capite, livello di crescita economica e qualità della vita tra i più elevati dell'America Latina. La sua capitale è Santiago del Cile, "San Giacomo del Cile"), centro urbano più importante del Paese, la cui area metropolitana è detta “Gran Santiago” e corrisponde al capoluogo della Regione Metropolitana di Santiago. Considerata spesso un'unica città in realtà è una conurbazione che comprende completamente il territorio di 26 comuni e parte del territorio di altri 11 comuni; gran parte della metropoli è compresa nella provincia di Santiago, alcune parti periferiche fanno parte delle province di Maipo, Cordillera e Talagante. La città è situata a un'altitudine media di 567 m s.l.m. sulle rive del Mapocho al centro del bacino Santiago, una grande valle composta da terre fertilissime circondate da montagne: è affiancata dalla catena principale delle Ande a est e dalla Cordigliera della Costa, mentre a nord è delimitata dal Cordón de Chacabuco, parte delle Ande. Queste, attorno a Santiago, raggiungono picchi elevati, il più alto dei quali, il monte Tupungato, raggiunge i 6570 m s.l.m. Nell'anno 2014 l'estensione della conurbazione era pari a 641,4 km² e la popolazione era pari a 6.158.080 abitanti che equivale a circa il 35,9% della popolazione totale del Paese e secondo le statistiche Santiago è la settima città più popolosa del Sudamerica e la 35ª area metropolitana del mondo.

In Cile il servizio antincendi è unico al mondo poiché si basa su un'organizzazione interamente volontaria, senza personale retribuito, ed è strutturato principalmente su due enti principali che operano in sinergia a seconda della natura dell'emergenza. I primo sono i Bomberos de Chile, composto da oltre 300 corpi locali e 55.000 volontari distribuiti su tutto il territorio nazionale. Rispondono a qualsiasi emergenza urbana e industriale, inclusi gli incendi strutturali, gli incidenti stradali e il soccorso tecnico chiamando il numero unico 132. A capo c’è l’organo centrale che supervisiona e coordina le operazioni a livello istituzionale, la Junta Nacional de Cuerpos de Bomberos. Al loro fianco si trova il CONAF (Corporación Nacional Forestal) che si occupa della gestione e il contrasto degli incendi boschivi, che colpiscono frequentemente il centro-sud del paese, e gestisce la prevenzione, la pianificazione territoriale e il coordinamento delle squadre antincendio boschivo. La storia del Cile, come molte altre Nazioni, ha una forte componente migratoria che tra fine ‘800 e primi anni del ‘900 ha portato molti italiani a cercare fortuna lontano da una casa dove le risorse scarseggiavano: tra questi c’era mio nonno che prese la nave per andare in California. Proprio per questo alcune storiche compagnie di vigili del fuoco portano nomi, uniformi, veicoli ed equipaggiamenti italiani: questo legame nasce proprio dalle ondate migratorie del XIX secolo, quando numerosi immigrati italiani si stabilirono nel Paese sudamericano, contribuendo attivamente alla vita sociale e civile delle comunità locali. È in questo contesto che vennero fondate alcune delle compagnie di pompieri più prestigiose del Cile: la più antica è la Sesta Compagnia “Cristoforo Colombo” di Valparaíso, poi venne la “Ausonia” Numero 4 di Iquique, successivamente la Quarta Compagnia “Umberto Primo” di Talcahuano, l’Undicesima Compagnia “Pompa Italia” di Santiago e solo alla metà degli anni ’50 del secolo scorso venne creata la Seconda Compagnia “Pompa Italia” di Copiapó. Oltre a rispondere alle emergenze causate da incendi e calamità naturali, queste istituzioni sono diventate veri e propri punti di riferimento culturale e sociale per la comunità italiana. La storia dei pompieri italiani in Cile ha inizio appunto a Valparaíso, dove nel 1858 viene fondata la Sesta Compagnia “Cristoforo Colombo”, la più antica istituzione italiana nel continente americano. In un’epoca in cui Valparaíso era un porto internazionale, crocevia di commerci e culture, gli immigrati italiani si organizzarono per rispondere agli incendi, frequenti a causa delle costruzioni in legno e della topografia complessa della città, con colline ripide e vicoli intricati. È invece nel 1914 che viene fondata l’Undicesima Compagnia di Pompieri “Pompa Italia” di Santiago, una delle cinque compagnie straniere presenti in città, insieme a quelle di origine francese, inglese, spagnola e tedesca; di questa viene mostrato il casco in collezione ritratto nell’ultima fotografia, appartenente alla 15° Compania Alemana “Maximo Humbser”: è lo Schuberth tedesco modello F200 fotoluminescente. L’Undecima è stata appunto fondata da immigrati italiani, e ancora oggi il 100% dei membri è di discendenza italiana: questo forte legame con l’Italia si riflette non solo nella composizione della squadra, ma anche nelle tradizioni, nei registri, nelle voci di comando e persino nei festeggiamenti, come la Festa della Repubblica Italiana, celebrata in collaborazione con il consolato e l’ambasciata italiana. L’uniforme della compagnia, quella strutturale per le operazioni, è identica a quella utilizzata dai vigili del fuoco italiani; anche nell’uniforme di gala si possono trovare dettagli italiani, come gli elmi come quello descritto in questo post. La Pompa Italia opera sotto la stessa struttura organizzativa del Cuerpo de Bomberos de Santiago, il Corpo Nazionale, ma con peculiarità che la distinguono. La formazione dei pompieri cileni, è ispirata agli standard nordamericani, in particolare alla norma NFPA 1001, che garantisce un’alta preparazione tecnica. Tuttavia, le influenze italiane ed europee sono evidenti, soprattutto nell’approccio alle emergenze e nell’utilizzo di attrezzature, oltre che la formazione: purtroppo durante la pandemia i contatti con l’Italia, come le pasantías (scambi formativi) presso le Scuole centrali antincendi di Capannelle a Roma sono stati sospesi, ma dovrebbero riprendere presto, grazie alla collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

La ditta Mispa di Torino a fine anni ’50 rilevò le linee produttive della Violini, che aveva chiuso i battenti, per produrre i caschi da pompiere che fino alla fine degli anni ’90 hanno equipaggiato i Vigili del Fuoco italiani, la cui storia è descritta qui. Il casco in collezione fa parte della produzione iniziale, raro per le sue peculiarità costruttive oltre che per lo stato impeccabile in cui si trova. È caratterizzato dallo stesso materiale plastico utilizzato dalla Violini, da cui però si differenzia per la mancanza dei due aeratori sulla calotta, che troviamo anche nel Pirelli. Anche questo ha il medesimo interno in pelle, si ritiene prodotto dalla Sarchi che già riforniva le altre due case produttrici con sottogola anch’esso in pelle: nel decennio successivo, per intenderci la fornitura che riporta punzonato l’anno 1972 e poi la serie successiva del 1982, si opterà per il più economico similpelle con sottogola a quattro attacchi con mentoniera, in grado di assicurare migliore adesione al capo del pompiere. Sul frontale il prezioso fregio metallico, di derivazione italiana e che qui riportava inizialmente la numerazione dei Comandi e successivamente la croce dorata in campo rosso originariamente attribuita alle Scuole e poi passata ad identificare genericamente il Corpo; nel casco in oggetto c’è il numero 11 della Pompa Italia in campo verde, a cui tradizionalmente si lega la Undecima. Oggi viene utilizzato nelle occasioni formali e nelle parate, sostituito operativamente dai Sicor con gli stessi colori del Corpo Nazionale, di cui questi Bomberos sono fratelli di sangue e di spirito.

Questo è il sito dell’Undecima. Nelle foto in terz’ultima e quart’ultima posizione, tratte dalla pagina Facebook, troviamo una parata ufficiale in cui vengono indossati i caschi tradizionali e il Cuartel con i Bomberos in uniforme operativa indossando i moderni Sicor EVO.

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